Protezione impianto industriale

Riguarda gli impianti elettrici (forza motrice, illuminazione, ...)

Moderatore: Ugo Fonzar

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Protezione impianto industriale

Messaggio da weareblind » lun mar 11, 2019 9:31 pm

Descrizione: industria tessile, maggior rischio in caso di incendio. Installo una rameuse, a metano.
Il progettista elettrico mi dice che deve per forza proteggere l'alimentazione con un differenziale da 0,3 A, non oltre (causa maggior rischio). Ma io vedo ovunque differenziali ben maggiori, o magnetotermici coordinati con l'impedenza di guasto, in ambienti a maggior rischio.
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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da Ugo Fonzar » lun mar 11, 2019 9:52 pm

fatti citare il punto della CEI 64-8 che dice ciò (sezione 7 secondo me)
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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da weareblind » mar mar 12, 2019 7:34 am

Ciao Ugo, non posso... è un collega che mi ha introdotto in una azienda, vorrei capire per dargli una mano. Perché, con 0,3 A, l'interruttore non sta su. Più in generale, la prescrizione dei 0,3 A per ambienti a maggior rischio in caso di incendio mi lascia perplesso.
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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da Ugo Fonzar » mer mar 13, 2019 3:50 am

751.04.2.3 È vietato l’uso dei conduttori PEN (schema TN-C); la prescrizione non è valida per le condutture che transitano soltanto.

751.04.2.7 Protezione delle condutture elettriche
...
Nei sistemi TT e TN con dispositivo a corrente differenziale avente corrente nominale d’intervento non superiore a 300 mA anche ad intervento ritardato; quando i guasti resistivi possano innescare un incendio, per esempio per riscaldamento a soffitto con elementi a pellicola riscaldante, la corrente differenziale nominale deve essere Idn=30 mA; quando non sia possibile, per esempio per necessità di continuità di servizio, proteggere i circuiti di distribuzione con dispositivo a corrente differenziale avente corrente differenziale non superiore a 300 mA, anche ad intervento ritardato, si può ricorrere, in alternativa, all’uso di un dispositivo differenziale con corrente differenziale non superiore a 1 A ad intervento ritardato.

attendo un frico con cabernet franc ;)
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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da weareblind » mer mar 13, 2019 1:28 pm

9 maggio, volentieri. Però prima devo leggere materiale mandatomi ieri da Studio96, sempre 64-8, e fugare il dubbio che permane: vedo molte linee in ambienti Marci MOLTO oltre 300 mA o senza differenziali, ma con magnetotermici.
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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da Ugo Fonzar » mer mar 13, 2019 3:40 pm

ovviamente io mi inchino a studio96
ma penso che sia tutto così nei locali marci
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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da alessandrom » mer mar 13, 2019 7:04 pm

Confermo, probabilmente si tratta di "giustificare" il perché scelgo da progetto un diff. 1A ritardato al posto di uno 0,3. Magari puoi farlo con test e prove e verbalizzando che con 0,3A scatta.

Per gli impianti che vedi in giro ci sono due possibilità (751.04.2.6 Tipi di condutture ammessi):
- o le conduttore (anche quelle che transitano) sono del tipo: 751.04.2.6 a) o b)
- o sono fatte male.

Per le condutture di cui in 751.04.2.6.c), i circuiti devono essere protetti, oltre che con le protezioni generali del Capitolo 43 e della Sezione 473 in uno dei modi seguenti... "751.04.2.7 Protezione delle condutture elettriche", ciò che diceva Ugo F.

Facci sapere che sono curioso :)
AM

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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da weareblind » mer mar 13, 2019 7:51 pm

751.04.2.7 Protezione delle condutture elettriche
I dispositivi di protezione contro le sovracorrenti devono essere installati all’origine dei circuiti; sia di quelli che attraversano i luoghi in esame, sia quelli che si originano nei luoghi stessi (anche per alimentare apparecchi utilizzatori contenuti nel luogo a maggior rischio in caso di incendio).

Per le condutture di cui in 751.04.2.6.c), i circuiti devono essere protetti, oltre che con le protezioni generali del Capitolo 43 e della Sezione 473 in uno dei modi seguenti.
Nei sistemi TT e TN con dispositivo a corrente differenziale avente corrente nominale d’intervento non superiore a 300 mA anche ad intervento ritardato; quando i guasti resistivi possano innescare un incendio, per esempio per riscaldamento a soffitto con elementi a
pellicola riscaldante, la corrente differenziale nominale deve essere I
dn=30 mA; quando non sia possibile, per esempio per necessità di continuità di servizio, proteggere i circuiti di
distribuzione con dispositivo a corrente differenziale avente corrente differenziale non superiore a 300 mA, anche ad intervento ritardato, si può ricorrere, in alternativa, all’uso di un dispositivo differenziale con corrente differenziale non superiore a 1 A ad intervento
ritardato.

Questo paragrafo mi dice che posso arrivare ad 1 A ma SOLO PER 751.04.2.6.c), perché il paragrafo copre solo quello. Quindi, in realtà, mi pare che per il tipo c) posso 1 A e per a) e b). Cioè meglio tipo c)? Ciò mi confonde.

L'utente Studio96 mi ha anche mandato il punto 532.1 della CEI 64/8-5, ma nella mia lì c'è scritto "allo studio" e si passa a 533 :lol: :lol: :lol: :lol:
Ho la versione 2012, quindi l'ultima. Come è possibile?
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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da alessandrom » mer mar 13, 2019 8:39 pm

Per l’incendio le conduttura c) sono le peggiori e sono previste protezioni aggiuntive (differenziale) che non sono previste per a) e b) (cioè solo prescrizioni generali delle altre parti della 64-8). Le c) sono le più diffuse perché hanno un costo sicuramente inferiore.

Domani guardo l’articolo ‘scomparso’
Ciao

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Re: Protezione impianto industriale

Messaggio da alessandrom » gio mar 14, 2019 1:24 pm

Eccomi
ci si riferisce alla variante V3 della Norma CEI 64-8:2012 in vigore dal 1 giugno '17.

https://ceimagazine.ceinorme.it/ceifocu ... ttrici-bt/

532 Dispositivi per la protezione contro il rischio di incendio
532.1 Generalità
Nei luoghi in cui, secondo la Norma CEI 64-8, Sezione 751, esiste un rischio particolare di incendio, sono richieste misure di protezione preventive contro il rischio di incendio. Ciò si può applicare anche ad altri luoghi dell’impianto elettrico, a seconda dell’analisi del rischio. Per la scelta dei dispositivi di protezione e di controllo, si deve tener conto del possibile impatto sulla funzione prevista, per es. correnti di guasto di frequenze più elevate, correnti continue di guasto o aumento delle correnti di dispersione. NOTA Oltre alle misure riportate da 532.2 a 532.6, si possono usare altri metodi:  dispositivi destinati a fornire protezione in caso di surriscaldamento,  dispositivi azionati otticamente che forniscano una segnalazione ad un altro dispositivo destinato ad interrompere il circuito;  dispositivi di rilevamento fumo che forniscano una segnalazione ad un altro dispositivo destinato ad interrompere il circuito. I dispositivi conformi alla Norma CEI EN 60947-2 marcati con il valore di tensione seguito dal simbolo / non devono essere usati nei sistemi IT per tale tensione.

532.2 Interruttori differenziali (RCD) per la protezione contro il rischio di incendio
Gli interruttori differenziali (RCD) devono essere conformi a quanto riportato da 531.3.1 a 531.3.4 ed alle prescrizioni applicabili di 531.3.5. Si devono usare interruttori differenziali (RCD) con una corrente differenziale di intervento nominale non superiore a 300 mA. Gli interruttori differenziali (RCD) devono essere installati all’origine del circuito da proteggere.

La parte "commento" al 532.2 è interessante:
532.2 Parte Commento
Le prescrizioni riportate nella Parte 5 della Norma CEI 64-8 sono relative agli impianti elettrici presenti in tutte le tipologie di ambienti di tipo ordinario. Prescrizioni particolari negli ambienti a maggior rischio di incendio, sono indicate nella Sezione 751 della presente Norma. Il valore di corrente differenziale nominale pari a 300 mA indicato nel presente articolo per i dispositivi differenziali è a garanzia della sicurezza rispetto al rischio incendio negli ambienti di tipo ordinario. Inoltre, negli ambienti ordinari qualora siano utilizzate condutture che presentano un basso rischio di innesco incendio (ad esempio condutture equivalenti a quelle di tipo A e B di cui all’articolo 751.04.2.6 ) si può omettere la protezione del dispositivo differenziale da 300 mA a questi fini (come dicevo ieri).
Naturalmente scelte progettuali legate alla selettività delle protezioni differenziali possono portare comunque ad adottare anche un dispositivo con corrente differenziale nominale IΔn= 300 mA o superiore, nel rispetto del paragrafo 531.3.5.3.2.

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