Essiccazione impianto aria compressa

Riguarda gli impianti meccanici (aeraulici, termici, antincendio, ...)

Moderatore: Ugo Fonzar

gibbosky
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Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da gibbosky » dom dic 15, 2013 10:09 am

Buongiorno a tutti,
mi trovo nella situazione di dover comprendere se una azienda, con la sua attività principale ricade nel campo di applicazione del DM 37/08.
Di fatto il loro business consiste nella commercializzazione ed installazione di essiccatori nel classico circuito di aria compressa.

Di fatto loro inseriscono l'essiccatore, che commercializzano, all'interno dell'impianto aria compressa (esistente) e l'inserimento prevede evidentemente lo stacco di parti dell'impianto esistente e la connessione (molto semplice a dire il vero) dell'essiccatore.

In sostanza l'essiccatore è una scatola con due tubi (in/out dell'aria) da filettare.
L'essiccatore contiene FGAS, ma da quanto ho capito loro devono solo raccordare le tubazioni sull'essiccatore e del gas refrigerante non se ne devono occupare.

1:Compressore
2: Serbatoio
3: Pre-filtro
4: By-pass
5: Essiccatore
6: Filtro LFS
7: Filtro LFX
8: Filtro LFZ
9: Scarico di condensa

Secondo voi una azienda che fa questo, dovrebbe avere la lettera c) del DM 37/08 in visura camerale, a dare evidenza dell'idoneità tecnica professionale?
Per intenderci ad esempio:

3) Lettera C
IMPIANTI DI RISCALDAMENTO, DI CLIMATIZZAZIONE, DI CONDIZIONAMENTO E DI
REFRIGERAZIONE DI QUALSIASI NATURA O SPECIE, COMPRESE LE OPERE DI
EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE E DELLE CONDENSE, E DI
VENTILAZIONE ED AERAZIONE DEI LOCALI
Provincia: xx
Data accertamento: xx/xx/xxxx
Ente: CAMERA DI COMMERCIO


Vi chiedo questo perché loro sostengono di non essere soggetti a DM37/08 e di non dover rilasciare alcuna dichiarazione di conformità.

A me francamente (ma non sono un impiantista) questa cosa risulta strana, utilizzando credo il buon senso, pur essendo vero che l'installazione di quell'essiccatore è cosa for dummies, è altrettanto vero che loro modificano un impianto esistente (dichiarato conforme) di erogazione aria compressa, per cui la precedente dichiarazione di conformità può essere inficiata dal loro operato.

Inoltre quell'essiccatore, basa il proprio funzionamento su un gas refrigerante, ora se pur vero che in fase di "installazione" l'addetto potrebbe addirittura non essere tenuto a sapere il principio con il quale viene essiccata l'aria, ma solo che quel "coso" è una scatola e basta, a mio avviso l'azienda che non ha in visura la lettera C) del DM potrebbe stare esercitando abusivamente.

Mi piacerebbe davvero conoscere il vostro autorevole parere in merito.

Grazie mille a tutti e buona domenica.

Gibbosky

SerafinoF
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da SerafinoF » lun dic 16, 2013 8:40 am

SI, con saldatori qualificati e processi autorizzati.

gibbosky
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da gibbosky » lun dic 16, 2013 10:44 am

Ciao Serafino,
il tuo si è riferito cosa?
Io ciò che non riesco a comprendere è se nella CCIAA devono avere la lettera c) del DM37/08 per poter inserire nell'impianto l'essiccatore.

A mio avviso, un impianto di distribuzione di aria compressa, deve essere installato da ditta installatrice in possesso di idoneità tecnica professionale.

La stessa ditta, a seguito di installazione dell'impianto deve aver rilasciato una dichiarazione di conformità.

Se arriva pinco pallino ed inserisce un essiccatore nell'impianto, già dichiarato conforme precedentemente, questa dichiarazione di conformità, a logica dovrebbe essere integrata da quella di colui che ha modificato l'impianto, inserendo un nuovo componente.

Da cui la mia convinzione del fatto che questa ditta deve avere in CCIAA quella lettera tra le abilitazioni.

Mi stavi confermando questo?

Tralasciamo per ora la riparazione e la manutenzione sull'essiccatore... dove si ricade pienamente in 303/08 (DPR 43/12), rimanendo concentrati sull'attività di installazione.

In sostanza le domande finali e conclusive che pongo sono le seguenti:

1) inserire un essiccatore in un impianto esistente è installazione?

2) tale attività, se è affermativa la risposta alla 1) richiede l'abilitazione in CCIAA alla lettera c) del DM37?

3) la ditta deve rilasciare una qualcosa di analogo alla dichiarazione di rispondenza per gli impianti elettrici a seguito della modifica effettuata sull'impianto esistente?

Io ritengo che il tuo SI sia estendibile al trittico di domande 1) , 2) , e 3).

Grazie

Gibbosky

Ugo Fonzar
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da Ugo Fonzar » lun dic 16, 2013 9:06 pm

la lettera c non è applicabile

se mai devono essere iscritti al DM 37/08
sarà alla lettera e
e) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;
anche se a me non "torna tanto"
in quanto a livello industriale prima del DM 37/08 non si applicava la Legge 46/90 se non a livello di impianti elettrici
ma anche qui non si applica ai gas = aria compressa (se scorri tutto il DM 37/08 si parla di gas combustibili in realtà)

Serafino, giustamente, fa presente l'applicabilità della direttiva PED con il relativo CE e l'art. 3 co. 3

salutoni
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da gibbosky » mar dic 17, 2013 9:37 am

Ciao Ugo,
intanto grazie per il tuo contributo, che in parte mi ha chiarito.
In effetti per coloro che installano questo essiccatore in impianti esistenti, concordo anche io sulla non necessità dell'abilitazione per quello che concerne la lettera c) del DM 37/08.

Cercherò però di essere sintetico per quanto possibile, ricapitolando a colpi di decreto :mrgreen:

[i]Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l'impianto e' connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di
consegna della fornitura. [/i]


2. Gli impianti di cui al comma 1 sono classificati come segue:
.
.
omissis
.
.
e) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;


Una prima considerazione che mi viene da fare è che l'aria è sicuramente un gas, quindi il decreto per coloro che installano un impianto di distribuzione di aria compressa è sicuramente applicabile.

Da questa prima analisi ne discerne che coloro i quali installano impianti siffatti, in cui il fluido di riferimento è l'aria, e se questa è appartenente all'insieme dei "gas di qualsiasi tipo" (che il legislatore ha pensato bene di introdurre nel decreto), questi devono a mio avviso soddisfare i requisiti di cui all'art.7 del DM 37/08, articolo dal quale non mi pare vi sia alcuna deroga per quanto concerne nessuna tipologia di impianto, manco quella che prevede la distribuzione di "gas di qualsiasi tipo" compressi. (Sempre che sia valido l'assioma che fa appartenere l'aria all'insieme dei gas di qualsiasi tipo che il legislatore ha ben pensato di richiamare nel decreto).

Fino ad ora quindi posso pensare di essere nel giusto quando dico, che una ditta che installa impianti di distribuzione di aria compressa deve:

1) avere tra le abilitazioni in CCIAA sicuramente la lettera e)
2) deve rilasciare una DICO per l'impianto installato.


Ora, facendo una digressione sulla necessità o meno del progetto per tale tipologia di impianto,
richiamando l'art. 5:

g) impianti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera e), relativi alla distribuzione e l'utilizzazione di gas combustibili con portata termica superiore a 50 kw o dotati di canne fumarie collettive ramificate, o impianti relativi a gas medicali per uso ospedaliero e simili, compreso lo stoccaggio;

Qua il legislatore pare averci reso vita più semplice, passando dal generico "gas di qualsiasi tipo" a gas combustibili o medicali per uso in ambito ospedaliero.

Quindi possiamo ampliare i punti in grassetto sopra dicendo:

3) deve realizzare e depositare progetto se il gas non è più di qualsiasi tipo, bensì corrisponde ad un gas combustibile o medicale per utilizzo in ambito ospedaliero.

Fino a qua ho tentato di interpretare il decreto per quanto concerne l'applicabilità a ditta installatrice di impianto, partendo da zero.

Ora poniamoci nel caso in cui arriva la ditta X e "sconvolge" un impianto esistente di distribuzione di aria compressa (per il quale esiste un una dichiarazione di conformità) inserendovi dentro un bell'essiccatore!

Come si deve comportare la ditta X che prende in mano un impianto esistente di distribuzione di aria compressa e ne varia le caratteristiche inserendo un essiccatore?

Chiamo in aiuto al solito il decreto, sempre nella parte relativa alla DICO:

3. In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la dichiarazione di conformità, e l'attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell'opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell'intero impianto. Nella dichiarazione di cui al comma 1 e nel progetto di cui all'articolo 5, e' espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell'impianto.

Ora a mio avviso, l'inserimento di un essiccatore, all'interno di un circuito relativo alla distribuzione di aria compressa, è un "rifacimento parziale di impianti", per cui alla ditta X spetta:

1) dichiarazione di conformità (sicuramente).

Ciò premesso ritengo che se tutto quello che ho messo in fila nel post ha un senso (sperando di non togliervi troppo tempo nel seguirlo) , che la ditta X deve essere abilitata da CCIAA alla lettera e) del DM 37/08..

Per quanto concerne la lettera c) sono d'accordissimo in quanto non c'entra assolutamente nulla.

Grazie ancora

Gibbosky

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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da Ugo Fonzar » mar dic 17, 2013 1:40 pm

ok mi hai (quasi) convinto
(nel senso che ci devo pensare... quando avrò la necessità)

ocjo alla PED però che è più importante ancora! ;)
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da gibbosky » mar dic 17, 2013 3:12 pm

Ciao Ugo,
aspettiamo un po'...magari Serafino ci dice se la mia interpretazione, sfociata in una tua "quasi convinzione" può essere ragionevole.

Per la PED, che criticità vedi in merito alla azienda X che inserisce nell'impianto un essiccatore?

Grazie mille.

Gibbosky

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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da Ugo Fonzar » mar dic 17, 2013 5:21 pm

taglio tubo e flangiatura in art. 3 co. 3
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da gibbosky » mar dic 17, 2013 6:00 pm

Ciao Ugo,
ammettendo che quando non si ricade in PED le cose stiano come ho riassunto, vorrei capire cosa effettivamente accade quando l'impianto su cui la ditta X mette mano, ricade per fluido e caratteristiche sotto PED.

Se dovesse essere l'impianto di distribuzione di aria compressa, ricadente in PED come "insieme", mi troverei l'addetto della ditta X a dover modificare tale insieme, inserendo nello stesso un componente di impianto l'essiccatore.
Il produttore dell'essiccatore dichiara di essere in possesso di certificazione “PED” Modulo H", con la quale garantisce la rispondenza ai requisiti richiesti dalla direttiva per la realizzazione di tale componente.

Detto ciò perché mi dici di applicare l'art.3 co.3?
Per il solo raccordo tubi?

In questo caso la ditta X che installa l'essiccatore, troverebbe in effetti criticità solo nei raccordi, che in effetti data la garanzia di qualità da parte del fabbricante dell'essiccatore, a questo punto rimarrebbero come la parte di impianto più critica (qualora X non avesse idea di quello che stia facendo).

La ditta X a seguito di questo ragionamento deve dare evidenza di avere tra i sui requisiti tecnico-professionali, quelli di poter fare raccordi (filettature in questo caso) in un insieme PED?
Se si, peraltro come?

Madonna...

Ciao e grazie ancora.

Gibbosky

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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da Ugo Fonzar » mer dic 18, 2013 5:05 am

ragiono a voce alta (in attesa degli esperti PED)

immaginando i diametri delle tubazioni
non siamo in CE PED di Categoria I
ma solo in art. 3 co. 3 e quindi l'uso della buona regola dell'arte

inserendo un essiccatore
tagliando il tubo e filettando (non saldando)
penso sia importante lo si faccia con evidenza da tenere a disposizione per dimostrare che le modifiche erano sotto controllo
la ddc da DM 37/08 è un buon passo a tale evidenza

che ne dite?

grazie
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da gibbosky » mer dic 18, 2013 8:26 am

Ciao Ugo,
grazie mille... attendiamo che magari qualche PEDDISTA dica la sua :mrgreen:.

ciao

Gibbosky

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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da scananza » mer dic 18, 2013 9:06 am

Buongiorno a tutti,
dal punto di vista della PED: assumendo che l'essiccatore sia certificato come insieme CE-PED con tutti gli elementi (tubi, valvole, ecc.) in art. 3.3 come è tipicamente il caso, si prospettano i seguenti scenari:
  • l'essiccatore viene installato in un impianto esistente e si vanno a modificare solo componenti in art. 3.3 (tipicamente tubazioni di piccolo diametro): l'installatore deve fornire certificazione di installazione a regola d'arte.
  • l'essiccatore viene installato in un impianto esistente e si vanno a modificare componenti PED in Categoria >= 1: l'installatore deve ricertificare la componente modificata secondo il modulo PED di riferimento, ovvero deve garantire che il risultato delle modifiche rispetta ancora i RES PED. Esempio: saldo un tubo da 2'' su un collettore da 6'' in Categoria I PED, il tubo da 2'' è in art. 3.3 ma il collegamento con il collettore e il collettore stesso con un branch in più sono in Categoria I, devo quindi calcolare di nuovo il collettore, e fabbricare in accordo al progetto (procedure di saldatura, NDE, ecc.), alla fine di tutto devo emettere un nuovo CE-PED per il collettore in Categoria I e per il tubo da 2'' in art. 3.3.
    La stessa cosa vale se l'essiccatore è installato su tubazioni vecchie, precedenti alla PED, ma che se classificate ricadono in PED, in questo caso spinoso, oltre alla pratica PED sarebbe buona norma effettuare l'analisi di integrità della struttura precedente anche se, di fatto, l'installatore si prende tutta la responsabilità della cosa nel momento in cui appone il marchio CE e dunque, se ritiene che lo stato della tubazione originale rispetti i RES PED, e lo può giustificare, è libero di non farlo.
In entrambi i casi, i certificati emessi (regola dell'arte o CE-PED) serviranno poi all'Utilizzatore per le pratiche di messa in servizio o per giustificare le varie esenzioni dalle stesse.

Ciao!

gibbosky
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da gibbosky » mer dic 18, 2013 9:23 am

Permettimi di aggiungere tuttavia, che ritengo di buon senso ciò che affermi in merito ai DN delle tubazioni con le quali di solito l'azienda X si trova ad avere a che fare.
Sono andato a scartabellare nel sito del fabbricante di essiccatori loro fornitore, ho notato che la scelta di essiccatori prodotti, è adeguata a coprire le esigenze di compressori che vanno da:

1)P=3kW , portata massima di 350l/min e DN di 3/8"

a

2)P=90 kW , portata massima di 16.800l/min e DN di 2.1/2"

Ovviamente l'impianto del punto 2 lo vedo abbastanza remoto da trovare installato nelle PMI loro clienti, presumo quindi che la media degli impianti con cui si trovano a che fare, sia caratterizzata da tubazioni che sono sempre al di sotto di DN32.
Quindi considerando sempre che il fluido trasportato nel loro interno è aria (quindi appartenenti al gruppo II), ritengo che quanto affermi, relativamente all'inserimento di tale componente nell'insieme, questo possa essere fatto in "regime di buona prassi costruttiva".

Ciò come tu affermi, ritengo debba essere suffragata dalla famosa dichiarazione di conformità.
E credo con questo si possa chiudere il cerchio, ritenendo probabilmente corretto quanto detto nei precedenti post, relativamente alla necessità dell'azienda X di possedere nella sua CCIAA l'abilitazione alla lettera e) del DM 37/08.

Rimaniamo comunque in attesa di chi ne sa di più... sempre cha abbia la pazienza di seguire il ragionamento fatto... (non certo denso di troppa di sintesi ...chiedo venia :roll: )

Saluti a tutti.

Gibbosky

gibbosky
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da gibbosky » mer dic 18, 2013 9:29 am

Ciao Scananza,
ho scritto mentre tu postavi, ma mi fa piacere notare che siamo abbastanza in linea ed a questo punto posso tirare delle conclusioni per il caso specifico.

Ti rassicuro in merito al fatto che ricadiamo sempre nel caso 1) del tuo post.

A questo punto mi rimane solo un ultimo dubbio:

Se la ditta X installa un essiccatore in un impianto di distribuzione aria compressa pre-esistente, trova (come dovrebbe a tutti gli effetti essere) una dichiarazione di conformità del precedente installatore dell'impianto, come di deve comportare?

Dichiara la conformità per la sola parte di impianto modificato o deve ridichiarare la conformità dell'intero impianto?

P.S.

Concordi sulla necessità della ditta X di avere l'abilitazione alla lettera e) del DM37/08 nella CCIAA ?

Grazie di tutto.

Ciao

Gibbosky

SerafinoF
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Re: Essiccazione impianto aria compressa

Messaggio da SerafinoF » lun dic 30, 2013 10:38 am

Problema:

1- 329/04 solo per impianti realizzati dall'utilizzatore altrimenti trattasi di insieme PED (alias piping)
2- 99,99 casi su 100 l'impianto sarà realizzato dall'utilizzatore che incaricherà l'azienda A di fare questo, la B di fare quello e la C di fare quest'altro ancora MA sulla base di un progetto (frega niente a nessuno se a farlo è un tale iscritto a ordini e collegi) fatto dall'utilizzatore
3- roba flangiata ok, non saldi, ma se ho ben capito i tuoi essicatori sono "gruppi frigo di essicazione" e quindi macchine o almeno apparecchiature e non banali bussolotti.
4- nel primo post sei stato lapalissiano dicendo che devono collegare una parte di un circuito frigo, quindi poche balle, serve un frigorista. E mi sa che brasi.. quindi procedimenti e personale di brasatura qualificati
5- quell'oggetto introduce di per se un doppio rischio di sovrapressione, quindi a tuo carico la progettazione di come gestire la gabbola
6- ed un giorno invece del FGAS arriveranno AMMONIACA e Propano e CO2.....

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