chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Riguarda gli impianti meccanici (aeraulici, termici, antincendio, ...)

Moderatore: Ugo Fonzar

m.menni
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chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da m.menni » dom mar 18, 2007 3:51 pm

Scusate ma la mia confusione è tanta!!Per il progetto di un impianto: elettrico, antincendio, di condizionamento o termico ad uso abitativo o industriale è necessaria la firma di un ingegnere (va bene...meccanico vecchio ordinamento), architetto oppure basta quella di un geometra o perito industriale iscritto all'albo??? tanto valeva non laurearsi...(se la laurea è poi da intendersi solo per grandi progetti di centrali termiche cogenerative bè allora il discorso cambia ma dato che di centrali termiche ce ne sono pochine...)è ora di fare ordine sulle varie competenze professionali e sui ruoli. La situazione attuale non rende merito agli ingegneri che si sono e si stanno facendo ancora il mazzo per competere nel mercato del lavoro!!!! Troppi sono gli studi di geometri che vogliono fare quello che non gli compete e troppe sono le cause in giudizio!!
Idem per il rilascio del CPI degli impianti antincendio!Bah
Aspetteremo fiduciosi Mastella....
Stessa cosa vale per gli ingegneri dipendenti in qualità di progettisti meccanici ( In realtà poi solo disegnatori) in uffici tecnici.Negli annunci spesso si legge "si ricerca disegnatore progettista meccanico 2d/3d " perito industriale /ingegnere meccanico junior o senior, conoscenza solid edge ,solid works o pro/E. Quindi un ingegnere è paragonato alla stregua di un perito?Si!! O almeno fino a quando un bel giorno il capetto gli chiederà "però.. si potrebbero eseguire colcoli FEA e sulla fatica dei componenti:Ma quel cinematismo perchè non gira??. "Ridiamo ai professionisti la dignità che gli spetta. Oppure aumenteranno i chioschi di piadina romagnola ( il mio compreso)più remunerativi e divertenti.

A tutti i miei amici geometri e ITIS che tutto sommato ad onor del merito mi danno ragione.Io al contrario di molti miei colleghi di corso di laurea 93/94 sono fiducioso e rimango nell'amata Italia.
saluti.
Ing.M.Menni

Ugo Fonzar
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Messaggio da Ugo Fonzar » dom mar 18, 2007 9:04 pm

Caro Ing. M. Menni le lamentele e gli sfoghi sono giusti... soprattutto perché i tipi di professionisti sono tante ... quante le tipologie "umane" ... tener dritto il timone e non mollare ... non sempre facile soprattutto in certi ambiti (ad es. costruzioni civili)

comunque siam qui e ... teniamoci in contatto! :)
Ultima modifica di Ugo Fonzar il lun mar 19, 2007 8:55 pm, modificato 1 volta in totale.
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Mike
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Messaggio da Mike » dom mar 18, 2007 9:52 pm

Non è il titolo di studio che fa il professionista... Come non è detto che un perito industriale sia meno preparato di un ingegnere di primo pelo e viceversa... Conosco ingegneri molto in gamba, altri incapaci e lo stesso si può dire dei periti o di qualsasi altra categoria professionale, per esempio i medici. Quanti bravi medici ci sono? Quanti medici hanno solo il titolo ma di medicina poi ne sanno ben poco... Per cui, posso capire lo sfogo ma fino ad un certo punto. Questo continuo lamentarsi "cosa mi serve la laurea, bastava fare il perito...", è sintomatico di un approccio sbagliato: mi laureo perché così sono sicuro di avere un buon lavoro, un buon stipendio, una carriera soddisfacente e successo, magari subito dopo la laurea... Purtroppo poi ci si rende conto che di sicuro a questo mondo non c'è più nulla, al mondo del lavoro ed al mercato interessa solo quello che sai fare realmente e questo lo dimostri solo sul campo. Altro aspetto, per esempio nel campo elettrico, l'università ha sempre snobbato la bassa tensione perché dal trasformatore in giù era "roba da elettricisti", invece l'ingegnere doveva occuparsi solo di centrali idroelettriche o reti di distribuzione in alta tensione. Con la L. 46/90 hanno cambiato idea ma nel frattempo i periti industriali, così come in altri campi, hanno coperto i buchi lasciati... Per cui non sono i periti industriali che invadono le competenze degli ingegneri, semmai sono gli ingegneri che non trovando niente di meglio, visto che le grandi industrie e imprese in Italia non ci sono, si adattano a fare anche i disegnatori di autocad.
Concludendo, dico solo che fare il professionista è un mestiere difficile, il titolo di studio è importante ma non determinante, conta molto di più la passione, la continua voglia di apprendere di scoprire e di mettersi in discussione.
Mike
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Messaggio da Ugo Fonzar » lun mar 19, 2007 8:54 pm

Aggiungo che fare il professionista è un mestiere difficile, il titolo di studio è importante ma non determinante, conta molto di più la passione, la continua voglia di apprendere di scoprire e di mettersi in discussione ... Mike sei un GRANDE! :D
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marzio
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Messaggio da marzio » mer mar 21, 2007 10:10 am

Il fatto di pensare che titolo di studio equivalga a professionalità non mi è mai piaciuto. E' di tutta evidenza, per chi conosce un pochino il mondo delle professioni, che esistono grandi competenze sia nel settore dei diplomati che in quello dei laureati tecnici.
Questo, è chiaro, nei rispettivi ambiti di competenza. Mai mi sognerò di andare a progettare un impianto di depurazione ad umido; sono meccanico e non ne ho le competenze. E' altresì scontato che un ottimo professionista diplomato mai penserà di progettare recipienti in pressione o che so altro (okkio che sto discutendo dei diplomi che venivano rilasciati prima della scuola di promozione di massa, quella dei debiti formativi, tanto per capirci... e non parliamo delle lauree junior per carità di patria) .

La verà diversità, come ha già detto Mike, è nel livello di approfondimento che vuoi dare alla tua professionalità. Approfondire, approfondire, approfondire sempre e mai dare nulla per scontato.

Ciao

Marzio
Ing. Marzio Marigo

NemboKid
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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professiona

Messaggio da NemboKid » sab nov 24, 2007 1:36 pm

Caro Ing. Menni nessuno vuole sostenere che l'ormai ex-titolo di perito industriale equivale a quello di ingegnere, anzi sono due figure professionali sicuramente distinte tra di loro.
Io non ho nessun problema, come perito industriale, ad ammettere che il vostro corso di studio, specialmente il VO, è duro e se non ci si dedica anima e corpo non si arriva a niente.
Del resto lo dimostrano i fatti, basta fare un paragone numerico tra quelli che volevano essere ingegneri e quelli che lo sono davvero diventati.
Stessa cosa, in forma minore, vale anche per i periti industriale vecchio ordinamento e quelli nuovo ordinamento.
Io posso portare solo il mio esempio nel 1978 siamo partiti con una classe formata da trenta aspiranti periti industriali, nel 1982 siamo arrivati al traguardo in cinque.
Con questo voglio solo dire che, purtroppo, in generale la formazione scolastica, a qualsiasi livello, nel tempo è scaduta ma questo non è sicuramente per colpa né degli ingegneri né dei periti industriali.
Per esperienza personale sono pienamente d'accordo anche con quanto riportato "Marzio", inoltre, aggiungerei che esiste anche un'altra cosa che non verrà mai insegnata sui banchi di nessuna scuola, l'esperienza.
L'esperienza travalica ogni titolo di studio e si acquisisce solamente sul campo.
Non bisogna pensare che una volta raggiunto l'agoniato titolo di studio (qualunque esso sia) siamo arrivati al capolinea, al contrario, a mio parere, è solo all'inizio.
Il fatto di essere un ingegnere rispetto ad un perito industriale dovrebbe favorirla ad ambire a posti di responsabilità superiore e non solo per il titolo di studio ma per le sue capacità.
Io durante la mia esperienza lavorativa (sono ormai 25 anni) ho svolto diversi compiti di progettazione sia in aziende private sia in aziende pubbliche e spesso mi sono lamentato e rammaricato del fatto di non avere insieme a me un ingegnere che mi potesse aiutare a risolvere alcune delle mie problematiche tecniche.
Per assurdo io ho fatto il progettista di impianti elettro-meccanici per quindici anni in una sezione chiamata "Ingnegneria impiantistica" dove non era presente nemmeno un ingegnere!!!
Spesso venivano assunti ingnegneri ma, sistematicamente venivano assegnati a tutti gli uffici meno che a quello della nostra sezione.
Il loro ruolo principale, secondo me svilente ed ingiusto, era quello di fargli fare i direttori o gli amministratori (semplicemente direi dei burocrati).
Questa, ingiusta, mancanza di tecnici laureati negli uffici di progettazione è stata spesso sopperita (non sostituta) dai periti industriali ed, ad onor del vero anche dai geometri, già presenti all'interno della struttura a cui veniva chiesto di produrre, ugualmente la documentazione, necessaria a portare avanti i lavori.
Vede ingegnere i tecnici (tutti) aspirano durante la loro formazione scolastica e universitaria al futuro ruolo di progettista.
Ma nelle aziende di ogni livello tale ruolo spesso porta ad avere molta responsabilità e pochi privilegi e benefici.
Anzi spesso il fatto di avere progettato con ingegno e professionalità non ha nessuna importanza se poi il prodotto finale non ha mercato. E se al contrario il prodotto viene venduto i meriti non saranno dell'ufficio tecnico ma dell'ufficio commerciale che è riuscito ad imporlo sul mercato.
Allora caro ingegnere finiamola di combattere tra noi tecnici e cerchiamo, invece, sinergicamente di portare avanti un unico pensiero "I professionisti sono persone che cercano con loro ingegno e la loro tecnica di migliorare e non di peggiorare la società".
Le schermaglie tra i vari professionisti che, ora più che mai, puntualmente sono riportate in molti forum non fanno assolutamente onore a nessuno di noi.
Il semplice cittadino che deve combattere giornalmente con la burocrazia del nostro paese ci chiede di risolvere il suo problema con delle soluzioni pratiche e se possibile anche economiche.
Ed è nostro compito primario riuscire, sinergicamente, ad accontentarlo.
Visitando il sito dello studio Fonzar mi sembra che abbiano già ben capito cosa sia la sinergia tra professionisti.
Complimenti.

Ugo Fonzar
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Messaggio da Ugo Fonzar » dom nov 25, 2007 12:35 am

Benvenuto NemboKid
Le tue osservazioni (ti do del tu) sono condivisibili

Io dico solo questo: dopo 10 minuti che son con un tecnico davanti (ing. o per.ind o sig. o geom. o arch.) il titolo di studio è sparito e vale solo la professionalità ... termine che dobbiamo cercare di tener sempre presente

un'altro insegnamento e aneddoto che ricordo sempre che mi ha raccontato una volta una esimia collega ingegnere (donna... insomma) è questo: "quando faccio un esame di abilitazione e diamo l'ok al neo-ingegnere faccio sempre questo discorsetto al nuovo arrivato: ora hai ricevuto non un semplice timbro da utilizzare sui tuoi elaborati, ma hai ricevuto una pistola che, se userai male, potrà uccidere qualcuno... mi raccomando, eh?"

lavoriamo al meglio e vedrete che i bisticci si faranno con i colleghi (geometri, ingegneri, periti che siano) che non lavorano bene e che si comportano non in modo deontologico e corretto... tutto qui

grazie per i complimenti ... fatti poi da NemboKid è il massimo :D
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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da gianfranco » mer gen 06, 2010 5:36 pm

egr Ing.M.Menni, lei è uno dei tanti che pensa che basta avere un timbro con su scritto dott.ing. e si è pronti a fare tutto !!!!
Pultroppo la realta è che la maggior parte di voi ingegneri appena laureato , non sa fare proprio nulla e non volendo fare la cavetta, come tutti i periti, vanno in giro dicendo che i periti non possono firmare questo o quello e che non hanno i fogli giusti per farlo.
Inoltre la maggior parte di voi si avvale, sottobanco, dei periti. specializzati, solitamente, in poche cose come l'impianti termomeccanici piuttosto che quelli elettrici ecc. e non hanno la presunzione di dire che sanno e possono fare tutto.

distinti saluti
per ind gianfranco

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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da Ugo Fonzar » mer gen 06, 2010 6:03 pm

prego gianfranco p.i (cognome?) di non scaldarsi tanto (anche se con la temperatura che c'è va bene) in quanto siamo tutti allineati con la "professionalità" prima di tutto ;)

comunque
grazie di esserti iscritto e salutoni :)
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serafino
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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da serafino » ven gen 08, 2010 11:20 am

Cari i miei
Innanzitutto uno può essere contemporaneamente perito ed ingegnere e quindi il perito dirà all'ingegnere che non capisce una beata e l'ingegnere si offenderà togliendo la parola a se stesso!
Questo paradosso serve per dire che stiamo parlando di niente e che quindi consumiamo solo prezioso ossigeno!
La formazione di un ingegnere è, come già detto in forme varie nei precedenti post, tale da avere una visione più ampia di un problema e di poter coordinare tecnici specializzati al fine di raggiungere l'obbiettivo. Ha insomma delle premesse di carattere gestionale e manageriale già introdotte nel corso.
Ora mica è detto che un perito non ci arrivi: semplicemente deve colmare con il tempo e l'esperienza ciò che in parte l'università ti garantisce, ovvero la capacità di arrangiarsi date le basi tecniche che uno possiede e/o acquisisce.
La mia esperienza: ho lavorato in laboratori di misure per un sacco di tempo e sapevo far andare gli strumenti come un maestro d'orchestra ma mi si chiedeva di più, ovvero di interpretare cosa diavolo dicessero questi aggeggi ed ecco la sinergia vincente: un eccellente perito che usa gli strumenti benissimo (meglio di me) è molto concreto e pronto nel prepararmi i banchi di prova e nell'eliminare quelle situazioni oramai standardizzate di errore, mi lascia elucubrare sui misteri di un grafico strano.......
Il trucco sarebbe in un gran albo dei tecnici senza troppe distinzioni, in cui ci sia complementarietà e spirito di gruppo piuttosto che rivalità.
un pò di ignoranza non ha mai fatto male a nessuno!

Gerod
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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da Gerod » gio gen 14, 2010 1:36 pm

Il trucco sarebbe in un gran albo dei tecnici senza troppe distinzioni, in cui ci sia complementarietà e spirito di gruppo piuttosto che rivalità.
Utopia politica. Quando parli di albi parli di politica.
Immagino che sia improbabile uno scambio di idee tra albo degli ingegneri e dei periti. Già quando è nato l'ingegnere junior son nati i casini.
Per me, oltre alle competenze differenti che possono essere colmate con l'esperienza e con lo studio/aggiornamento, il valore dell'individuo ingegnere e del perito sono misurabili con i fatti.
Può accadere che un perito sia più bravo di un ingegnere in un campo mentre in un altro settore potrebbe accadere il contrario.
E' sicuramente vero che molti periti (soprattutto quelli con un bagaglio culturale e di esperienze di 20 anni siano più competenti dell'ingegnere appena uscito dall'università) possono essere comparati ad ingegneri (a parte il timbro che non identifica un ingegnere e le proprie competenze!!!).
Esperienza personale. Il mio socio è un ingegnere junior, è un perito meccanico e ritengo che sia pure un ingegnere a tutti gli effetti per le competenze maturate (fa lo stesso mio lavoro solo che io ho fatto i 5 anni).
Morale: il timbro non fa l'ingegnere, ci vuole ben altro.
"La progettazione è un'alchimia di esperienze, prove, calcoli ed errori.
E' fondere insieme problemi di ingombri, resistenza, costi, sicurezza, efficienza e funzionalità in un'unica soluzione"

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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da Mike » gio gen 14, 2010 2:06 pm

L'albo degli ingegneri tecnici è in fase di definizione e all'interno confluiranno la sezione B dell'ordine degli ingegneri, i professionisti tecnici diplomati iscritti al rispettivo albo (periti industriali, geometri, periti agrari) e futuri laureati triennali in ingegneria. Come nel resto d'Europa avremo le due classiche categorie di professioni ordinistiche:
1° livello - ingegneri tecnici
2° livello - ingegneri magistrali
Finalmente chi si occupa di ingegneria sarà chiamato con l'appellativo con cui vengono chiamati in tutto il resto del mondo.
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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da Gerod » gio gen 14, 2010 2:25 pm

Mah, che poi vada in porto.
Ho frequentato l'ordine e mi sembra che la cosa non piaccia molto.
Ma i magistrali che sono??
:mrgreen:
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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da Mike » gio gen 14, 2010 2:46 pm

Gerod ha scritto:Mah, che poi vada in porto.
Ho frequentato l'ordine e mi sembra che la cosa non piaccia molto.
Ma i magistrali che sono??
:mrgreen:
Ovvio che ai tuoi colleghi non piaccia ma dovranno farsela piacere non ci sono alternative è l'Europa che lo chiede...
I magistrali sarebbero quelli con la laurea magistrale :-D
Mike
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Re: chi può firmare che cosa?le varie competenze professionali

Messaggio da Ugo Fonzar » ven gen 15, 2010 5:05 am

I magistrali sarebbero quelli con la laurea magistrale
io non so se ho la laurea magistrale
ma all'epoca mia quando le magistrali venivano a far riunione in aula magna da noi periti meccanici all'ITIS
eravamo tutti con la lingua fuori ad aspettarle a ricreazione
:)
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