Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Riguarda le macchine immesse sul mercato o messe in servizio pre-direttiva macchine (in Italia 21 settembre 1996) senza che abbiano subito modifiche extra straordinaria manutenzione o di tipo sostanziale

Moderatore: Ugo Fonzar

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chatruc
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Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Messaggio da chatruc » ven gen 11, 2019 9:22 am

Buongiorno,
sono nuovo in questo forum anche se seguo il blog di Fonzar da tanti anni (mitico l'articolo sull'inesistenza o semiesistenza delle quasi macchine).

Nel campo in cui lavoro, si è presentato una problematica alla quale io avrei già dato una risposta, ma poichè il dubbio è il principio della scienza, vorrei condividere tale questione con voi per ascoltare i vostri pareri.

Settore: ferroviario.
Tipo macchina: mezzi d'opera (macchine che eseguono la manutenzione della linea ferroviaria in interruzione di linea, normalmente di notte).

Uno dei gestori dell'infrastruttura ferroviaria (RFI, il più grande di tutti in Italia) ha deciso che dal 2021 i mezzi strada/rotaia (macchine stradali o fuoristrada con applicazione di ruotini ferroviari da utilizzare soltanto sui binari) dovranno avere obbligatoriamente una seconda postazione per un agente di scorta, in aggiunta all'agente di guida, per consentire di sopperire ad eventuali errori (in ferrovia è normale che oltre a chi guida un mezzo, ci siano un secondo agente di sicurezza).


Ecco un tipico caricatore strada/rotaia:
Immagine

La decisione di RFI (presa nel 2015) fa parte di un insieme di misure per dotare ai mezzi d'opera di una serie minima di soluzioni di sicurezza non presenti nelle macchine più vecchie, con lo scopo mal celato di costringere le imprese appaltatrici (e la stessa RFI) a rottamare le macchine vecchie ed investire in macchine nuove. Come potete immaginare, i privati hanno reagito cercando di aggiornare i loro vecchi "rottami" (ho visto fior di investimenti su locomotori degli anni '50 con tanto di motori stage IV!).

All'atto pratico, su caricatori strada/rotaia non dotati di doppia postazione, sarà da aggiungere una cabina supplementaria o di sostituire l'intera cabina, molto spesso dovendo allungare i telai. La maggior parte delle macchine da modificare sono preCE (pre 1996) ma ci sono anche alcune successive.

Dal mio punto di vista, non trattandosi di un pezzo di ricambio (consentito cambiare motore a carbone originale per motore a carbone di ricambio, oppure cabina di cartone originale per cabina di cartone di ricambio), la modifica di una vecchia macchina si traduce nelle creazione di una nuova macchina, quindi è necessario che sia conforme alla nuova direttiva CE. Quindi, sempre secondo me, dal punto di vista del costruttore (cioè noi, officina), sarebbe non obbligatorio ma opportuno certificare la cabina nuova come ROPS/FOPS, in modo tale che in caso di incidente grave, il giudice non trovi la nostra nuova cabina senza le opportune misure di sicurezza minime.

Fosse da sacrificare una sola cabina per le prove, lo faremmo pure ma c'è da dire che le macchine sono tutte diverse. Per i soli caricatori Colmar ci si sono i modelli T3500, T4300, T7000 e T10000, spesso di varie serie, quindi con telai non identici. Poi ci sono i vari La Falco, Mermec, Vaiacar, Liebherr e Solmec. Trattandosi di telai tutti diversi, anche se dovessi individuare una sorta di "cabina universale", dovrei rifare le prove per tutti i telai?

Secondo me sì, perchè anche se la cabina non si schiaccia, potrebbe cedere il telaio e la cabina rotolare.

Vi ringrazio anticipatamente per i vostri pareri e consigli.

ironFL
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Re: Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Messaggio da ironFL » ven gen 11, 2019 12:38 pm

Per le macchine CE ti rispondo riprendendo un vecchio post di questo forum dove si discuteva di ROPS e FOPS
viewtopic.php?f=3&t=3542&start=0

ho trovato conferma nel documento redatto dal coordinamento tecnico delle regioni "Applicazione del titolo III del Dlgs 81/2008 e nuova direttiva macchine"

riporto uno stralcio:

"[...] Queste strutture, inoltre sono anche contemplate nell'allegato IV allo stesso Decreto e, qualora siano immesse sul mercato separatamente, devono essere sottoposte alle procedure di attestazione della conformità come richiesto dall'art. 9 del Dlgs 17/2010. Questo è il caso in cui il dispositivo di protezione sia realizzato da un fabbricante per la sua immissione sul mercato.
Tuttavia, considerato che la definizione di componente di sicurezza non considera la messa in servizio, è possibile affermare che il Dlgs 17/10 non si applica ai componenti di sicurezza costruiti dall'utilizzatore per essere installati su proprie macchine già in servizio e, pertanto, non devono essere esplicate le procedure di attestazione di conformità di cui all'art. 9 del predetto decreto [...]"


per le attrezzature < CE devi rispettare quanto previsto al punto 2.4 parte II dell'allegato V del Dlga 81/2008

2.4 Le attrezzature di lavoro mobili con lavoratore/i a bordo devono limitare, nelle condizioni di utilizzazionereali, i rischi derivanti da un ribaltamento dell’attrezzatura di lavoro:
mediante una struttura di protezione che impedisca all’attrezzatura diribaltarsi di più di un quarto di giro,ovvero mediante una struttura che garantisca uno spazio sufficiente attorno al lavoratore o ai lavoratori
trasportati a bordo qualora il movimento possa continuare oltre un quarto di giro,ovvero mediante qualsiasi altro dispositivo di portata equivalente.
Queste strutture di protezione possono essere integrate all’attrezzatura di lavoro.
Queste strutture di protezione non sono obbligatorie se l’attrezzatura di lavoro è stabilizzata durante tutto il periodo d’uso, oppure se l’attrezzatura di lavoro è concepita in modo da escludere qualsiasi ribaltamentodella stessa.
Se sussiste il pericolo che in caso di ribaltamento, il lavoratore o i lavoratori trasportati rimangano schiacciatitra parti dell’attrezzatura di lavoro e il suolo, deve essere installato un sistema di ritenzione


sul come garantire la tenuta del ROPS, degli attacchi, il punto S per l'operatore ecc...scegli tu...prove in laboratorio, calcoli...

Se le macchine poi possono circolare su strada si apre altro capitolo...

Se in ambito ferroviario ci sono poi altre regole a me sconosciute faccio pubblica ammenda

Ugo Fonzar
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Re: Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Messaggio da Ugo Fonzar » ven gen 11, 2019 7:10 pm

buona la dritta di Iron

ma condivido la nuova destinazione d'uso del macchinario con secondo operatore comporti un iter CE dell'intero macchinario (scusate ma non ho capito dove sta "il secondo")

grazie per il vecchio articolo "la quasi-macchina non esiste" --> http://ugofonzar.postilla.it/2010/01/08 ... on-esiste/ :lol:
ing. Ugo Fonzar - Aquileia (UD)
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SerafinoF
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Re: Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Messaggio da SerafinoF » mar gen 15, 2019 9:56 am

Essendo macchine, sarà interessante capire come saranno gestiti i comandi della seconda postazione.
Le regole per i comandi doppi sono abbastanza rigide ed introdurre una seconda postazione di comando di sorveglianza (presumo) rispetto alla prima comporta mettere mano a tutto il sistema di comando e controllo.
La mia (limitata) esperienza su macchine operatrici datate è che i sistemi di comando sono "diretti" e/o basati su elettroniche proprietarie.
Dovendo aggiungere un raddoppio dovrei

a) modificare l'elettronica di comando (brutto)
b) agire sui circuiti idraulici/elettrici/pneumatici in parallelo al comando principale (bruttino)
c) rifare tutto

Un gran bel lavoro.
Ci tieni aggiornati?
Grazie

chatruc
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Re: Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Messaggio da chatruc » mer gen 16, 2019 9:58 am

Grazie mille per le risposte. Aggiungo qualche informazione.

1) la seconda postazione è di sorveglianza e deve avere i comandi della tromba e del pulsante di emergenza che causa la frenatura del mezzo. Per quanto riguarda tachimetro e manometri (se dotato di freno pneumatico), viene consentito che gli stessi non ci siano nella seconda postazione purchè dalla stessa siano visibili quelli della postazione principale. In generale, i caricatori strada/rotaia progettati appositamente per le ferrovie hanno un secondo sedile dietro a quello principale ruotato di 90°, così l'agente di scorta "sbircia" sugli indicatori dell'agente di guida mentre tiene in mano saldamente i pulsati di tromba ed emergenza. Per tale motivo, non siamo spaventati dalla modifica ai comandi. Basta due cavi in parallelo per emergenza e tromba (lo abbiamo fatto più volte per mezzi che avevano la doppia postazione ma non doppi comandi di emergenza).

2) Per quanto riguarda la direttiva macchine 2006/42/CE, la stessa esclude i treni, ma in un chiarimento denomnitato "Guida all'applicazione della direttiva macchine 2006/42/CE" (2a edizione giungo 2010, caporedattore Ian Fraser, Commissione Europea Imprese e Industria) viene specificato che l'esclusione è per i soli treni (merci o passeggeri), mentre tutte le macchine che operano sulla manutenzione della linea sono soggette alla direttiva macchine. Quindi, se un locomotore Diesel è autorizzato dall'ANSF a circolare come treno non serve rispettare la 2006/42/CE, ma se lo stesso viene poi autorizzato da RFI a circolare in interruzione di linea (cosa automatica perchè se il mezzo circola come treno, a maggior ragionepuùò circolare a bassa velocità in interruzione di linea) deve rispettare la 2006/42/CE.

3) i componendi di sicurezza di cui parliamo (le cabine) non verranno costruiti dagli utilizzatore. Verranno costruiti, installati ed omologati dalla ditta in cui lavoro (officina ferroviaria).

Quindi, sulla base di quanto da voi affermato e da quanto da me aggiunto, in particolare sulla base delle parole qui sotto riportate:

2.4 Le attrezzature di lavoro mobili con lavoratore/i a bordo devono limitare, nelle condizioni di utilizzazionereali, i rischi derivanti da un ribaltamento dell’attrezzatura di lavoro:
...
ovvero mediante una struttura che garantisca uno spazio sufficiente attorno al lavoratore o ai lavoratori trasportati a bordo qualora il movimento possa continuare oltre un quarto di giro,
...
Se sussiste il pericolo che in caso di ribaltamento, il lavoratore o i lavoratori trasportati rimangano schiacciati tra parti dell’attrezzatura di lavoro e il suolo, deve essere installato un sistema di ritenzione


sono certo che:

i) è obbligatorio una cabina di sicurezza che protegga non solo da vento e pioggia, ma anche dal ribaltamento della macchina e, visto che ci siamo, dalla caduta di massi;

Invece non sono sicuro che:

ii) per dimostrare la bontà della struttura di sicurezza di cui al punto i) sia necessario eseguire la prova ROPS/FOPS come se la cabina fosse destinata ad una macchina nuova;

iii) l'inserimento di un agente di vigilanza sulla macchina, cambi la destinazione d'uso della stessa, quindi sia necessario seguire l'iter CE come se la macchina fosse completamente nuova.

Fermo restando che ho visto un sacco di macchine di manutenzione ferroviaria con tanto di dichiarazione CE che sono palesemente pericolose (spigoli vivi ad altezza uomo, cofani pesantissimi senza mollette fatti di proposito per tagliare dita, parti rotanti ad alta velocità senza protezione, parti calde a portata di mano), la domanda delle domande è questa:

iv) se noi facciamo una cabina "moderatamente decente", magari acquistata da un produttore di cabine per trattori e modificata negli attacchi a telaio, e la installiamo su un mezzo, magari dovendo allungare il telaio; in caso di incidente grave, il giudice se la prenderebbe con chi ha installato quella cabina?

Secondo me sì. Se invece facessimo delle prove (magari all'IMAMOTER) su una cabina standard con un telaio che in qualche modo possa simulare a grandi linee i telai dei vari modelli, si potrebbe dimostrare la nostra estraneità ai fatti (anche perchè se la cabina tiene, l'operatore si fa male se non si allaccia le cinture).

Quali sono le vostre opinioni?

Gerod
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Re: Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Messaggio da Gerod » mer gen 16, 2019 5:20 pm

i) ok anche per i massi
ii) tu immetti nel mercato un componente di sicurezza (art. 2 let. c). Lo marchi CE e quindi devi dimostrare che è sicuro. Le cabine non sono destinate esclusivamente per le macchine nuove ma soprattutto per quelle vecchie che devono essere adeguate
iii) qui c'è da ragionare e aspetto Serafino .... ;-). Tu aumenti la sicurezza perché le norme ti richiedono un secondo pilota che prema l'emergenza e la tromba. Per garantire la sicurezza dell'operatore ci installi una cabina marcata CE. La destinazione d'uso della macchina non cambia, aumenti la "sicurezza".
iv) il giudice se la prenderà probabilmente con chi è proprietario della macchina e poi magari anche con chi fa il lavoro. Occhio che uno dei punti critici delle cabine non è la resistenza strutturale della stessa (se fai le prove, sei ok) ma i punti di fissaggio: bulloni, saldature, giunti in genere sono sollecitati e possono cedere rendendo la cabina inutile e pericolosa. Chi fa cabine lo sa e pertanto non considerare solo la resistenza statica della stessa ma concentrati anche sugli attacchi e vibrazioni. Quindi l'installazione è fondamentale. Imamoter ti dice che è ROPS/FOPS/TOPS ... ma non ti dice se gli attacchi sono ok o come la devi fissare!
"La progettazione è un'alchimia di esperienze, prove, calcoli ed errori.
E' fondere insieme problemi di ingombri, resistenza, costi, sicurezza, efficienza e funzionalità in un'unica soluzione"

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Re: Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Messaggio da chatruc » ven gen 18, 2019 11:32 am

Infatti la mia intenzione, sarebbe di provare la cabina e i relativi attacchi, per dimostrare che la stessa non rotoli via.

Direi che la nuova cabina e i rispettivi organi di fissaggio, senza dubbio, devono rispettare la 2006/42/CE.

Ora faccio digerire la cosa al titolare. :oops:

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Re: Cabina aggiuntiva su caricatore vecchio

Messaggio da Gerod » sab gen 19, 2019 9:48 am

Più che la direttiva, devono rispettare il criterio di resistenza e soprattutto a quello della fatica, visto che proprio nell'ambito ferroviario la fatica si fa sentire!
ciao
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E' fondere insieme problemi di ingombri, resistenza, costi, sicurezza, efficienza e funzionalità in un'unica soluzione"

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