La particella di Dio che gioca a nascondino
Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di alcuni eventi che si stanno verificando negli impianti dell’accelleratore del CERN di Ginevra, tanto da imperire l’esecuzione di esperimenti per dimostrare l’esistenza del bosone di Higgs, detto anche “la particella di Dio”, che ci potrebbe aiutare a svelare alcuni misteri sull’origine dell’universo.
Prima un’esplosione di scintille e recentemente una “briciola di pane” hanno fermato l’esperimento, eventi così paradossali che qualche scienziato sta cominciando a teorizzare un vero e proprio “complotto” messo in scena dallo stesso “bosone” per conservare la propria privacy. In sostanza sarebbe capace di fare un viaggio all’indietro nel tempo per impedire la sua scoperta (se la cosa v’incuriosisce potete leggervi “Il sincrotone, la particella e una teoria sul fato”, di Dennis Overbye su www.loccidentale.it, oppure l’articolo di Severgnini apparso sul Corriere della Sera di domenica scorsa – www.corriere.it).
Mi affascina immaginare questa ipotetica particella elementare che che permea l’universo ma gioca a fare l’eremita, che si nasconde stando intorno a noi.
E allora prima di andare a letto non posso che pensare a William Blake, che usava la poesia per descrivere questo mondo pieno di Bosoni:
Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
E un Cielo in un fiore selvatico,
Tenere l’Infinito nel cavo della mano
E l’Eternità in un’ora.
Buona notte!
—
Stefano: sei un GRANDE!