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LA COMPRAVENDITA DI MACCHINE INDUSTRIALI E OBBLIGHI DI SICUREZZA – Confindustria Verona e Cevi – CCIAA – 24 ottobre 2018

venerdì 19 ottobre 2018

LA COMPRAVENDITA DI MACCHINE INDUSTRIALI E OBBLIGHI DI SICUREZZA
Luogo
CCIAA VERONA – Sala Industria
Data
24/10/2018 09.30

Confindustria Verona, in collaborazione con CEVI, organizza un incontro tecnico per approfondire il tema del mercato delle macchine e i relativi obblighi in materia di sicurezza.

Confindustria Verona, in collaborazione con CEVI – Servizi per Ambiente Sicurezza, organizza un incontro di approfondimento, a pagamento, valido ai fini della formazione di RSPP e ASPP.

Il seminario Tecnico avrà come oggetto la compravendita di macchine industriali e obblighi di sicurezza. Relatori dell’incontro saranno l’Avv. Francesca Masso e l’Avv. Luca Montemezzo di B&P Avvocati e l’Ing. Ugo Fonzar dello Gruppo Scudo S.r.l.

L’incontro prevede il seguente programma:

ORE 9:30 APERTURA DEI LAVORI

1. Soggetti coinvolti, obblighi e responsabilità ex D.Lg. 81/2008
(Avv. Luca Montemezzo – B&P Avvocati)
– Progettisti e installatori
– Fornitori, fabbricanti, venditori, noleggiatori o concedenti in uso
– Utilizzatori

2. Perché la marcatura CE: requisiti, rilevanza, iter e conseguenze
(Ing. Ugo Fonzar)
– l’iter di certificazione CE in Europa
– il recall del prodotto
– le sanzioni previste dal D.Lg. 17/2010
– la vendita di macchine CE e pre-CE

3. La circolazione delle macchine in Italia e all’esterno: aspetti critici e spunti di riflessione
(Avv. Francesca Masso – B&P Avvocati)
– le criticità direttamente connesse alla internazionalizzazione degli scambi
– la rilevanza della contrattualizzazione
– le polizze assicurative

CONSIDERAZIONI FINALI E DISCUSSIONE
Il seminario prevede una quota di partecipazione individuale pari a:
Si allega scheda di iscrizione e programma dettagliato del corso.


LA COMPRAVENDITA DI MACCHINE INDUSTRIALI E GLI OBBLIGHI DI SICUREZZA

giovedì 4 ottobre 2018

Da: https://www.confindustria.vr.it

Confindustria Verona, in collaborazione con CEVI, organizza un incontro tecnico per approfondire il tema del mercato delle macchine e i relativi obblighi in materia di sicurezza.

CONTATTI
Area Lavoro e Welfare, Ambiente e Sicurezza tel. 045 8099450-483-501
fax 045 8026906
e-mail: ambiente@confindustria.vr.it.

Per le iscrizioni qui


Emergenza: non preoccuparti, il blocchetto in alluminio si autodistruggerà appena premi il fungo!

mercoledì 29 agosto 2018

grazie Gerod


Premi l’emergenza … per favore!

martedì 28 agosto 2018

(grazie Fede!) 🙂


Doppio by-pass

martedì 28 agosto 2018

In tema di manomissione degli interblocchi ne abbiamo viste… ma ogni tanto emerge il “genio” – meglio ridondare anche con i by-pass (grazie Federico)


Il CE scade?

martedì 17 luglio 2018

Le domande non sono mai stupide…
Le risposte rischiano di esser tali
Ma se la domanda è sbagliata, allora ok, stai tranquillo, va tutto aposto, si può rispondere

Mi arriva quindi la domanda a bruciapelo…
e la rielaboro un attimo (per non cadere dalla sedia e ingarbugliarmi…)

Lo scenario è questo: compro una macchina di seconda mano da un fallimento, è marcata CE ma ha tanti anni –> il CE è scaduto? (ricordo che si applica il CE in Italia dal 21-9-1996)

No, il CE non scade, e il fabbricante tanti anni fa “ha fatto il suo dovere” (si presume, con la famosa “presunzione di conformità” che da la marcatura CE e la dichiarazione CE di conformità).

Il problema è però in carico al datore di lavoro (acquirente)
che deve tener aggiornato alla regola dell’arte l’attrezzatura di lavoro
ai sensi dell’art. 2087 del CC,
dell’art. 18 co. 1 lett. z seconda parte
e dell’art. 71 co. 4 lett. a punto 3.
Quindi è a suo carico “il gap” tecnico (tecnologico + tecniche di lavoro) da coprire con miglioramenti tecnico-organizzativi-procedurali-comportamentali che dovrà adottare.
Segnalo a tal proposito, un illuminante documento ISPEL (penso del 2005) che linko qui sulle presse piegatrici e il loro adeguamento.

Potrei poi dire che la cosa si scopre (o si cerca di chiarire) di sicuro “in caso di infortunio” (con il “senno di poi”)
in quanto in quel momento si vanno ad analizzare (e lo fanno il pubblico ministero, quelli dello SPISAL, gli avvocati difensori, i periti di parte)
tutte le novità tecnico-normative intercorse nel tempo
e se l’adozione di queste potevano e qundi dovevano essere adottate dal datore di lavoro
(il fabbricante originale “ha presumibilmente fatto il suo”, ma anche quello è sottoposto a indagine … di solito…)

Quindi? La valutazione del rischio del datore di lavoro darà l’indicazione della accettabilità o meno della situazione dello stato dell’arte del macchinario?
Sì certo, ma questo ricordiamocelo è sempre “a monte” di un potenziale evento: se “a valle ci sarà” questo evento dannoso, con la logica di sopra si potrà comunque sempre attivare un capo di imputazione a carico di chi doveva fare
(vedi gli articoli sopra citati, ma anche altri possibili)

Non esiste una azienda che a ogni evoluzione tecnologica o nuova norma tecnica
analizza il gap tecnico-organizzativi-procedurali-comportamentali da adottare:
un po’ di “upgrade” alle attrezzature di lavoro sono sempre da preventivare
(ultimamente gli interblocchi non più a chiavetta alla regola dell’arte ad es. secondo la. EN ISO 14119)
dove necessario e dove non si giustifica con un rischio accettabile (leggere il documento ISPESL succitato per favore)

Spero di esser stato chiaro


Un paio di cose semplici sui microinterruttori

lunedì 16 luglio 2018

Da: https://ottantunozerotto.wordpress.com/

Questo post è principalmente rivolto a chi di sicurezza delle macchine sa poco o nulla…. Niente di complesso, ma tanto di utile.

Se hai una macchina con dei ripari mobili, è probabile che a questi siano associati dei microinterruttori: sono, banalmente, quei dispositivi che si assicurano che il riparo sia al posto suo quando devi eseguire le attività pericolose.

continua qui

***

Segnalo questa pubblicazione INAIL a riguardo gli interblocchi e la norma EN ISO 14119


Prima verifica periodica autogrù, ecco come procedere

martedì 19 giugno 2018

Da: http://biblus.acca.it/

Dall’Inail le istruzioni per la prima verifica periodica autogrù: dalla compilazione della scheda tecnica dell’attrezzatura alla redazione del verbale di verifica

Ai sensi del dlgs 81/2008 e s.m.i., le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII devono essere sottoposte a verifiche periodiche al fine di verificare lo stato di conservazione e di efficienza per la sicurezza dei lavoratori.

Inoltre, il dm 11 aprile 2011 prevede che il datore di lavoro, che possiede un apparecchio di sollevamento di tipo fisso non azionato a mano con portata superiore a 200 kg, provveda a:

dare comunicazione di messa in servizio dell’attrezzatura all’unità operativa territoriale Inail competente (che assegna una matricola)
richiedere la prima verifica periodica all’unità operativa territoriale Inail competente (secondo le scadenze indicate dall’allegato VII al dlgs 81/08 e s.m.i.)
Al riguardo l’Inail ha elaborato il documento Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile autogrù, che descrive le modalità tecnico-amministrative per la conduzione della prima verifica periodica delle gru mobili, identificate nel dm 11 aprile 2011 con il termine di “autogrù”.

La guida Inail, rivolta a tutti i soggetti coinvolti in materia di sicurezza (soggetti abilitati e operatori di ASL/ARPA), descrive ed illustra le principali caratteristiche costruttive; tratta poi in modo approfondito le fasi di cui si compone l’attività tecnica circa la prima verifica periodica, per valutare lo stato di conservazione e di efficienza delle autogrù ai fini della sicurezza.

continua qui


shall, should, may e can nelle norme in inglese: che significano?

domenica 10 giugno 2018

Al di là delle esatte o meno traduzioni o interpretazioni delle norme, risegnalo una pagina dell’ISO che spiega cosa si intende per “shall, should, may e can” che troviamo scritto nelle norme tecniche.

Da: https://www.iso.org/


The following definitions apply in understanding how to implement an ISO International Standard and other normative ISO deliverables (TS, PAS, IWA).

“shall” indicates a requirement
“should” indicates a recommendation
“may” is used to indicate that something is permitted
“can” is used to indicate that something is possible, for example, that an organization or individual is able to do something

Quindi ad es. nella EN 60204-1 dove sta scritto

13.2.1 General requirements
Each conductor shall be identifiable at each termination in accordance with the technical documentation.

correttamente è tradotto in
13.2.1 Prescrizioni generali
Ogni conduttore deve essere identificabile a ogni estremità conformemente alla documentazione tecnica.


Gli stampi delle presse: cosa sono?

venerdì 1 giugno 2018

utensili?
quasi macchine?
macchine? –> questo no e lo dice qui il MISE parlando di 4.0 e superammortamento

Non sono d’accordo, ma conta poco
… >> quindi potrebbero essere
“apparecchiature elettriche” sotto bassa tensione
“quasi macchine”
“utensili”
(ma ci sono anche stampi = macchine! Forse quelli del MISE non lo sanno…)

Ciò ricordato, sono pervenute alla scrivente ulteriori richieste di chiarimenti specificamente riguardanti una particolare tipologia di stampi dotati di sensoristica intelligente e di dispositivi mobili, utilizzati ad esempio nel settore della ceramica, per i quali è stata chiesta la diretta classificazione nel punto 9 del primo gruppo dell’allegato A e cioè la loro riconducibilità alla voce “macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici”.
Al riguardo, occorre precisare anzitutto che gli stampi, ancorché dotati di componenti addizionali per movimentazioni (quali, ad esempio: cilindri, valvole, dispositivi di riscaldamento) e di ulteriori dispositivi di sensorizzazione della cavità dello stampo (quali, ad esempio: trasduttori di pressione, termocoppie, estensimetri, sensori di posizione), non rientrano, comunque, nella definizione di “macchina” ai sensi della direttiva 42/2006/CE in quanto fondamentalmente privi di un’“applicazione ben determinata”, la quale è una caratteristica necessaria ai fini della classificazione come “macchina” ai sensi della citata direttiva.
Alla luce di tali considerazioni, deve intendersi, di conseguenza, che gli stampi in questione non possono essere autonomamente agevolabili. Ciò precisato, si ricorda, comunque, che detti stampi, nella misura in cui costituiscono “normale dotazione” del bene principale, possono essere agevolati come specificato nella risoluzione n. 152/E del 15 dicembre 2017 dell’Agenzia delle Entrate.


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