Guida Pratica per i Lavoratori d”Ufficio

24 luglio 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Questa notizia è stata tratta da: http://medicocompetente.blogspot.it/

Io ho un rapporto conflittuale con chi effettua le valutazioni dei rischi dell’attività d’ufficio in quanto, limitatatamente al rapporto uomo-computer-postazione di lavoro, vengono, nella maggior parte dei casi, riportate le leggi, l’allegato XXXIV in cui vengono descritti i requisiti minimi delle postazioni ma non vengono valutate le postazioni nè vengono identificati i lavoratori addetti a vdt (attività superiore alle 20 ore complessive settimanali). Quando dico valutare le postazioni significa passare postazione per postazione e verificare che esse soddisfino veramente i requisiti previsti dall’allegato XXXIV.
Le comuni pratiche di citare un lungo elenco di norme e di standard, far compilare e sottoscrivere schede al datore di lavoro o al capo ufficio dichiaranti che le postazioni soddisfano i requisiti di legge, non elencare i lavoratori identificati addetti come videoterminalisti (http://medicocompetente.blogspot.it/2009/03/identificazione-videoterminalisti.html ), significa NON valutare il rischio e NON valutare gli esposti al rischio e significa, permettetemi, rubare soldi all’azienda che paga un consulente per avere una “valutazione dei rischi”.
Quando, con le dovute maniere, lo si fa presente ai compilatori di D.V.R., la risposta è sempre la stessa: “si ma dottore, si tratta di lavoro al computer, che problemi vuole che abbiano?”.
Di fronte a queste risposte disarmanti, di fronte a DVR inutili ed inefficaci, nel tentativo di fare un lavoro un po’ più utile, senza pretese, proviamo a partire dal contrario ed offriamo al lavoratore una semplice guida di autoregolamentazione.

Quali sono le incongruenze principali (lista non esaustiva) nella postazione di lavoro che possono creare disagio al lavoratore?

Attrezzature
– presenza di ingombri nello spazio piedi (mobili, prese elettriche, ecc.)

-Illuminazione
– finestre prive di sistemi di regolazione della luce (veneziane o altri sistemi che possano regolare l’intensità della luce naturale)
– presenza di riflessi nel proprio monitor (nel monitor si vede riflesso ciò che è posto dietro l’operatore)
– presenza di abbagliamenti nel proprio monitor (macchie di luce)
– presenza di differenza di luminanza nel campo visivo: l’operatore, guardando il monitor, ha, nel suo campo visivo, aree di luminosità intensa (finestre, lampade, pareti chiare) e aree scure.

Piano di lavoro
– scrivania di colore vivo e lucido (deve essere opaca e non riflettente)
– scivania troppo bassa (sotto 70 cm di altezza dal bordo inferiore)
– impossibilità ad inserire la sedia (con o senza braccioli), regolata in modo da poter appoggiare i piedi a terra con le gambe a 90°, sotto il piano della scrivania
– scrivania con profondità inferiore a 80 cm
– spazio tra il bordo e la tastiera (spazio di appoggio avambracci) inferiore a 15 cm

Monitor
– impossibilità di regolare la distanza dei propri occhi dal monitor tra 50-70 cm
– impossibilità a regolare l’altezza del monitor in modo che la linea degli occhi sia 4-5 sopra il bordo superiore del monitor
– impossibilità di regolazione di luminosità, contrasto del monitor
– presenza di posture con collo iperesteso (sguardo verso l’alto) o collo flesso (sguardo verso il basso)

Tastiera
– tastiera lucida
– tastiera NON separata dallo schermo
– tastiera NON regolabile

Sedia
– impossibilità di regolazione di altezza dello schienale, inclinazione dello schienale, altezza della seduta
– assenza di supporto dorso-lombare
– assenza di meccanismo girevole
– assenza di materiale pulibile
– assenza di stabilità della sedia

Utilizzo di portatili in postazioni fisse
– assenza di tastiera e mouse sepratao
– assenza di supporto che consenta un idoneo posizionamento del portatile (altezza del portatile ed inclinazione del monitor

A chi rivolgersi se sono presenti questi fattori sovracitati?
La maggior parte dei lavoratori segnalano questi fatti al medico competente nel corso della visita medica (ecco la ragione per la quale scrivo questo post) ma il medico, da solo, può fare poco.
Pertanto occorre scrivere una lettera, indirizzata
al Datore di Lavoro
al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
al Medico Competente
segnalando che, nella propria postazione, sono presenti i seguenti fenomeni_____________________

Invece qualora il lavoratore accusi qualsiasi dei seguenti disturbi agli occhi:
cefalea periorbitale, bruciore, senso di peso, secchezza, fotofobia, arrossamento, necessità di sbattere gli occhi (ammiccamento), visione annebbiata, lacrimazione, senso di corpo estraneo, stanchezza alla lettura, visione sdoppiata, difficoltà a leggere al computer o su carta
può richiedere una visita straordinaria con il medico competente ai sensi dell’art. art. 41, al comma 2, lettera c) del D.Lvo 81/08 ( http://medicocompetente.blogspot.it/2011/02/la-gestione-della-visita-su-richiesta.html ). Questa visita può essere richiesta anche da chi lavora meno di 20 ore complessive settimanali e quindi anche da chi non è un “videoterminalista” ai sensi del D.Lvo 81/08.
Il medico competente provvederà quindi a visitare il lavoratore, compilando la sua cartella sanitaria e di rischio e lo sottoporrà ad un controllo della visita e degli occhi approfondito (visita oculistica e valutazione ortottica).
Se non emergono stati patologici in atto, provvederà a visionare la postazione di lavoro con un sopralluogo straordinario al fine di valutare la postazione di lavoro e ad indicare, nel giudizio di idoneità, come prescrizione, gli aggiustamenti necessari per rendere “sana” la postazione di lavoro
( http://medicocompetente.blogspot.it/2016/01/gestione-del-lavoratore-vdt-sintomatico.html )


LE RESPONSABILITA’ DEL COORDINATORE PER LA SICUREZZA NELL’UNIONE EUROPEA: CONFRONTO CON LE PREVISIONI DELLA NORMATIVA ITALIANA

22 luglio 2016 | Pubblicato in Cantieri | Nessun Commento »

Da: http://docplayer.it/

relatore: Ing. Stefano Bergagnin (Coordinatore Commissione Sicurezza dellaFederazione degli Ordini degli Ingegneri dell’Emilia Romagna)

Interessante! Grazie Christian


INPS: nuovo modulo di richiesta del Modello A1 per lavoratori in trasferta/distacco nei Paesi UE

21 luglio 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Da: http://www.dottrinalavoro.it/

L’Inps ha emanato il messaggio n. 218 del 20 gennaio 2016, con il quale comunica la modifica del modulo per il rilascio del certificato di legislazione applicabile (Modello A1), aggiornato con le novità introdotte in materia dai regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009.
Il certificato deve essere rilasciato, secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria, nel caso in cui il lavoratore si rechi temporaneamente a lavorare in uno Stato membro dell’Ue, diverso da quello di provenienza (distacco), o nell’ipotesi di svolgimento dell’attività lavorativa in più Stati membri (lavoro contemporaneo).
L’Istituto specifica che, trattandosi di modelli a compilazione dinamica, gli utenti, una volta aperto il file, nella prima pagina dovranno specificare la fattispecie per la quale si richiede il rilascio del certificato di legislazione applicabile. Si riporta di seguito l’elenco delle casistiche riportate nella pagina iniziale:
Dipendente pubblico distaccato (Art.11 par.3/b)
Personale di volo e di cabina (Art.11 par.5)
Lavoratore subordinato distaccato (Art.12 par.1)
Lavoratore autonomo distaccato (Art.12 par.2)
Lavoratore subordinato che esercita un’attività in più Stati (Art.13 par.1)
Lavoratore autonomo che esercita un’attività in più Stati (Art.13 par.2)
Lavoratore autonomo e subordinato che esercita un’attività in più Stati (Art.13 par.3)
Dipendente pubblico che svolge attività di lavoro subordinato e/o autonomo in più Stati (Art.13 par.4).
Una volta indicata la condizione soggettiva del lavoratore per il quale si chiede la certificazione di distacco, sarà possibile procedere nella compilazione delle pagine successive del modulo.
Le domande di distacco relative ai lavoratori subordinati (opzione 3.) potranno essere presentate solo dai datori di lavoro o dai soggetti delegati da questi ultimi alla gestione delle posizioni contributive (rappresentanti legali o consulenti del lavoro).
In questi casi, il modello, una volta compilato, dovrà essere inoltrato all’Inps tramite utilizzo della funzione cassetto bidirezionale disponibile, con accesso tramite PIN, tra i Servizi OnLine per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti” presenti sul portale Inps www.inps.it, avvalendosi della funzionalità “contatti”, oggetto “certificazioni di distacco”.
In tutti gli altri casi (opzioni 1., 2., 4., 5., 6., 7., 8.), gli utenti potranno inoltrare la richiesta tramite utilizzo di pec o lettera raccomandata A/R alle strutture territoriali Inps competenti. Inoltre, in tali casi, rimane la facoltà di presentare il modulo anche a mano presso gli sportelli Inps di residenza, che provvederanno all’inoltro dello stesso presso le Strutture territoriali competenti al rilascio della certificazione A1.

Scarica il modulo di richiesta del certificato di legislazione applicabile (Modello A1) zip-30Il nuovi modulo è disponibile nell’area modulistica del sito intranet, per gli operatori interni, e nell’area modulistica/Unione Europea del sito internet dell’Istituto (www.inps.it), per gli utenti esterni.

(grazie Christian)


Nuovo accordo Stato Regioni sulla formazione degli RSPP – i Corsi in Regione Veneto

21 luglio 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Da: http://www.lisaservizi.it/ in collaborazione con http://www.studiofonzar.com/

Finalmente, dopo anni di lunga attesa, la conferenza Stato Regioni ha partorito il nuovo accordo Stato Regioni relativo alla formazione RSPP che manda in soffitta il vecchio accordo del 26/1/2006 e le successive modifiche.

Con questo Accordo vengono apportati significativi cambiamenti al contenuto di altri accordi Stato Regioni per la formazione e al D.lgs 81/08.

Leggi il commento da parte ing. Riccardo Borghetto sul nuovo accordo Stato Regioni del 7/7/2016 per la formazione RSPP

In relazione alle novità introdotte dal nuovo accordo sulla formazione degli RSPP, Lisa Servizi srl e studioFonzar & Partners organizzano una serie di incontri formativi in 4 sedi diverse per dare l’opportunità a tutti di fruirne facilmente:
– Verona
– Padova
– Conegliano
– Summaga di Portogruaro

I relatori sono:
– Avv Lorenzo Fantini
– ing. Riccardo Borghetto
– ing. Ugo Fonzar

Approfitta il corso è numero chiuso limitato per poter interagire a livello di massima efficacia.
Vai alla pagina per l’iscrizione >>

Inoltre organizziamo una serie di percorsi formativi di alta specializzazione rivolti a consulenti, RSPP, ASPP, CSE, CSP, formatori, datori di lavoro ed esperti del settore. I corsi vengono tenuti da docenti di rilievo nazionale, rinomati per la loro massima esperienza nello specifico argomento del corso:
Scopri il calendario completo >>


OT 24 INAIL 2017

20 luglio 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

L’Inail ha pubblicato l’OT 24 per questo anno
Quindi abbiamo ancora un po’ di tempo per vedere eventuali iniziative ad hoc da fare

Il link alla pagina generale è questo (cercare il testo OSCILLAZIONE DEL TASSO – OT/24 – ANNO 2017)

La domanda è questa

Attenzione: bisogna fare almeno 100 punti
ma dipende dal tipo:
TG = Trasversale Generale (può essere realizzato su tutti i settori produttivi e produce effetti su tutte le PAT della ditta)
T = Trasversale (può essere realizzato su tutti i settori produttivi ma non necessariamente attuato in tutte le PAT della ditta)
SG = Settoriale Generale (può essere realizzato solo in alcuni settori e produce effetti su tutte le PAT)
S = Settoriale (il punteggio varia in funzione dei settori e può essere attuato non necessariamente in tutte le PAT)

Saltano agli occhi le seguenti iniziative:

A-5 L’azienda ha adottato o mantenuto un modello organizzativo e gestionale di cui all’art.30 del d.lgs. 81/08 e s.m.i., anche secondo le procedure semplificate di cui al d.m. 13/2/2014 -> 100 punti TG

C-5 L’azienda ha raccolto e analizzato sistematicamente i quasi infortuni
avvenuti in occasione di lavoro al proprio personale e ha individuato e
pianificato le necessarie misure di miglioramento -> da 20 a 60 punti T

C-9 L’azienda, per la quale non è obbligatoria per legge l’adozione di un defibrillatore, ha effettuato la specifica formazione per lavoratori addetti all’utilizzo del defibrillatore in proprio possesso (corso BLSD – Basic Life Support early Defibrillation). -> 40 punti T

C-15 INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO STRADALE: sono stati installati, su tutti i mezzi aziendali che non ne erano già provvisti, sistemi di comunicazione per telefono cellulare dotati di dispositivi fissi con chiamata diretta vocale -> 20 punti T

E-2 L’azienda ha effettuato una specifica formazione e informazione dei lavoratori, oltre a quanto previsto dalla normativa vigente, che tiene conto degli scenari incidentali che potrebbero realizzarsi nell’ambiente di lavoro a seguito di evento sismico o altri eventi calamitosi. -> 20 punti S

E-5 INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEI DISTURBI MUSCOLO-SCHELETRICI: è stata automatizzata una fase operativa E-5 che comportava la movimentazione manuale dei carichi -> da 20 a 40 punti S

E-8 INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO DA
LAVORO IN SOLITARIO: sono stati acquistati sistemi GPS “uomo a terra” -> da 20 a 50 punti S

E-9 INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RUMORE: l’azienda GG1 ha insonorizzato una o più macchine oppure le ha sostituite con GG2 macchine conformi al D. Lgs. 17/2010 ovvero alla Direttiva GG3 2006/42/CE che presentano un livello di pressione acustica GG7 dell’emissione ponderato A e un livello di potenza acustica ponderata A inferiori ->da 20 a 40 punti S

E-10 INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO STRADALE: il personale che durante l’attività lavorativa fa uso di veicoli a motore personalmente condotti ha effettuato uno specifico corso teorico-pratico di guida sicura per almeno … a varie percentuali … -> da 40 a 80 punti S

E-14 INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO MECCANICO: l’azienda ha migliorato il livello di sicurezza di una o E-14 più macchine assoggettandole a misure di aggiornamento dei requisiti di sicurezza in conformità al mutato stato dell’arte di riferimento -> da 20 a 60 punti S

E-15 INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO MECCANICO: sono stati adottati dispositivi di protezione progettati GG2 per il rilevamento automatico delle persone, utili alla prevenzione di GG3 incidenti e infortuni, quali rilevatori di prossimità, rilevatori di GG5 movimento, tappeti sensibili e simili -> da 20 a 60 punti S

E-16 INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO
MECCANICO: l’azienda ha sostituito con analoghe macchine
conformi al D. Lgs. 17/2010 ovvero alla Direttiva 2006/42/CE una o più macchine messe in servizio anteriormente al 21 settembre 1996 e conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all’Allegato V del D. Lgs. 81/08 e s.m.i -> 60 punti S

E-17 INTERVENTI PER LA SICUREZZA NEI LAVORI IN QUOTA: l’azienda, sugli edifici di cui ha la disponibilità giuridica, ha installato ancoraggi fissi e permanenti, destinati e progettati per ospitare uno o più lavoratori collegati contemporaneamente e per agganciare i componenti di sistemi anti caduta -> 50 punti S

(grazie Renato)


Il Manuale Sicurezza sul lavoro 2016 !!! Lettura per l’estate

19 luglio 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Sicurezza sul lavoro 2016Manuale normo-tecnicoA cura di Rotella Andrea — IPSOA — Anno 2016

“(…) sostengo da anni con forza l’idea che basarsi sull’esperienza pregressa, sull’assenza di incidenti per definire un’azienda “sicura” sia illusorio. Preferisco ribaltare il problema e proporre un approccio che, anziché basarsi sulla percezione della sicurezza, si fondi sull’evidenza di quelle situazioni, circostanze, attività che certamente sicure non sono. Se non è mai possibile dire con certezza se la sicurezza è garantita, è senz’altro possibile rintracciare ove essa non risieda.

Per giungere a questo risultato è necessaria “competenza” (…) L’ambizione del presente Manuale è proprio quella di candidarsi ad essere strumento di competenza, proporsi come una risorsa attraverso la quale fornire agli addetti ai lavori parte delle conoscenze necessarie per destreggiarsi nel processo di riconoscimento delle situazioni a rischio, per tendere, attraverso il miglioramento continuo, all’obiettivo della sicurezza.” (Andrea Rotella, 2016)

L’edizione 2016 del manuale Sicurezza sul lavoro è stata radicalmente rivista proprio per realizzare uno strumento di competenza completo – sia dal punto di vista normativo sia tecnico – per i neofiti, arricchente e con valide soluzioni operative per gli esperti e così chiaro nell’impostazione da poter essere consultato in modo veloce e agevole durante il lavoro.

Il Manuale normo-tecnico Sicurezza sul lavoro 2016 è quindi uno strumento di studio ma anche e soprattutto di pratica professionale e di supporto operativo.

La Parte I dell’Opera è stata organizzata riprendendo la struttura dei Titoli di cui è composto il T.U. della sicurezza sul lavoro: in tal modo il lettore è indirizzato allo studio e alla consultazione dei singoli argomenti secondo la disposizione logica degli stessi assegnata dal legislatore. Tutti i temi sono trattati con un approccio essenzialmente tecnico, volto alla descrizione degli stessi, alla loro disamina e alla ricerca delle soluzioni operative, senza tuttavia tralasciare l’aspetto normativo che è stato trattato con attenzione fino all’analisi dei singoli articoli del T.U. sicurezza meritevoli di approfondimenti e chiarimenti.

La Parte II è invece rivolta alla trattazione degli argomenti che esulano dal D.Lgs. n. 81/2008 e sono disciplinati da altre norme, ad es. ambienti confinati, ascensori, attrezzature a pressione, incidenti rilevanti, prevenzione incendi, ecc. Anche questi ultimi, in linea con l’impostazione del manuale, sono stati affrontati nei loro aspetti tecnici oltre che in quelli normativi.

I capitoli sono arricchiti da note esplicative, esempi e case history, utili ad evidenziare particolari aspetti ovvero fornire applicazioni e soluzioni pratiche a corredo della trattazione esplicativa.

Le varie sezioni sono corredate di un ricca selezione di riferimenti bibliografici per approfondire argomenti specifici. In particolare per quanto riguarda gli aspetti giurisprudenziali è stato creato un sistema di rimandi precisi con il T.U. Sicurezza sul lavoro commentato con la giurisprudenza, ed. 2016, di Raffaele Guariniello.

Una selezione di questi riferimenti bibliografici è disponibile in formato integrale in una pagina web dedicata al Manuale normo-tecnico Sicurezza sul lavoro 2016.

Nella pagina web di servizio che l’Editore mette a disposizione dei lettori all’indirizzo www.ingegneri.info/allegati-sicurezza-sul-lavoro/ si possono consultare e scaricare tutta la modulistica di supporto e una selezione di articoli di approfondimento e di recenti sentenze della Corte di Cassazione citati nel Manuale e tratti, rispettivamente, dalle prestigiose riviste ISL Igiene & Sicurezza del Lavoro e ISL I Corsi e dall’Opera di Raffaele Guariniello, T.U. Sicurezza sul lavoro commentato con la giurisprudenza.

STRUTTURA DEL VOLUME
PARTE I – T.U. N. 81/2008
CAPITOLO 1: TITOLO I T.U. – PRINCIPI COMUNI
CAPITOLO 2: TITOLO II T.U. – LUOGHI DI LAVORO
CAPITOLO 3: TITOLO III T.U. – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DPI
CAPITOLO 4: TITOLO IV T.U. – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
CAPITOLO 5: TITOLO V T.U. – SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
CAPITOLO 6: TITOLO VI T.U. – MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
CAPITOLO 7: TITOLO VII T.U. – ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI
CAPITOLO 8: TITOLO VIII T.U. – AGENTI FISICI
CAPITOLO 9: TITOLO IX T.U. – SOSTANZE PERICOLOSE
CAPITOLO 10: TITOLO X T.U. – ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI
CAPITOLO 10-BIS: TITOLO X-BIS T.U. – PROTEZIONE DALLE FERITE DA TAGLIO E DA PUNTA NEL SETTORE OSPEDALIERO E SANITARIO
CAPITOLO 11: TITOLO XI T.U. – PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE

PARTE II – ULTERIORI ARGOMENTI IN TEMA DI SICUREZZA SUL LAVORO
CAPITOLO 12: ALCOL, SOSTANZE STUPEFACENTI E LAVORO
CAPITOLO 13: AMBIENTI SOSPETTI D’INQUINAMENTO O CONFINATI
CAPITOLO 14: ASCENSORI E MONTACARICHI
CAPITOLO 15: ATTREZZATURE A PRESSIONE
CAPITOLO 16: INCIDENTI RILEVANTI – SEVESO III, D.LGS. N. 105/2015
CAPITOLO 17: INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI
CAPITOLO 18: MACCHINE
CAPITOLO 19: PREVENZIONE INCENDI
CAPITOLO 20: RADIAZIONI IONIZZANTI
CAPITOLO 21: REGOLAMENTO REACH E REGOLAMENTO CLP
CAPITOLO 22: STRESS LAVORO CORRELATO
CAPITOLO 23: TUTELA DEI MINORI E DELLE LAVORATRICI MADRI


Il Medico Competente e la Privacy

19 luglio 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Questa notizia è stata tratta da: http://medicocompetente.blogspot.it/

Tratto il tema del rapporto tra medico competente, datore di lavoro e dati (sensibili) dei lavoratori nell’ambito degli obblighi di applicazione di quanto previsto dal Codice Privacy con la dovuta premessa che sono un profano ma vista la scarsa sensibilità delle aziende sul tema provo a fare alcune riflessioni, dopo aver letto la normativa e, come nello spirito di questo blog, di fornire soluzioni. Mi scuso pertanto con gli addetti ai lavori per eventuali imprecisioni. Consapevole della superficialità delle mie considerazioni, seguo il principio che, tenuto conto dei rischi legati al non affrontare questa tematica è meglio affrontarla con qualche carenza piuttosto che niente.

Ci sono due leggi da conciliare: il D.Lvo 81/08 ed il Codice Privacy.
Compilazione e gestione e conservazioni delle cartelle sanitarie dei lavoratori su substrato cartaceo o informatizzato (la cartella sanitaria e di rischio: http://medicocompetente.blogspot.it/2015/11/la-cartella-sanitaria-e-di-rischio-del.html ), avvicendamento di medici competenti, cessazioni di aziende, trasmissioni di giudizi di idoneità, richieste di esami integrativi alla visita previsti dal piano sanitario o meno, consegna delle cartelle ai cessati o su richiesta dei lavoratori, elenchi di lavoratori, organigrammi con mansioni, l’eventuale perdita di una cartella sanitaria, ecc: tutti questi adempimenti devo essere conciliati con il D.Lvo 196/03 che prevede una serie di obblighi, di procedure, di informazioni. E ancora: gestione delle cartelle informatizzate, gestione nel cloud dei dati dei lavoratori, eventuali infomatizzazioni in corso d’opera con intervento di società terze a cui affidare le operazioni di scansione delle cartelle cartacee, ecc.

Il 26 maggio 2016 è entrato in vigore Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32016R0679&from=IT

In realtà non cambia nulla dell’approccio, sul nostro tema, alla gestione dei dati trattati dal medico competente.
Esso prevede:

all’art. 6 che il trattamento di dati è implicitamente lecito se serve a soddisfare un obbligo di legge;
all’art. 9, comma 2, lettera h) che il trattamento di dati riguardanti lo stato di salute è lecito quando è necessario per finalità di medicina preventiva o di medicina del lavoro, valutazione della capacità lavorativa del dipendente, diagnosi, assistenza o terapia sanitaria o sociale ovvero gestione dei sistemi e servizi sanitari o sociali …;
all’art. 88, il trattamento dei dati nell’ambito dei rapporti di lavoro

Nelle aziende, nella mia esperienza, questi aspetti sono sottovalutati, pensando che il problema sia tutto del medico. Invece il titolare di tutti i dati, anche delle cartelle sanitarie e di rischio dei lavoratori è il datore di lavoro. Non attuare tutte le procedure previste dal codice privacy espone il legale rappresentante ad ammende salatissime.

Il medico competente gestisce dati sensibili la cui raccolta è un obbligo di legge e richiede l’autorizzazione dell’autorità Garante che provvede, in automatico a rilasciarla ogni due anni. L’attuale scade il 31 dicembre 2016: http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3619884
Il medico competente gestisce le cartelle sanitarie e di rischio, in forma cartacea ed eventualmente informatica, che possono essere conservate in azienda (eccetto il periodo necessario nell’attesa dell’esito di eventuali esami eseguiti) o presso il suo studio. Nel primo caso il datore di lavoro è responsabile della custodia e non può chiaramente accedere alle cartelle. Egli inoltre ha l’obbligo di conservarle almeno 10 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro. Dopo 10 anni può decidere di distruggerle o anche di conservarle più a lungo.
I dati personali che il medico competente è tenuto a trasmettere al datore di lavoro e al lavoratore in forma scritta sono rappresentati dal giudizio di idoneità secondo il modello previsto dalla legge, in cui compaiono le generalità del lavoratore, i fattori di rischio lavorativi a cui è esposto, evinti dal documento di valutazione dei rischi e l’idoneità con eventuali prescrizioni o limitazioni dei compiti lavorativi.

Anche i giudizi di idoneità sono dati sensibili. Persino le richieste di esami complementari, associati al nome del lavoratore sono di fatto dati sensibili. Infatti, nel 2013, Il Garante Privacy dichiarava l’illecito trattamento dei dati personali di alcuni Lavoratori da parte dell’Amministrazione dell’Azienda Pubblica per la quale lavorano. La Direzione Aziendale aveva inviato alle varie sedi territoriali una e-mail con l’elenco dei Lavoratori accompagnato dai relativi esami integrativi di laboratorio e strumentali richiesti dal medico competente. Il Garante, dopo l’indagine svolta a seguito del reclamo effettuato dai Lavoratori dichiara l’illecito trattamento di dati sensibili:
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2774063

Sulla base di quanto descritto, a mio avviso, il medico competente dovrebbe essere nominato Responsabile del Trattamento dei Dati Personali e a sua volta egli può nominare eventuali collaboratori come “incaricati”. In caso di mancata nomina ? Le nomine devono ovviamente essere effettuate in forma scritta, specificando il campo di azione e i limiti del Responsabile/Incaricato.
Qualora non ci sia la nomina esiste una responsabilità, oltre a quella certa per il datore di lavoro, anche del medico competente ? A questa domanda non so rispondere.

Rimane in capo al medico la salvaguardia del segreto professionale e pertanto dovrà vigilare affinchè nessuno abbia accesso alle cartelle sanitarie e di rischio (eccetto il personale sanitario incaricato)

Su questo complesso sistema si aggiunge poi la visita di idoneità preventiva eseguita in fase preassuntiva in cui non é stato ancora instaurato il rapporto di lavoro.

Quello che dovrebbe fare il medico competente all’atto della prima visita sarebbe di informare il lavoratore su almeno questi punti:

finalità del trattamento dei dati
non necessarietà del consenso dell’interessato
modalità di tenuta della cartella sanitaria e di rischio: cartacea o informatizzata
persone che accedono alle cartelle sanitarie e di rischio
luogo di conservazione delle cartelle sanitarie
luogo di conservazione delle cartelle in attesa di completare l’idoneità
anni di conservazione della cartella sanitaria e di rischio dopo la cessazione del rapporto di lavoro (che fine fa la cartella del lavoratore?)
trasmissione del giudizio di idoneità e suoi contenuti
accesso del lavoratore alla cartella sanitaria e di rischio
A tale proposito ho realizzato 4 moduli di informativa, considerando 4 fattispecie:

1) modulo che ottemperi agli obblighi in caso di conservazione delle cartelle in azienda e di NON assunzione del ruolo di Responsabile.
2) modulo che ottemperi agli obblighi in caso di conservazione delle cartelle presso lo studio del medico e di assunzione del ruolo di Responsabile.
3) modulo che ottemperi agli obblighi in caso di conservazione delle cartelle in azienda e assunzione del ruolo di Responsabile
4) modulo che ottemperi agli obblighi in caso di conservazione delle cartelle presso lo studio del medico e di NON assunzione del ruolo di Responsabile.
I moduli sono scaricabili qui e prevedono esclusivamente la fattispecie che il medico non abbia collaboratori e che lavori con un rapporto diretto con l’azienda, senza intermediazione di centri medici o società di consulenze:
caso 1: https://docs.google.com/file/d/0BzoVPplAqXTxOTdaMEZoYkYtZnc/edit
caso 2: https://docs.google.com/file/d/0BzoVPplAqXTxLWdHVjNEZ2ZTZUE/edit
caso 3: https://docs.google.com/file/d/0BzoVPplAqXTxeGE1MEFfVTBCbWM/edit
caso 4: https://docs.google.com/file/d/0BzoVPplAqXTxVWlkZll2U0FBa2s/edit

Ancora più complessa l’eventualità in cui il datore di lavoro si affidi ad un centro di servizi medici o di consulenza aziendale, il quale gli affida il medico competente. In questo caso i dati personali vengono trasmessi al datore di lavoro da parte del medico competente attraverso una struttura organizzativa e le cartelle magari vengono conservate presso lo stesso centro medico. Non saprei come gestire questa eventualità poiché non collaboro con strutture terze.


Filtri depolveratori – Posizione dei pannelli di sfogo dell’esplosione

19 luglio 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Roberto Dell’Oro di StuvEx International mi manda questo interessante documento che divulgo a tutti!

grazie

Egregio Ingegnere,

capita spesso che ci venga chiesto quale sia la posizione più corretta per l’installazione dei pannelli di sfogo sui filtri depolveratori. E’ per tentare di dare una risposta a tale quesito che – senza avere la pretesa di esaurire un argomento complesso in poche righe – abbiamo preparato la sintetica presentazione che vi trasmettiamo in allegato con l’auspicio che possa esservi di qualche aiuto.

Cordiali Saluti,


Regione Veneto: promuovere l’innovazione sociale e trasmettere l’etica

19 luglio 2016 | Pubblicato in Agevolazioni | Nessun Commento »

DECRETO N. 822 DEL 30/06/2016OGGETTO: Programma Operativo Regionale – Fondo Sociale Europeo 2014-2020 – Asse II Inclusione sociale – “ResponsabilMente – Promuovere l’innovazione sociale e trasmettere l’etica – Percorsi di RSI” – Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali – Anno 2016. Approvazione modulistica e guida alla progettazione.

DGR nr. 948 del 22 giugno 2016
Con il provvedimento richiamato la Giunta Regionale ha stabilito la riapertura dei termini per la presentazione di progetti a valere sul Fondo Sociale Europeo – Programma Operativo Regionale 2014-2020, Regolamenti Comunitari n. 1303/2013 e n. 1304/2013:
ResponsabilMente
– promuovere l’innovazione sociale e trasmettere l’etica – Percorsi di RSI

Le proposte possono essere presentate dai soggetti proponenti individuati nella Direttiva Regionale. I requisiti di ammissibilità, la struttura dei progetti, le modalità di valutazione sono esposti nella Direttiva Regionale, Allegato B alla DGR di approvazione dell’avviso. La domanda di accompagnamento dei progetti dovrà comunque esplicitare il consenso alla elaborazione dei dati (art. 23 D.lgs. n. 196 del 30/06/2003), riservandosi l’Amministrazione regionale di raccogliere, trattare, comunicare e diffondere, per finalità istituzionali, i dati personali nei limiti e secondo le disposizioni di legge, regolamento e atto amministrativo;
 Le poste finanziarie stanziate ammontano complessivamente a € 5.000.000,00;
 Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 ai seguenti
recapiti telefonici:
 per quesiti di carattere contenutistico (tipologie e caratteristiche dei progetti presentabili, degli utenti
destinatari ecc.): 041 279 5016 – 5143;
 per quesiti di carattere rendicontale: 041 279 5120 – 5119;
 per quesiti relativi all’assistenza tecnica (per quanto riguarda le modalità di accesso ed utilizzo del sistema informatico), è possibile contattare i numeri 041 279 5131 – 5154;
 Le domande di ammissione al finanziamento ed i relativi allegati dovranno essere inviate alla Regione del Veneto entro e non oltre il trentesimo giorno dalla data di pubblicazione del presente Avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto esclusivamente tramite PEC. Qualora la scadenza dei termini di presentazione dei progetti coincida con il sabato, o con giornata festiva, il termine sarà posticipato al primo giorno lavorativo successivo;
 La trasmissione della domanda di ammissione e della relativa modulistica alla Giunta Regionale del Veneto − Sezione Formazione deve avvenire esclusivamente per via telematica, dalla casella di Posta Elettronica Certificata del Soggetto Proponente, inviando una mail all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata della Regione del Veneto, formazione@pec.regione.veneto.it . Nell’oggetto del messaggio di Posta Elettronica Certificata dovrà essere riportata la seguente dicitura: “ResponsabilMente – Percorsi di RSI”;
Verranno accettate le domande di ammissione al finanziamento inoltrate tramite e-mail provenienti da caselle di posta elettronica certificata nelle quali il messaggio o gli allegati siano stati sottoscritti con firma digitale, il cui certificato sia rilasciato da un certificatore accreditato;
 A ciascuna istanza trasmessa alla Regione del Veneto, dovrà corrispondere un unico messaggio PEC di trasmissione. Le modalità e termini per l’utilizzo della stessa, predisposti dalla Sezione Affari Generali, sono disponibili nel sito web della Regione del Veneto al seguente indirizzo:
http://www.regione.veneto.it/web/informatica-e-e-government/pec
 La presentazione dei progetti e della relativa documentazione costituisce presunzione di conoscenza e di accettazione senza riserva delle specifiche indicazioni formulate nella presente Direttiva e delle disposizioni regionali riguardanti la materia.


FARECANTINE per la Coppa d’Oro delle Dolomiti 2016

18 luglio 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

I valori dell’arte e della bellezza hanno da sempre contraddistinto le eccellenze del Made in Italy ed è a questi valori che FARECANTINE Architettura del Vino si ispira per la realizzazione dei progetti che le vengono affidati.

La Coppa d’Oro delle Dolomiti, la cui prima edizione si svolse nel 1947, è l’esempio vivo di un grande evento che trae dal proprio glorioso passato linfa vitale per continuare ad essere una manifestazione di rilievo internazionale.

La bellezza di Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti, e la cornice delle Dolomiti stesse, Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, fanno sì che al prestigio delle competizione storica si sommino l’emozione ed il fascino che suscitano questi luoghi unici al mondo.
Ed è per questo che FARECANTINE Architettura del Vino è lieta ed onorata di partecipare alla riuscita di tale manifestazione.
Qui la brochure della manifestazione


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