Likely dust blast injures 7 at Coshocton grain business

23 agosto 2014 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Da una segnalazione su https://www.linkedin.com/

segnalato anche sul sito della compagnia http://coshoctongrain.net
cercate la parola “safety” tra gli annunci… ;)


Il Viaggio di Emma – 29 agosto a Perteole

21 agosto 2014 | Pubblicato in Altre news | Nessun Commento »


Come impilare le arance? Dopo 400 anni risolta la congettura di Keplero

21 agosto 2014 | Pubblicato in Altre news | Nessun Commento »

Da: http://www.wired.it/

Sembra una sciocchezza, ma i matematici ci si arrovellano da quattro secoli. E finalmente è arrivata la soluzione

continua qui


Medici Gettati in Pasto alle Compagnie di Assicurazioni

19 agosto 2014 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Questa notizia è stata tratta da: http://medicocompetente.blogspot.it/

Il 13 agosto 2014 è entrato in vigore l’obbligo di copertura assicurativa per tutto il personale sanitario. Lo prevede l’art. 44, comma 4-quater del Decreto legge del 21 giugno 2013, n. 69 (decreto del fare) pubblicato in G.U. 20 agosto 2013, n. 194) e art. 33 del Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 convertito nella Legge 22 dicembre 2011 n. 214.
I medici poi dovranno rendere noto ai propri assistiti il nominativo della compagnia di assicurazione e i massimali di copertura. Quindi i medici del lavoro lo comunicheranno alle proprie aziende e/o lo inseriranno nei nuovi contratti.
La Legge 7 agosto 2012 n. 132, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 186 del 10 agosto 2012, converte in Legge il Decreto Legge 28 giugno 2012 n. 89 che prevede l’aggiunta all’articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 e successive modificazioni, dopo il comma 5, la proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo al 13 agosto 2013 (poi ulteriormente prorogata al 13 agosto 2014) e comunque non oltre l’entrata in vigore di specifica disciplina riguardante la responsabilita’ civile e le relative condizioni assicurative degli esercenti le professioni sanitarie.
Orbene questa disciplina, ovviamente, non è arrivata, lasciando quindi tutto nelle mani della compagnie di assicurazioni che, in assenza di regole, dispongono di una leccornia: una polizza assicurativa obbligatoria per legge alle condizioni economiche e contrattuali stabilite dalla parte interessata.
Questo ha significato coperture assicurative che schizzano a valori doppi o tripli rispetto al passato.
Chi aveva una vecchia polizza si è visto recapitare la lettera di disdetta e la proposta di sottoscrivere la stessa polizza al prezzo raddoppiato con la simpatica frase di accompagnamento che suona più di derisione che di stima “per premetterLe di stipulare una nuova polizza più consona alla Sua figura professionale”.
Se poi consideriamo i rischi professionali di un medico del lavoro che sono limitati a
1) risarcimento del danno a seguito di un giudizio di idoneità incongruo che poi abbia generato un danno economico e/o biologico (meno frequente) al lavoratore
2) copertura legale per contenziosi con i lavoratori
3) danni da vaccinazioni (per chi le effettua direttamente)
appaiono incongrue polizze da 800-1000 euro l’anno soprattutto in questo momento economico in cui i medici del lavoro sono i primi a risentire delle conseguenze della crisi economica.


Imparare dagli errori: ancora incidenti con le terne

18 agosto 2014 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Questa notizia è stata tratta da: http://www.puntosicuro.it/

Esempi di infortuni correlati all’utilizzo delle terne. L’utilizzo della macchina movimento terra in attività agricole e in attività edili. Le misure di prevenzione generali e per i rischi di investimento. Le misure di sicurezza nelle attività di scavo.

Brescia, 18 Ago – Concludiamo con questa puntata, e con una breve carrellata di infortuni, il viaggio della rubrica “Imparare dagli errori” intorno agli incidenti che avvengono con le terne, una particolare macchina movimento terra che può essere utilizzata come escavatrice e caricatrice.

È evidente che, al di là delle specificità delle terne, quanto riportato nelle diverse puntate dedicate dalla rubrica agli incidenti con gli escavatori o con le pale meccaniche può essere spesso utile anche agli operatori che utilizzano queste macchine caratterizzate da una grande flessibilità di uso. Per questo motivo a fine articolo segnaliamo alcuni passati articoli su escavatori e pale che possono offrire spunti per migliorare la prevenzione nell’utilizzo delle terne.

Segnaliamo che gli incidenti presentati sono tratti dalle schede di INFOR.MO., strumento per l’analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

I casi
Il primo caso è relativo ad attività nel comparto agricolo.
Un lavoratore solleva un sacco di concime con la benna di una macchina chiamata ‘terna’ e si mette con la testa sotto il sacco per romperlo e versarne il contenuto nello spandiconcime.
In quel momento la benna si abbassa improvvisamente schiacciandogli la testa contro il bordo dello spandiconcime. Il lavoratore muore per frattura del cranio.

Queste le cause individuate dalla scheda di Infor.mo.:
- il lavoratore “procede al taglio del sacco posizionandosi con la testa sotto lo stesso”;
- “malfunzionamento della benna della terna usata per sollevamento sacco”.

Il secondo caso è relativo ad attivitàdi scavo.
Una terna che opera sulla rampa di un muro di contenimento (ad una altezza di circa 7 metri), per eseguire lo spianamento della terra di riporto, urta con il cucchiaio dell’escavatore di una terna un pannello di cemento armato prefabbricato di 500 chilogrammi circa.
Il pannello cade per circa 7 metri sull’operaio (di un’altra ditta) che sta effettuando attività preparatorie al lavoro (carpenteria in legno) a quota campagna.
Il pannello colpisce la testa ed altre parti del corpo dell’addetto provocandone il decesso. Nessuno dei due lavoratori era a conoscenza della contemporaneità delle fasi di lavoro in atto. Non sono state intraprese azioni di coordinamento né dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori né tantomeno dai due datori di lavoro.

Anche il terzo caso è relativo alcomparto agricolo.
Un lavoratore partecipa alle operazioni di pulizia del box delle manze (bovino di sesso femminile tra uno e tre anni di età e non oltre il sesto mese di gravidanza).
Mentre il fratello è alla guida della terna, il lavoratore mantiene aperto il cancello del box. Durante la manovra di retromarcia, la terna urta un muro del box facendolo crollare e i materiali investono, nella caduta, il lavoratore.
Al di là della avanzata età dei due operatori, il problema di sicurezza è da identificarsi nella errata manovra del guidatore.

La prevenzione
Alcune informazioni sui problemi di manovre errate e sui rischi di investimento possiamo trovarle sul “ Manuale macchine movimento terra: utilizzo e sicurezza”, un quaderno tecnico prodotto dalla Scuola Edile Bresciana ( S.E.B.) per le macchine movimento terra utilizzate nel comparto edile.
Queste le misure di prevenzione e protezione suggerite per i rischi di investimento e schiacciamento di persone:
- “verificare la presenza dei comandi ed in particolare dei dispositivi frenanti;
- controllare l’efficienza del girofaro e dell’avvisatore acustico della retromarcia;
- segnalare l’operatività del mezzo con il girofaro;
- prima di utilizzare la macchina bisogna accertarsi dell’esistenza di eventuali impedimenti derivanti da: ostacoli (in altezza ed in larghezza), limiti d’ingombro, ecc…;
- dal posto di guida deve essere garantita la completa visibilità della zona di lavoro e di spostamento del mezzo, ciò anche mediante l’ausilio di specchi, dispositivi video, fari e fanali per lavori notturni;
- richiedere l’assistenza di personale a terra per eseguire lavorazioni in spazi ristretti o con visibilità insufficiente;
- adeguare la velocità ai limiti stabiliti per le diverse zone del cantiere, non superare mai i 15 km/h e transitare a passo d’uomo nelle vicinanze delle postazioni di lavoro;
- durante le manovre deve essere vietata la presenza delle persone nell’area di lavoro dei mezzi, mediante idonea segnaletica e delimitazione dell’area. L’operatore (o persona incaricata) deve far rispettare tale divieto anche sospendendo il lavoro; se vi fosse la necessità di contattare il conducente durante il lavoro, avvicinarsi alla cabina da posizione visibile all’operatore e solo previo suo cenno di assenso;
- le condizioni del terreno devono permettere il tempestivo arresto della macchina;
- non guidare mai la macchina con scarpe bagnate o unte di olio o grasso”.

Infine riprendiamo alcune indicazioni per le macchine movimento terra tratte da un documento pubblicato sul sito dell’ Azienda USL 12 Versilia dal titolo “ Le macchine semoventi per la movimentazione del terreno. Norme di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro”, a cura di Francesco Botte.

Riguardo alle misure di prevenzione da applicare nelle specifiche attività, l’autore sottolinea che “nulla deve essere dato per scontato”. Non si deve “pensare che tutto sia a posto oggi quando iniziate il lavoro, solo perché tutto sembrava a posto ieri, quando avete smesso di lavorare”.

Queste alcune misure di prevenzione rivolte agli operatori, che si aggiungono a quelle già pubblicate in un precedente articolo dedicato alle terne:
- “prendete famigliarità con l’area di lavoro. Prima di iniziare il nuovo lavoro guardate quali e dove sono gli eventuali ostacoli che vi impongono delle limitazioni operative: in altezza, in larghezza, se vi sono cordoli o stretti passaggi che dovete rispettare;
- controllate le portate massime ammesse sulle rampe di accesso;
- accertatevi dell’ubicazione esatta di eventuali linee aeree ad alta tensione, di cavi elettrici interrati, o di condotte di gas, acqua, ecc., che potrebbero ostacolare il vostro lavoro;
- nei trasferimenti su strada, sapere sempre quali sono le condizioni del tragitto che dovete affrontare: luci massime in larghezza ed in altezza, densità del traffico, tipo di pavimentazione, ecc.;
- state attenti alla presenza di fumi, nebbia e pulviscolo che potrebbero ridurre la visibilità;
- non permettere l’accesso alla macchina a persone non autorizzate”.

Infine qualche indicazione specifica relativa agli scavi.

Lo scavo – indica il documento – “va affrontato con la massima cautela, perizia, precisione ed attenzione, ottemperando agli oneri che ogni situazione comporta, e pianificando l’intervento che va integrato con un’efficace opera di prevenzione. Scavare in un terreno significa intaccare gli equilibri interni dello stesso, generando gravi pericoli di instabilità, da cui derivano possibili franamenti che espongono al rischio di seppellimento gli addetti ai lavori. Inoltre, con la probabile presenza nel sottosuolo di canalizzazioni di gas, acqua, fognature, linee elettriche e telefoniche, ecc., incominciare un lavoro di scavo comporta, non di rado, scontrarsi con situazioni imprevedibili e pericolose”.

Dopo aver parlato di formazione, il documento riporta alcune comuni misure di sicurezza:
- “vietare la presenza del personale sul ciglio ed alla base della parete di attacco, in quanto area a rischio di franamenti;
- vietare la presenza del personale nella zona interessata dal raggio d’azione del mezzo;
- quando per esigenze operative è necessaria la presenza combinata di uomini e mezzo meccanico, occorre rispettare la distanza di sicurezza dal mezzo in movimento e quando si deve intervenire manualmente sullo scavo l’organo lavoratore del mezzo deve stare lontano dai lavoratori”.
Inoltre:
- “la zona interessata dai lavori di scavo va opportunamente delimitata mediante barriere fisse e segnalazioni che devono essere collocate in modo da impedire il traffico dei mezzi sul ciglio dello scavo;
- la protezione contro la caduta di persone all’interno degli scavi di sbancamento, consiste nell’allestire sul suo perimetro, robusti parapetti;
- è vietato ammucchiare materiali presso il ciglio dello scavo;
- con particolare attenzione bisogna operare in prossimità di muri di recinzione e costruzioni in genere adiacenti lo scavo”;
- in generale per evitare il rischio di franamenti nell’esecuzione di qualsiasi scavo “occorre conoscere esattamente il tipo di terreno che ci si appresta a scavare valutandone la stabilità”.

Altri “Imparare dagli errori” dedicati alla prevenzione degli incidenti con le macchine movimento terra:
- Imparare dagli errori: i rischi di ribaltamento con gli escavatori;
- Imparare dagli errori: investimenti e schiacciamenti con escavatori;
- Imparare dagli errori: incidenti nel raggio d’azione degli escavatori;
- Imparare dagli errori: schiacciati dalla benna di un escavatore;
- Imparare dagli errori: gli incidenti alla guida degli escavatori;
- Imparare dagli errori: la manutenzione delle macchine movimento terra;
- Imparare dagli errori: quando gli escavatori sono sul ciglio degli scavi;
- Imparare dagli errori: uso improprio e ribaltamento di pale gommate;
- Imparare dagli errori: errori di manovra e investimenti con i caricatori;
- Imparare dagli errori: i caricatori e la mancanza di protezioni.

Pagina introduttiva del sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 2017a, 1668 e 1534 (archivio incidenti 2002/2010).


Le convenzioni internazionali per la sicurezza dei lavoratori distaccati

18 agosto 2014 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Questa notizia è stata tratta da: http://www.puntosicuro.it/

Disponibile sul sito dell’INAIL il documento “La tutela dei lavoratori negli accordi e convenzioni internazionali di sicurezza sociale con paesi extracomunitari”.

È disponibile sul sito dell’INAIL il documento “La tutela dei lavoratori negli accordi e convenzioni internazionali di sicurezza sociale con paesi extracomunitari”.

Con l’apertura dei mercati del lavoro e la successiva evoluzione del fenomeno migratorio, nonché con lo sviluppo dell’attività imprenditoriale oltre i confini, il sistema della sicurezza sociale ha assunto particolare rilevanza allo scopo di mantenere le garanzie e le tutele di tutti lavoratori interessati dai nuovi fenomeni.
Tale evoluzione ha realizzato il presupposto imprescindibile per le scelte politico-economiche di ciascun Paese, soprattutto se si considera come tali fenomeni incidano in maniera rilevante sulle politiche occupazionali e sociali adottate.
Naturalmente gli interventi legislativi e le modifiche apportate sulla materia da ciascun Paese non possono tener conto delle specificità e dei reali bisogni di chi opera o lavora in un altro Stato.
Di qui l’esigenza di rivisitazione della normativa, allo scopo di realizzare quell’armonizzazione legislativa necessaria per una politica di tutela più tangibile e, quindi, meglio fruibile da parte della persona.
I Trattati europei e le Conferenze internazionali sono una risposta concreta all’esigenza di superamento delle problematiche connesse alla copiosa normativa esistente nel campo della sicurezza sociale.
Lo scopo è quello di pervenire ad accordi o negoziati utili per realizzare un modello di tutela valido per tutti i Paesi.

L’Inail, ente dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ha intessuto una fitta rete di rapporti con gli organismi internazionali partecipando attivamente alla definizione di strategie sulla materia.
L’interesse dell’Istituto, alla luce del proprio fine istituzionale teso alla tutela globale e integrata del lavoratore, è quello di accelerare il processo di adeguamento e di armonizzazione della normativa in vigore in ambito internazionale, allo scopo di semplificare le procedure amministrative esistenti o di superare gli ostacoli di carattere tecnico.
In particolare le Convenzioni – alla stregua dei Regolamenti CE – sono strumenti che non modificano le legislazioni di sicurezza sociale degli Stati a cui si applicano, ma dettano le regole per il coordinamento di tali legislazioni e per la loro applicazione specifica ai lavoratori o ai cittadini che emigrano da un paese all’altro.
Infatti, tutto ciò che non è regolamentato dalle convenzioni internazionali è rimandato alle legislazioni di ogni singolo Stato.

Le convenzioni internazionali sono negozi giuridici di diritto internazionale in virtù dei quali gli Stati contraenti si assumono l’obbligo di instaurare e coordinare un regime di assicurazioni sociali che abbia il carattere della reciprocità e che garantisca la libera circolazione della manodopera sancendo:
- l’eguaglianza di trattamento in materia di sicurezza sociale tra tutti i cittadini degli Stati contraenti;
- l’assimilazione del territorio nel senso che le prestazioni previdenziali non possono subire modifiche per il fatto che il beneficiario risieda in uno Stato diverso da quello dell’istituzione debitrice;
- la totalizzazione dei periodi assicurativi ai fini del diritto alla prestazione.

Negli ultimi tempi vi è stato un notevole sviluppo delle attività negoziali in campo internazionale, sviluppo diretto sia alla definizione di nuove Convenzioni, sia alla revisione e/o aggiornamento degli accordi esistenti.
E’ maturata, pertanto, la necessità di un quadro d’insieme che permetta l’elencazione delle singole convenzioni e il raffronto tra le medesime.
A tutt’oggi sono in vigore diciassette Convenzioni internazionali in materia di sicurezza sociale e sono in via di predisposizione altri progetti di Convenzioni, le cui bozze sono già allo studio.
Il quadro delle Convenzioni internazionali riflette, infatti, una situazione in continua evoluzione se si pensa ai flussi migratori verificatisi negli ultimi anni da Paesi “in via di sviluppo” o dell’est asiatico.

Il quadro prospettato – che evidenzia la complessità della materia – è stato reso oggetto di una rilettura più aggiornata della normativa in vigore allo scopo di armonizzare le diverse peculiarità legate alla storia, alla cultura di ciascun paese.
Lo studio realizzato, pertanto, si presenta come contenitore evolutivo delle specificità normative proprie di ciascuna Convenzione al fine sia di fornire una visione più chiara e omogenea dell’intera materia, sia di evidenziare la diversa regolamentazione della tutela garantita al lavoratore che svolge attività rischiose all’estero, offrendo, nel contempo, le informazioni relative alla materia infortunistica dello singolo Stato estero contraente.
A tal fine, oltre ad una disamina specifica per ciascun Paese convenzionato, sono state predisposte schede riassuntive, al fine di permettere di analizzare gli elementi più rilevanti in campo internazionale e, quindi, le diversità di tutela garantita al lavoratore nelle diverse realtà.

CONVENZIONI INTERNAZIONALI
Le Convenzioni Internazionali in materia di sicurezza sociale vengono stipulate per assicurare alle persone che si recano per svolgere un’attività lavorativa in uno Stato non appartenente all’Unione Europea gli stessi benefici previsti dalla legislazione del Stato estero nei confronti dei propri cittadini.

Sono atti giuridici di diritto internazionale in forza dei quali gli Stati firmatari si impegnano ad applicare, nei rispettivi territori, un regime di sicurezza sociale, e quindi anche una tutela in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, nei confronti dei cittadini migranti dell’altro Stato al fine di garantire la libera circolazione di manodopera.

Le Convenzioni bilaterali, a differenza dei Regolamenti Comunitari, per essere operanti nell’ordinamento interno dello Stato necessitano di apposito atto legislativo (cosiddetta legge di ratifica) per introdurre nel proprio ordinamento interno quanto convenuto con l’altro Stato. Hanno validità sol o per gli Stati firmatari ed operano in modo autonomo rispetto ad altre convenzioni.

In linea di principio le Convenzioni non incidono sulle singole normative nazionali modificandole – e quindi sui livelli di tutela garantiti dagli Stati contraenti – bensì sono finalizzate a migliorare gli effetti derivanti dall’applicazione delle normative nazionali garantendo:

PARITA’ DI TRATTAMENTO
Principio in base al quale ciascuno Stato stipulante riconosce ai lavoratori migranti, operanti sul proprio territorio nazionale, gli stessi diritti riservati ai cittadini residenti.
TERRITORIALITA’ DELLA LEGISLAZIONE APPLICABILE
Al lavoratore migrante si applica la legislazione di sicurezza sociale dello Stato dove viene effettivamente svolto il lavoro (Per il lavoratore distaccato non vige il principio della territorialità: rimane soggetto alla legislazione dello Stato in cui ha sede l’impresa)
ESPORTABILITA’ DELLE PRESTAZIONI
Mantenimento dei diritti acquisiti- Ad ulteriore garanzia del lavoratore migrante, è previsto che le prestazioni non siano soggette a riduzione, sospensione o soppressione per il fatto che l’avente diritto trasferisca la propria residenza in un altro Stato.
TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI
In base a tale principio è consentito il cumulo dei periodi di occupazione, assicurazione e residenza compiuto dal lavoratore in virtù delle legislazioni dei vari Paesi, nella misura necessaria ed a condizione che non si sovrappongano.

Inail – La tutela dei lavoratori negli accordi e convenzioni internazionali di sicurezza sociale con paesi extracomunitari (formato PDF, 18 MB).


Rischi fisici: la sorveglianza sanitaria dei casi non specificati

18 agosto 2014 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Questa notizia è stata tratta da: http://www.puntosicuro.it/

Gli obblighi e le indicazioni sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischi da agenti fisici per i quali non è previsto un Capo specifico: infrasuoni/ultrasuoni, microclima, radiazioni ottiche naturali e atmosfere iperbariche.

Pubblichiamo un estratto del documento “ Coordinamento Tecnico delle Regioni – Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro – Indicazioni operative – Revisione 03 approvata il 13/02/2014 – con aggiornamenti legislativi e normativi al 2013” (si trova qui).

Quali sono gli obblighi e le indicazioni sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischi da agenti fisici per i quali non è previsto un Capo specifico?
Allo stato attuale non sussiste l’obbligo di attivare la sorveglianza sanitaria nei confronti dei lavoratori esposti agli agenti fisici per i quali non è previsto un Capo specifico all’interno del Titolo VIII del DLgs.81/2008, vale a dire infrasuoni, ultrasuoni e microclima.
La sorveglianza sanitaria, peraltro può essere attivata, con riferimento all’art.41, comma 1, lettera b, del DLgs.81/2008, da una specifica richiesta del lavoratore al medico competente (ove già presente in azienda), nel momento in cui il medico competente la ritenga correlata ai rischi lavorativi o alle condizioni di salute del lavoratore suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta. Tali considerazioni sono valide anche per le radiazioni ottiche naturali, escluse dal campo di applicazione dell’intero Titolo VIII.
Per l’esposizione ad atmosfere iperbariche valgono invece considerazioni diverse.

Si ritiene opportuno fornire le seguenti raccomandazioni:

Microclima – Indicazioni utili relative alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ad ambienti termici severi freddi o caldi possono essere ricavate dalle indicazioni operative contenute nella norma UNI EN ISO 12894:2002 e nelle Linee Guida su microclima, aerazione e illuminazione nei luoghi di lavoro redatte dal Coordinamento delle Regioni e da ISPESL ed approvate dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni.
Il medico competente dovrebbe poi intervenire nella scelta e nelle indicazioni d’uso degli indumenti ed altri dispositivi di protezione individuali utilizzati, fornire indicazioni che attengono alla promozione della salute con riferimento ad esempio alla corretta alimentazione, alla modalità di assunzione di bevande e alla loro tipologia, alla programmazione dei ritmi di lavoro e delle pause di riposo da prevedere, queste ultime, in locali a temperatura che garantisca il comfort termico.

Infrasuoni/ultrasuoni – Tenuto conto degli orientamenti della letteratura, non totalmente validata dal punto di vista scientifico, in materia di effetti degli infrasuoni e degli ultrasuoni sulla salute umana, si segnala soltanto l’opportunità di monitorare anamnesticamente eventuali sintomi, per altro aspecifici, quali fatica, nausea, cefalea ed acufeni e alterazioni dell’equilibrio nei soli casi di esposizione congiunta ad ultrasuoni e/o solventi e/o rumore otolesivo.

Radiazione ottica solare – L’esposizione occupazionale a radiazione solare può avere effetti sulla salute sia a breve che a lungo termine: a proposito di questi ultimi va ricordato che essa è un cancerogeno certo per l’uomo (Gruppo 1 IARC). Inoltre, varie patologie da esposizione alla radiazione solare sono incluse nelle malattie professionali tabellate sia nell’industria sia nell’agricoltura.
Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria va osservato che, sebbene la normativa non preveda un obbligo (tranne il già citato caso ex art.41, comma1, lettera b), quando i lavoratori sono già sottoposti a tale sorveglianza per altri rischi è opportuno che il Medico competente tenga in considerazione anche quello da radiazione solare. In particolare si segnala la necessità di valutare con particolare attenzione le eventuali condizioni di maggiore suscettibilità individuale, quali l’albinismo ed il fototipo 1.
Si segnala infine l’utilità del coinvolgimento del medico competente nella definizione di eventuali misure di prevenzione e protezione, in particolare per fornire indicazioni sui corretti comportamenti ed abitudini.

Atmosfere iperbariche – Il primo e tutt’ora principale strumento legislativo in merito alla tutela della salute e sicurezza degli operatori iperbarici è il DPR 321/56 e s.m. che, per quanto concerne la sorveglianza medica, individua obblighi tuttora vigenti.
Tale decreto riguarda gli ormai obsoleti lavori nei cassoni e la sorveglianza medica prevista fa
riferimento solo al rilascio di una generica “idoneità fisica” (art.34). Per la valutazione della idoneità alla mansione specifica e per le successive visite mediche periodiche, oltre all’osservanza del DPR 321/56 e s.m., che fornisce comunque indicazioni relative alla periodicità delle visite mediche ed ai limiti di età e di genere per l’ammissione al lavoro iperbarico, si ritiene utile segnalare:
· le indicazioni predisposte, in apposite Linee Guida, dalla Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica (SIMSI);
· il combinato disposto delle norme sugli operatori subacquei per estrazioni petrolifere (DPR
· 866/79, DL 1/2009 convertito con Legge 27/2012 e UNI 11366:2010) che sancisce la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale da parte di medico esperto di medicina subacquea;
· la normativa relativa al subacqueo in servizio locale di cui al DM 13/01/79 per cui si prevede una generica idoneità fisica accertata dal medico del porto.

È indubbio che, dovendo essere posta attenzione alla prevenzione degli eventi barotraumatici ed alla valutazione di manifestazioni a lungo termine conseguenti all’esposizione in iperbarismo, la sorveglianza sanitaria dovrà essere sempre finalizzata ad individuare alterazioni, disturbi e patologie dell’apparato respiratorio, cardio-vascolare e otorinolaringoiatrico nonché del sistema nervoso e della sfera psichica che controindichino lo svolgimento dell’attività lavorativa in atmosfera iperbarica.

La valutazione dei rischi connessi con le varie tipologie di lavoro che espongono ad atmosfere
iperbariche quali le operazioni in immersione subacquea (in apnea, con sistema di respirazione
autonomo, con sistemi di respirazione collegati alla superficie o con sistemi di respirazione collegati ad habitat iperbarico) e/o le operazioni in ambiente iperbarico a secco (attività in tunnel o cassoni ad aria compressa ed attività in camere iperbariche) porterà, di volta in volta, ad individuare lo specifico protocollo di sorveglianza sanitaria e a valutare l’opportunità di utilizzare adeguati indicatori di esposizione e/o di effetto biologico precoce.
Si ricorda infine che le esposizioni a ultrasuoni, a sollecitazioni termiche (esposizioni prolungate a calore eccessivo e a freddo eccessivo) ed i lavori in atmosfera iperbarica (attività in ambienti
pressurizzati ed immersioni subacquee) rientrano fra le esposizioni a rischi potenzialmente nocivi per la salute e sicurezza delle lavoratrici in gravidanza e del nascituro riportate nelle linee direttrici dell’applicazione della Direttiva 92/85/CEE.


Decreto palchi – commenti e schemi applicativi

18 agosto 2014 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Da: http://www.ciscudine.it/

Nella sezione “Documenti prodotti” abbiamo pubblicato il documento ricevuto dall’arch. Dal Santo, che schematizza il campo di applicazione e le peculiarità del “Decreto palchi”, che entrerà in vigore tra qualche giorno.

“Decreto palchi” – commenti e schemi applicativi

Poi c’è un commento sul suo blog di Dario Zanut

Su http://dariozanut.wordpress.com/2014/08/17/manifestazioni-temporanee-gli-allestimenti/


Semplificazione della Dichiarazione di Prestazione

18 agosto 2014 | Pubblicato in Prodotti sicuri, Qualità, Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Da: http://www.uncsaal.it/

Il REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 574/2014 del 21 febbraio 2014 fornisce delle istruzioni operative ed introduce uno snellimento dei contenuti della dichiarazione di prestazione

Il Regolamento Europeo Prodotti da Costruzione n. 305/2011 ha disposto che i fabbricanti di prodotti da costruzione redigano una Dichiarazione di Prestazione all’atto dell’immissione sul mercato di un prodotto da costruzione che rientra nell’ambito di applicazione di una norma armonizzata (per esempio la norma UNI EN 14351-1 per i serramenti, la UNI EN 13830 per le facciate continue, la UNI EN 13659 per le chiusure oscuranti, la UNI EN 13561 per le tende esterne).

la notizia continua qui


Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione

18 agosto 2014 | Pubblicato in Lavori pubblici | Nessun Commento »

Da: http://fatturapa.gov.it/

Come fare
Per inviare al Sistema di interscambio i file FatturaPA e i file archivio, sono necessarie alcune operazioni che sono definite nel Decreto Ministeriale 3 aprile 2013, numero 55, contenente il regolamento attuativo, come previsto dalla Finanziaria 2008.

continua qui

Commento: della serie “far diventare difficili le cose facili” – INCREDIBILE! (il commento me lo sono auto-censurato)


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