INAIL: infortuni sul lavoro di almeno un giorno – obbligo di comunicazione

7 dicembre 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

News dal mio Consulente del lavoro – (grazie Micol!)

L’entrata in vigore del SINP (Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione in luoghi di Lavoro), a partire dal 12 ottobre 2016, fa decorrere il periodo di 6 mesi al termine del quale scatterà l’obbligo di comunicare, a fini statistici ed informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento (lettera r), comma 1, art. 18 del decreto legislativo n. 81/2008.

L’obbligo, quindi, per tutti i datori di lavoro, scatterà dal 12 aprile 2017 e la mancata ottemperanza sarà punita con una sanzione amministrativa compresa tra 548 e 1972,80 euro, secondo l’art. 55, comma 5, lettera h, del decreto legislativo n. 81/2008.


Trieste – 5 dicembre, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 – sicurezza sul lavoro in edilizia

7 dicembre 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

La SCPSAL dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, in collaborazione con il Comitato Paritetico Territoriale di Trieste, organizza il giorno 15 dicembre, dalle ore 15.00 alle ore 19.00, presso l’Aula Magna dell’ITS “A. Volta” di Trieste, in via Monte Grappa n. 1, un incontro tecnico-operativo sul tema della sicurezza sul lavoro in edilizia.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di portare a conosc enza di chi opera nel settore delle costruzioni il lavoro che le Aziende Sanitarie e i CPT hanno svolto nell’ultimo anno e l’impegno degli stessi, nonché le ultime novità legislative in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.

L’incontro è rivolto a tutti gli operatori del comparto delle costruzioni e alle loro rappresentanze, dai rappresentanti delle Associazioni di categoria, ai referenti per la sicurezza aziendale (lavoratori, RLS e RLST, coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori, datori di lavoro, RSPP, lavoratori artigiani, capi cantiere e altre figure preposte alla conduzione dei cantieri), oltre che agli operatori pubblici della prevenzione e vigilanza e agli studenti degli istituti tecnici e degli specifici corsi di laurea.

L’incontro sarà valido quale aggiornamento per 3 ore complessive per:
– CSP e CSE (ex art. 98, co. 2, del d.lgs. 81/08)
– RSPP (ATECO F – Costruzioni)
la locandina qui


Fire From Ice

6 dicembre 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »


Fatal Exposure: Tragedy at DuPont

6 dicembre 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Three accidents occur over a 33-hour period at the Dupont plant in Belle, WV.


Modalità concrete da adottare per dare attuazione alle disposizioni normative in materia di impianti elettrici, di messa a terra e di protezione dalle scariche atmosferiche di cantiere

6 dicembre 2016 | Pubblicato in Cantieri, Impianti, Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Al convegno di ieri con gli ordini sul nuovo accordo stato regioni 7/7/2016 sulla formazione RSPP/ASPP in relazione alla figura del CSP/CSE a Pasian di Prato,
è stato citato un
Verbale dell’incontro per la discussione delle modalità concrete da adottare per dare attuazione alle disposizioni normative in materia di impianti elettrici, di messa a terra e di protezione dalle scariche atmosferiche di cantiere
che allego alla presente mail

E’ un accordo del CISC raggiunto a suo tempo con gli enti di controllo, per i controlli degli impianti elettrici di cantiere, con la precisazione che sarebbe divenuto vincolante solo se approvato in Comitato Regionale di Coordinamento (da quanto mi risulta mai accaduto). Al di là poi di tutto, personalmente vedo molte indicazioni tecniche, e ritengo che sia gli enti di controllo che gli operatori del settore, possano solo che condividerlo, al di là di approvazioni ufficiali o meno.


Animation of Chemical Release at DuPont’s La Porte Facility

5 dicembre 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »


Filling Blind

4 dicembre 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

CSB Safety Video on the 2009 massive explosion at the Caribbean Petroleum, or CAPECO, terminal facility near San Juan, Puerto Rico. The incident occurred when gasoline overflowed and sprayed out from a large aboveground storage tank, forming a 107-acre vapor cloud that ignited. While there were no fatalities, the explosion damaged approximately 300 nearby homes and businesses and petroleum leaked into the surrounding soil, waterways and wetlands. Flames from the explosion could be seen from as far as eight miles away.


Costruzione e manutenzione degli autorespiratori APVR e rilevatori multigas

4 dicembre 2016 | Pubblicato in Antincendio, Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Segnalo a tutti questo interessante e importante corso di formazione
Costruzione e manutenzione degli autorespiratori APVR e rilevatori multigas

16 dicembre 2016 dalle 9.00 alle 16.30 a Codroipo


per iscrizioni e informazioni qui


Ancora spazi confinati

4 dicembre 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Da: https://ottantunozerotto.wordpress.com/
leggete qui l’articolo

Tre operai morti e altri tre in gravi condizioni sulla nave “Sansovino”. Non se ne sa ancora molto, ma una cosa è certa: è l’ennesimo incidente all’interno di uno spazio confinato.

Gli elementi per dirlo ci sono tutti:

elevato numero di vittime: secondo la banca dati dell’INAIL, dal 2005 al 2010, sono accaduti 29 eventi negli spazi confinati, che hanno prodotto 43 vittime. Questo significa che, statisticamente, quando l’incidente accade in uno spazio confinato, avremo più di una vittima;
l’ambiente nel quale è accaduto: uno spazio interno alla nave, probabilmente una sentìna o una cisterna;
l’origine: l’aria respirata (probabile presenza di sostanze pericolose nell’aria, ma non si può escludere la possibile assenza di ossigeno).
Non è un caso se gli spazi confinati sono così pericolosi. I loro rischi sono intrinsecamente correlati alla loro natura, ma quella di uno spazio confinato è una natura complessa nella sua apparente semplicità. Sembra sostanzialmente un ambiente come un altro, mentre nasconde gigantesche insidie.

Piccolo esempio. Nel 2010 mi occupai come CTP di un caso di infortunio mortale in uno spazio confinato nel quale erano morti, anche lì, purtroppo, tre lavoratori. Durante un accesso ispettivo vidi personalmente i Vigili del Fuoco entrare nella cisterna metallica in questione muniti di autorespiratore con un faretto da cantiere alimentato a 220 V. Poiché la causa presunta dell’incidente era stata l’assenza di ossigeno nell’aria per avvenuta introduzione di azoto nello spazio confinato, erano talmente concentrati su quello specifico rischio, dall’aver completamente dimenticato il rischio mortale di elettrocuzione derivante dal ritrovarsi in un luogo conduttore ristretto.

In assenza di altre informazioni su quanto accaduto ieri sulla nave “Sansovino”, non vado oltre, non entro nel merito di quanto accaduto. Ovviamente c’è un’inchiesta in corso, verranno certamente nominati dei periti e se ne saprà di più. A valle di un incidente, specie se grave come questo, è doverosa la ricerca di eventuali responsabilità ma, per chi come me si occupa di sicurezza sul lavoro queste sono secondarie rispetto alla conoscenza delle dinamiche.

Le responsabilità si ricercano ex post: deve prima accadere qualcosa, poi si cerca di chi, eventualmente, è la colpa. Conoscere le dinamiche, permette di agire ex ante, usare l’esperienza e la competenza per evitare che i fatti si ripetano.

Ovviamente non è così semplice. Di esperienza di incidenti negli spazi confinati, oggi ce n’è moltissima in giro, ce ne sarebbe già a sufficienza per evitare praticamente qualsiasi incidente. Il problema è:

la diffusione dell’esperienza e della conoscenza;
l’eccesso di esperienza.
Mi spiego. In questi anni si è parlato moltissimo di spazi confinati, formazione e competenza degli addetti che vi debbono operare, ecc. Ma siamo convinti che tutta questa informazione sull’argomento si sia diffusa capillarmente? Lo dico, anche qui, per esperienza: no! Abbondano ancora gigantesche sacche di ignoranza, specie tra le microimprese (non è evidentemente il caso della tragedia accaduta ieri). Non parlo semplicemente di inesperienza, ma di vera e propria non conoscenza del fenomeno, il motivo che spesso è uno dei fattori latenti che stanno all’origine di questi incidenti. Non saper riconoscere uno spazio confinato come tale, significa non valutarne i rischi, vuol dire non essere preparati a ciò che potrebbe accadere e, di conseguenza, non saper rispondere alla situazione. Quindi sì, di esperienza e conoscenza dell’argomento ce n’è tanta, ma distribuita male.

L’eccesso di esperienza, all’opposto, rischia di portare alla confidenza. Già l’etimologia di questa parola la dice lunga: «avere fiducia di…». Ecco, io personalmente non mi fiderei mai di uno spazio confinato, ma proprio mai. L’esperienza è una cosa buona, permette di avere familiarità di un rischio e saper anticipare ciò che potrebbe accadere. L’eccesso di esperienza è l’eccesso di una cosa buona e, come tutti gli eccessi, alla lunga fa male.

I due elementi, tra altro sono spesso correlati. L’eccesso di esperienza porta a pensare di conoscere tutto quello che riguarda l’argomento di cui si è esperti, al punto da non prendere proprio in considerazione l’ipotesi che ci sia qualcosa che non è noto, esponendosi così alle sue conseguenze come un qualsiasi soggetto inesperto.

Comunque sì, sono convinto che riconoscere uno spazio confinato come tale, sia la prima, essenziale necessità, senza la quale è molto difficile impedire che eventi come quelli sulla nave “Sansovino” possano ripetersi.

Questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente.

Le spiegazioni dei singoli incidenti negli spazi confinati possono apparire semplici: tutto è evidente, specie dopo che qualcosa è accaduto. Risalire alle cause primarie col senno di poi è moooolto più facile che prevedere in anticipo quali possono essere gli innumerevoli eventi incidentali prima che le cose accadano.

Per questo è necessario, sempre, sempre, sempre rispettare la gerarchia delle misure di prevenzione e protezione che, in molti casi, permetterebbero di entrare a conoscenza di fattori preliminarmente non tenuti in considerazione. Il rispetto dell’ordine gerarchico è fondamentale, ai fini dell’efficacia di tali misure:

Eliminazione o sostituzione
eliminazione degli spazi confinati (in fase di progettazione, è possibile);
evitare, ove possibile di accedere agli spazi confinati (soprattutto quando l’accesso è necessario per operazioni di ispezione o pulizia, esistono tecniche alternative);
disenergizzazione di tutte le forme energetiche presenti nello spazio confinato (tutte: elettrica, cinetica, magnetica, termica, elastica, chimica…).
Controlli ingegneristici
ventilazione degli ambienti;
lock-out/tag-out;
perimetrazione e segnalazione;
analisi di tutti i parametri di bonifica, al fine di verificare l’efficacia degli interventi eseguiti;
….
Sistemi di allarme
monitoraggio continuo dell’aria ambiente;
odorizzazione dei gas;
segnaletica di pericolo;
uso di rilevatori portatili;

Formazione, addestramento e procedure
permesso di lavoro;
procedure di allarme;
sistemi di comunicazione;
procedure di emergenza;

Dispositivi di protezione individuale
Bucare uno solo di questi passaggi può condurre ad effetti non prevedibili.


Video premio Lombardi 2016

1 dicembre 2016 | Pubblicato in Sicurezza&Salute | Nessun Commento »

Pubblicazione nella pagina YouTube dell’Università di Udine,
nella sezione “conferenze”, del video del premio Lombardi.

(grazie Bruzio)


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