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Il CSE, professionista al quale si chiede di “lavare i nostri panni”

Il CSE, professionista al quale si chiede di “lavare i nostri panni”

Da: https://www.puntosicuro.it/

COVID-19, un pericolo invisibile la cui valutazione del rischio va gestita consapevolmente in relazione alla difficoltà di avere garantita l’assistenza sanitaria più severa. A cura di E. Marasi, M. Pulici e P. Salsone.

La diffusione di questo tipo di virus all’interno dei cantieri, è certamente prevedibile e difficilmente si potrà evitare.

E’ accertato che il virus si può trasmettere tra una persona e l’altra per contatto diretto o indiretto. Tuttavia, i meccanismi del contagio sono oggetto di studio continuo da parte dei nostri scienziati, e ciononostante al momento neanche loro oggi ci sanno dare una risposta univoca in merito a come si possa valutare compiutamente il rischio indotto da questo nemico invisibile. Il problema tuttavia c’è ed è molto importante, oltre che grave. Il COVID-19 ha generato un problema sanitario mondiale.

Per prevenire la diffusione del virus, ci viene chiesto di accettare e “metabolizzare” poche regole, tutto sommato scontate e semplici, ma che possono essere viste come restrittive quando, come in questo caso, ci viene apertamente imposto di rispettarle. In democrazia siamo abituati a ritenere che tutti i nostri bisogni abbiano uguale diritto di essere soddisfatti. Siamo geneticamente predisposti a vedere sempre con una certa diffidenza (salvifica, in altri casi) la semplificazione del processo decisionale; il risvolto negativo purtroppo è una certa lentezza di reazione di fronte a situazioni che invece si possono affrontare solo con decisioni rapide e rapida osservanza, come gli stati di emergenza. Questo probabilmente è il motivo per cui alcune persone pensano di poter derogare a queste “discipline sociali” dettate dai nostri scienziati, i vertici apicali del sapere.

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