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Del RSPP Interno

Da: https://ottantunozerotto.wordpress.com/

Molti pensano che l’arrivo di un’offerta di lavoro sia come quando si ammazza il maiale: non si butta via nulla.

Non è sempre vero:
il maiale potrebbe essere gravemente malato. Se puoi curarlo, bene. Ma quando proprio vedi che non c’è nulla da fare, che il maiale non risponde alle cure, meglio lasciar stare;
non sai lavorare la carne… In questo caso, non solo hai ammazzato un animale, ma per giunta hai buttato via del cibo. Avresti dovuto lasciar perdere il maiale e/o regalarlo (o venderlo, se proprio vuoi guadagnarci sopra) a qualcun altro;
quel maiale lì, per qualche ragione, potrebbe essere specie protetta. Puoi verificare se, in effetti, per qualche ragione, il tuo maiale fa eccezione, ma se non è così, non puoi toccarlo. Inutile insistere.
Nella mia vita professionale ho avuto a che fare con molti maiali (senza offesa, eh!) e mi sono capitati anche i casi in cui ho dovuto rassegnarmi a lasciar perdere. L’etica professionale prevale, in questi casi.

Ad esempio, io ricordo a tutti i miei potenziali clienti che l’art. 31, comma 1 del D.Lgs. n. 81/2008 prevede che il servizio di prevenzione e protezione debba essere prioritariamente organizzato all’interno dell’azienda. È successo che, ravanando tra le competenze interne, sia uscito fuori qualcuno che aveva le competenze tecniche di base per svolgere il ruolo. Amen! Niente incarico di RSPP per il sottoscritto, ma ennesima soddisfazione personale per aver guadagnato la fiducia del cliente (che, magari, se ne avesse la necessità, potrebbe affidarmi altri incarichi).

l’articolo continua qui 🙂

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