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Su DURC e benefici contributivi. Una ragionevole precisazione dell’INL: e l’impatto concreto?

Da: http://www.ipsoa.it/

Riccardo Del Punta – Professore ordinario di diritto del lavoro presso l’Università di Firenze

L’Ispettorato nazionale del lavoro, nell’interpretare la norma che subordina al possesso del DURC la spettanza dei benefici contributivi previsti dalla normativa, richiedendo nel contempo l’osservanza degli altri obblighi di fonte legale o collettiva, fa un ragionevole distinguo: mentre le irregolarità contributive, in quanto precludono il rilascio del DURC, fanno decadere i benefici goduti in relazione all’insieme dei lavoratori, l’inosservanza degli altri obblighi a carico delle imprese determina la revoca dei soli benefici inerenti ai lavoratori nei confronti dei quali la violazione si è verificata. Resta il problema di capire quali possano essere le violazioni contrattuali che non si traducono anche in inadempienze contributive.

Con la circolare n. 3/2017, l’Ispettorato nazionale del lavoro si è occupato dell’interpretazione della norma (l’art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006) che subordina, per l’impresa, la spettanza dei benefici contributivi previsti dalla vigente normativa (benefici legati, di frequente, alle assunzioni di determinate categorie di soggetti: si veda l’elenco, pur esemplificativo, contenuto nella Nota del Ministero del Lavoro del 28 gennaio 2016), alla duplice condizione del possesso del DURC e del rispetto degli “altri” obblighi contemplati dalle leggi lavoristiche e dai contratti collettivi di livello sia nazionale che regionale, territoriale o aziendale, purché stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

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