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Salva Ilva + Fincantieri

Da: http://www.tuttoambiente.it/Di Stefano Maglia11 luglio 2015
Il DL 92/15 (l’ennesimo Salva Ilva + Fincantieri) dal 4 luglio ha dunque modificato in fretta e furia ben tre rilevantissime definizioni nella gestione dei rifiuti, probabilmente senza le adeguate riflessioni. Ma per fortuna la legge di conversione potrà (dovrà!) intervenire per aggiustare questo pasticcio.
Qualche esempio? Aggiungere nella definizione di produttore “e il soggetto al quale sia giuridicamente riferibile dette produzione” non solo è contrario alla Dir. 98/2008/CE, ma produce effetti devastanti nella prassi. Pensate a rifiuti generati da un subappaltatore in caso di un servizio di manutenzione. Tre produttori? Tre FIR? O forse due Fir e un Sistri? E quanti registri e Mud? O scriviamo un papiro nelle annotazioni? Boh!? Per responsabilizzare tutti i soggetti c’è già il principio di co-responsabilità (dal 1997!). Do you remember?
E poi: inserire “deposito preliminare alla raccolta” nelle definizioni di “raccolta” e “deposito temporaneo” produce almeno una duplice problematica terminologica. In primis il “deposito preliminare” è una specifica operazione di smaltimento (D15) che non c’entra nulla col deposito temporaneo (e nemmeno col recupero!); 2) parrebbe che il deposito preliminare (!?) alla raccolta sia compreso sia nella definizione di raccolta (che pertanto obbliga a dotarsi di una specifica autorizzazione) sia in quella di deposito temporaneo (che, per definizione, è prima della raccolta, e quindi esclude qualsiasi obbligo autorizzativo). Boh.
Ancora: abbiamo una vaga idea cosa significhi estendere il luogo del deposito temporaneo all’ “intera area in cui si svolge l’attività che ha determinato la produzione di rifiuti” nella patria dell’ecocriminalità? Immagino il fregar di mani dei legali degli ecofurbi. Ogni abbandono di rifiuti si trasformerà in deposito temporaneo. Voilà!
Meditate, gente, meditate.

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