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Patologie degli Arti Superiori per le Quali Vige l’Obbligo di Denuncia di Malattia Professionale

Patologie degli Arti Superiori per le Quali Vige l’Obbligo di Denuncia di Malattia Professionale

Questa notizia è stata tratta da: http://medicocompetente.blogspot.com/

Le patologie dell’arto superiore per le quali vige l’obbligo di denuncia come malattia professionale, ove sia presente uno specifico fattore di rischio lavorativo, ai sensi del D.M. 11 dicembre 2009 sono le seguenti.

Lista I del D.M. 11 dicembre 2009 (malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità)

Fattore di rischio: microtraumi e posture incongrue a carico degli arti superiori per attività eseguite con ritmi continui e ripetitivi per almeno la metà del tempo del turno lavorativo.

Patologie della spalla:

  • tendinite del sovraspinoso (o tendinite della cuffia dei rotatori)
  • tendinite del capolungo del bicipite
  • tendinite calcifica (morbo di duplay)
  • borsite

Patologie del gomito:

  • epicondilite
  • epitrocleite
  • borsite olecranica

Patologie mano-polso:

  • sindrome di de quervain
  • dito a scatto
  • sindrome del tunnel carpale

Lista II del D.M. 11 dicembre 2009 (malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità)

Fattore di rischio: microtraumi e posture incongrue a carico degli arti superiori per attività eseguite con ritmi continui e ripetitivi per almeno la metà del tempo del turno lavorativo.

  • sindrome da intrappolamento del nervo ulnare al gomito
  • tendinopatia inserzionale distale tricipite
  • sindrome del canale di guyon

In presenza di una delle patologie sopra riportate e del fattore di rischio (movimenti ripetitivi degli arti superiori/sovraccarico biomeccanico dell’arto superiore) il medico che effettua la diagnosi è obbligato a rilasciare al lavoratore il primo certificato di malattia professionale, ad effettuare la denuncia di malattia professionale (art. 139 del D.P.R. 1124/65), ad effettuare la notifica al Registro Nazionale delle Malattie Professionali dell’INAIL (art. 10 del D.L. 38/00) e ad effettuare il referto all’autorità giudiziaria (art. 365 C.P. e 344 C.P.P.). L’omissione del referto è sanzionabile penalmente.

E’ chiaro che il medico competente dell’azienda ha elementi maggiori e discrezionalità maggiore rispetto ad altri medici che sono tenuti alla denuncia/referto in presenza della malattia e dell’attività riferita dal loro assistito. Il medico del lavoro conosce infatti nel dettaglio l’attività lavorativa e soprattutto dispone del documento di valutazione dei rischi ove il fattore di rischio “sovraccarico biomeccanico dell’arto superiore” dovrebbe essere studiato ed approfondito attraverso le metodiche internazionalmente riconosciute come, ad es. la check list OCRA o il metodo OCRA). Se il fattore di rischio non raggiunge un indice di rischio tale per cui si suppone un possibile danno nel tempo (si può tener conto ad es. del valore limite per il quale scatta l’obbligo della sorveglianza sanitaria) il medico competente può, assumendosi la responsabilità dell’omessa denuncia, decidere di non effettuare la denuncia/referto. Oppure può valutare che gli anni di esposizione del lavoratore al rischio siano di per sè insufficienti a determinare la malattia. Insomma fa tutte le valutazioni che un buon medico del lavoro sa fare! Assumendosi la responsabilità di fronte al suo assistito (il lavoratore) ed il magistrato/ufficiale di polizia giudiziaria dell’ASL della decisione di non effettuare la denuncia.

Considerazioni che non può permettersi di fare qualsiasi altro medico (ad es. il medico curante, l’ortopedico che effetua la diagnosi) non avendo a disposizione la valutazione dei rischi.

E quando, come molte volte succede, nel documento di valutazione dei rischi viene esplicitato il fattore di rischio movimenti ripetitivi degli arti superiori/sovraccarico biomeccanico degli arti superiori ma NON viene approfondito ?

In questi casi il medico competente se ha attivato la sorveglianza sanitaria sulla base del rischio descrittivo inserito nel documento di valutazione dei rischi, non ha altra scelta che effettuare la denuncia/referto e rilasciare il primo certificato di malattia professionale.

Il primo certificato deve essere rilasciato al lavoratore che, entro 15 giorni, dovrà consegnarlo al datore di lavoro che, entro 5 giorni, dovrà inviarlo all’INAIL unitamente al modulo di denuncia di malattia professionale (se il datore di lavoro utilizza la denuncia telematica non dovrà allegare il primo certificato rilasciato dal medico).

Il referto all’autorità giudiziaria deve essere inviato entro 48 ore dalla diagnosi (ma c’è tolleranza sui termini temporali!).

Quali possono essere, per dare un’idea, le attività lavorative in cui è possibile avere un sovraccarico biomeccanico degli arti superiori ? Tutte quelle che implicano movimenti ripetitivi e ciclici effettuati con impegno muscolare (posture e forza). Possono essere le più svariate come ad esempio: catene di montaggio con utilizzo di utensili, casse di supermercato, imprese di pulizia, industria manifatturiera, parrucchieri, barista addetto ai caffè, ecc. Naturalmente poi bisogna valutare caso per caso se, effettivamente, il compito lavorativo del singolo lavoratore lo espone a quasto fattore di rischio in una modalità tale che, nel tempo, possa svilupparsi la patologia del sistema spalla-braccio-mano.

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