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Nicola Canal a Monaco, in ferie

Mi scrive il grandissimo Nicola (che saluto e ringrazio) – sei fantastico! 🙂

Caro Ugo,
sono stato alcuni giorni in Germania, in ferie, in Agosto.
Sono rimasto ammirato, come al solito, delle condizioni delle strade e dell’educazione stradale degli automobilisti: ne porto a casa un ricordo bellissimo.
Fatta eccezione per qualche motociclista che, secondo me, a parte la targa aveva ottime propbabilità di essere italiano…
Comunque, una profonda tristezza mi ha subito avvolto al rientro, appena varcato il confine, da dove il rispetto di regole distanza di sicurezza ecc. era
diventato un otpional molto poco diffuso.

Ma per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro vorrei fare un piccolo appunto per dire che le cose, da noi, non vanno poi così male.
E infatti vi riporto alcune foto scattante con il telefonino in un cantiere stradale-tranviario nel pieno centro di Monaco.
Visto che non vedo la trave nei miei occhi mi concedete per una volta di vedere la pagliuzza in quelli altrui?
Grazie (so che dovrò comunque rispondere pesantemente al fato prima o dopo di questa mia critica).

Allora, premettendo che so di non sapere e, tra le tante cose, non conosco nemmeno la legislazione tedesca sulle norme antinfortunistiche, inizio:

– foto “Monaco_1”:
la segregazione dell’area di lavoro rispetto alle frequentatissime zone pedonali non è granchè ben segnalata e anche le barriere non sono posizionate ad arte;
mancano adeguati cartelli di avvertimento e di “vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”: chiunque potrebbe entrare nelle aree di lavoro e farsi male, specie i bimbi (ce n’erano tanti in giro);

– foto “Monaco_2”:
la parte compresa tra la sede tranviaria centrale e quella periferica, presenta un dislivello non trascurabile (~50/60 cm) e un discreto disordine (vedi anche attrezzi abbandonati)
che potrebbero indurre quanto meno pericolo di inciampo e di caduta (rovinosa) a livello sopra i taglienti blocchetti di porfido: non dico, come alcuni “esagerati”, che ci voleva un parapetto
ma si sarebbero potute posare delle opportune andatoie in legno per transitare, ogni tanto, da una parte all’altra;

– foto “Monaco_3” e “Monaco_4):
siamo in fase di getto del calcestruzzo su opere di fondazione/stabilizzazione della sede tranviaria; si noti come il preposto (o capocantiere, che guarda dall’esterno) abbia perfetta livrea ad alta visibilità e nuovo caschetto in testa, mentre, all’interno del cantiere, per i poveri operai (di cui due a torso nudo) addetti a manovrare la benna oscillante non è stato possibile trovare nè un caschetto e nemmeno un paio di guanti! Spero per loro che almeno le scarpe fossero a posto…

Vi confesso che mentre sto scrivendo queste poche righe, mi attanaglia il terrore di che cosa possa capitare da questo momento in avanti, invece, in uno dei miei, di cantieri:
“chi è senza peccato, scagli la prima pietra”…

Un caro saluto (e un bell’esame di coscienza anche per il povero sottoscritto)
Nicola Canal

Monaco 1

Monaco 2

Monaco 3

Monaco 4

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