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Nicola Canal: “Ultima chiamata”

Caro Ugo,
dopo oltre vent’anni che mi dedico (e tu sai perchè…) alla sicurezza stradale, cresce in me, quotidianamente, la consapevolezza che qualche volta non sono in linea con gli insegnamenti che mi trovo a dare ai ragazzi nelle scuole. Voglio dire che, ad esempio, anche al sottoscritto capita di prendere o di fare qualche telefonata in macchina. Sappi che sono sempre a posto con la legge: ho l’auricolare blue-tooth e cerco di contenere al minimo le “chiacchierate”, anche per non far la figura di predicare bene e razzolare male. Sono a posto con la legge ma non mi sento a posto con la coscienza: purtroppo, so benissimo che quando si telefona, anche a norma di legge, il campo visivo si restringe, i tempi di reazione potrebbero anche raddoppiare, il rischio di avere un incidente aumenta del 400% (anche con auricolare o viva-voce) e si è condannati a subire il fenomeno della “cecità percettiva” (chi telefona e guida non si ricorda niente del tragitto percorso, certe cose non le vede nemmeno…).
Mi sforzo, quindi, di non usarlo proprio il telefono in auto: un secondo di distrazione a 90 km/h e ho già percorso una piscina: sissignori: 25,0 m esatti esatti…
Quello che però mi intristisce di più è notare quante (tante!!!) persone telefonino, o addirittura “messaggino”, senza alcun problema, per kilometri e kilometri, usando solo una mano per guidare. L’eventuale imprevisto sarà impietoso con loro ed altrettanto tragica la sorte di chi verrà incrociato nella direzione opposta… In questo caso, oltre a non avere la testa sul problema (tempi psicotecnici), non sarà loro concesso di effettuare correttamente una manovra d’emergenza perché con un braccio solo i “movimenti fini” non sono possibili, bisogna averne due di mani sul volante!
Povero pedone, allora, o povero ciclista… E l’automobilista? Prima distratto, e poi… distrutto!
E’ giusto, giustissimo, continuare a fare campagne informative su alcol/droghe e guida: ma perché non si vedono mai spot e campagne sull’uso del cellulare in macchina? E le forze dell’ordine hanno spesso le mani legate: impotenti anche di fronte a quantità industriali di persone che, una volta fermate, negano sempre, ad ogni costo, anche di fronte all’evidenza, esaltando la cultura del falso e si lanciano in assurdi ricorsi e controricorsi alle sanzioni senza MAI assumersi le loro responsabilità. Che bell’esempio si da alle nuove generazioni…
Mi resta una sola consolazione, almeno: non essere affetto dalla sindrome del cosiddetto “ottimismo irrealistico”, ossia la consapevolezza che dopo tanto scrivere e parlare, appena salito in auto, l’incidente per distrazione potrebbe capitare proprio a me, anche per altri motivi…
Un’ultima precisazione: in un mondo di “sapientoni” la vignetta ha lo slogan in inglese: magari così alcuni di loro potranno riuscire a capire di che cosa si sta parlando… Mah…

Buon fine settimana a tutti e allacciamoci sempre le cinture,
Nicola

Commento di Ugo Fonzar: io in auto ci sto tanto e il telefono (con viva voce) lo uso un sacco… so di cosa stai parlando e dico “glom” (inghiottisco) pensando alla mia famiglia… grazie Nicola

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