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PATOLOGIE MUSCOLO-SCHELETRICHE IN OPERATORI ADDETTI ALLA MOVIMENTAZIONE DI PAZIENTI IN ISTITUTO DI RIPOSO PER ANZIANI

Questa notizia è stata tratta da: http://www.sicurezzaonline.it/

EVALUATING PATIENTS MANUAL HANDLING HAZARDS IN NURSING PERSONNEL OF A HOSPITIUM
ABSTRACT. Low back pain (LBP) and shoulder and arm disorders are common among workers exposed to risk due to manual weight lifting, and this health care problem is also very costly. We also know that nursing personnel exposed to manual patient handling activity report high number of work-related musculoskeletal disorders. The objective of our study was to evaluate the relationships between work and musculoskeletal disorders in personnel exposed to manual patient handling activity. 160 health care workers of an hospice exposed to patient handling were compared to a control group of 172 people not exposed to the handling risk. In our study we considered only subject with pathology already diagnosed, withdrawing people with disturbs but without clinical trials.
The statistical evaluation using the χ2 test has not shown any meaning in the comparison between the two groups, we have calculated the Odds Ratio risk for discal hernia and protrusion finding a risk between low and modest (1.52).
We think that the least prevalence of musculoskeletal disorders to the back in the group exposed to manual patient handling activity, could be explained partly with the “healthy worker” effect and partly with the workplace improvement. That is demonstrated also with the M.A.P.O. index scoring between 0 and 1.5 (negligible risk).

INTRODUZIONE
Le patologie muscolo-scheletriche acute e croniche del rachide e dell’arto superiore influiscono sulla salute e sulla qualità della vita per una larga parte della popolazione. Tra queste la lombalgia è uno dei problemi più comuni e significativi (1; 2; 9). Numerosi studi documentano l’elevata prevalenza di patologie del rachide lombare nel personale sanitario, con picchi di incidenza rilevati per gli O.S.S. (Operatori Socio Sanitari) maggiormente esposti alla movimentazione manuale dei pazienti (3; 5; 6; 10; 14; 18). Inoltre si è evidenziato che gli O.S.S. impiegati nei reparti di geriatria corrono un rischio più elevato rispetto ad operatori sanitari di altri reparti (12; 15). Tra gli O.S.S. risulta evidente una maggior prevalenza di patologie muscoloscheletriche a carico dell’arto superiore (16; 17), dovute all’uso di forza manuale in situazioni ergonomicamente sfavorevoli (7; 8). Tutte queste pubblicazioni, basate solo sulla raccolta di dati soggettivi tramite questionari anamnestici, concordavano nell’attribuire un aumento statisticamente significativo del rischio di sviluppare patologie a carico del rachide per gli O.S.S. In una review di Hoogendoorn WE e coll. del 1999 (11) sono state prese in considerazione 1363 pubblicazioni riguardanti i disturbi muscolo-scheletrici a carico del rachide. Tra queste solo 27 studi avevano caratteristiche tali da renderli affidabili di cui solo tre, definiti dall’autore della review di “bassa qualità”, esaminavano l’effetto della movimentazione manuale dei pazienti (22; 23; 24). Queste pubblicazioni concordavano nell’attribuire alla movimentazione dei pazienti un aumento statisticamente significativo del rischio di sviluppare patologie a carico del rachide. Hoogendoorn e colleghi vista la qualità delle ricerche e i parametri presi in considerazione per giungere alle conclusioni affermano che basandosi sugli studi attuali il rischio per gli O.S.S è moderato, non alto, e che l’Odds Ratio varia tra l’1,7 e il 2,7.

MATERIALI E METODI
Sono stati sottoposti a sorveglianza sanitaria 219 lavoratori di un istituto di riposo per anziani, 40 maschi e 179 femmine seguiti dal Servizio di Medicina Preventiva dei Lavoratori presso gli ambulatori del Laboratorio di Ergonomia.
Tra questi 160 con la mansione di O.S.S. addetti alla movimentazione dei pazienti.
Il gruppo di controllo di 172 soggetti è stato ottenuto intervistando lavoratori non esposti a movimentazione manuale dei carichi, per lo più amministrativi, afferenti ai nostri ambulatori per la sorveglianza sanitaria. Per l’intervista è stato adoperato il questionario “Valutazione clinicofunzionale del rachide”, modello messo a punto, sperimentato, validato e già largamente applicato dall’Unità di Ricerca EPM di Milano (19; 20). Tra tutti i pazienti visitati sono stati raccolti i casi con riscontri oggettivi di malattia ottenuti mediante accertamenti strumentali mirati. I dati raccolti sono stati suddivisi per sesso, età, anzianità lavorativa. I soggetti esposti sono stati valutati durante la normale visita di medicina preventiva a cui sono sottoposti con cadenza triennale.
Preliminarmente sono state calcolate le prevalenze delle patologie osteoarticolari.
Successivamente i dati sono stati valutati e le ipotesi verificate mediante il test del χ2. Tutte le analisi statistiche sono state eseguite con il programma Excel, mentre i dati sono stati raccolti e archiviati col programma Acces 2003.

RISULTATI
L’indagine è stata condotta su un campione di 160 lavoratori: 13 maschi (8,2%) e 147 femmine (91,9%). L’età media è di 39,32 anni ± 7,28 anni nel campione, di 34,92 ± 5,57 anni nei maschi e di 39,97 ± 7,30 anni nelle femmine. L’anzianità lavorativa in rapporto all’esposizione al rischio da movimentazione manuale di pazienti attuale e pregressa è di 7,03 ± 4,96 nel campione in toto, di 7 ± 4 anni nei maschi, di 7,04 ± 5 anni nelle femmine.
Il gruppo di controllo risulta composto da 172 soggetti: 73 maschi (42,4%) e 99 femmine (57,6%). L’età media è di 41,1 anni ±8,9 nei controlli, di 40,5 ± 9,1 anni nei maschi e di 41,6 ± 8,8 nelle femmine. L’anzianità lavorativa di questo secondo gruppo è di 11,7 ± 8,7 anni in totale, di 11,3 ± 8,7 nei maschi e di 11,9 ± 8,7 anni nelle femmine. Abbiamo calcolato le prevalenze di ciascuna delle principali alterazioni degenerative del rachide emerse, in funzione del sesso e delle classi di età confrontando da una parte il gruppo dei controlli e dall’altra gli O.S.S.: tra gli esposti di sesso maschile non si evidenzia alcun soggetto patologico, mentre nel gruppo dei controlli sono emerse 4 patologie, 3 soggetti presentavano un’ernia lombare (4,1%) con distribuzione omogenea per quanto riguarda l’età, nessun soggetto presentava protrusione discale lombare, uno spondilolistesi (1,4%).
Nel gruppo delle femmine, più numeroso e quindi più significativo dal punto di vista statistico per quanto riguarda gli O.S.S. le patologie totali riscontrate sono 14: 7 soggetti (4,8%) con ernie discali lombari di cui 3 nel gruppo tra i 30-39 anni (5,3%) altre tre nel gruppo 40-49 (4,8%) e l’ultima nell’intervallo tra i 50-59 anni (6,2%). Tra i controlli sono state riscontrate 4 ernie (4,0%) di cui 3 tra i 40-49 (7%) e una tra i 50-59 (5,3%). Nel gruppo dei casi sono state riscontrate tra le femmine 4 (2,7%) protrusioni discali lombari di cui 2 (3,5%) tra i 30-39 anni, 1 (1,6%) tra i 40-49 e l’ultima tra i 50-59 anni (6,2%), mentre nel gruppo di controllo è stata riscontrata in un soggetto (1,0%) una protrusione discale lombare nel gruppo di età compresa tra i 40-49 anni (2,3%). Le spondilolistesi seguono lo stesso andamento, infatti 3 (2,0%) soggetti del gruppo dei lavoratori esposti a rischio presentano tale patologia, uno nell’intervallo 30-39 anni (1,8%) e due in quello 40-49 (3,2%), mentre tra le femmine non esposte a rischio c’è solo un caso di spondilolistesi discale (1,0% rispetto al totale della popolazione) nel gruppo 40-49. L’Odds Ratio calcolato sui due gruppi mostra un valore di 1.52 (I.C.= 0.95). Abbiamo anche analizzato le prevalenze rispetto all’anzianità lavorativa di tutte le patologie del rachide lombare da noi considerate.

DISCUSSIONE
Gli studi presenti in letteratura sono rivolti prevalentemente alla ricerca dei disturbi (LBP) a carico del rachide, il nostro studio si è posto l’obbiettivo di calcolare la prevalenza di patologie muscolo-scheletriche a carico del rachide in un gruppo di operatori sanitari di una casa di riposo esposti al rischio da movimentazione manuale dei pazienti. Data l’impossibilità di reperire in letteratura le prevalenze di queste patologie nella popolazione non esposta a rischio abbiamo creato un gruppo di controllo di non esposti a movimentazione manuale di carichi per poterlo confrontare con il gruppo degli esposti.
È interessante osservare che le patologie al rachide rispetto all’anzianità lavorativa nel gruppo con movimentazione manuale dei pazienti aumentano in maniera lineare all’aumentare degli anni di impiego creando un trend molto evidente.
L’analisi statistica mediante il test del χ2 non ha evidenziato alcuna significatività, tuttavia calcolando l’Odds Ratio si è ottenuto un valore di 1.52 che indica un’associazione tra esposizione e malattia tra debole e modesta. I nostri risultati mostrano una prevalenza di patologie a carico del rachide lombare superiore nel gruppo di O.S.S. rispetto al gruppo di controllo, indicando una tendenza positiva tra esposizione e presenza di patologie. Ipotizziamo che questa debole associazione sia stata determinata in parte dall’effetto “lavoratore sano” ed in parte dagli interventi preventivi introdotti negli ultimi anni che hanno portato ad un miglioramento delle condizioni di lavoro (introduzione di letti ad altezza variabile e uso dei sollevatori e degli ausili minori). Infatti la stima del rischio calcolata nella stessa struttura con l’indice M.A.P.O. è risultata essere tra 0 e 1.5 (rischio trascurabile). I risultati del nostro studio evidenziano un OR di 1.52, valore di poco inferiore rispetto a quelli presenti in letteratura che mostrano un OR compreso tra 1,7 e 2,7.

Tabelle I e II
http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2009/infcro200902/infcro20090202tab1_2.pdf

BIBLIOGRAFIA
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Autori: S. Maso, P. Di Sebastiano, P. Mamprin, C. Garbin, A. Simonetti, P. Paruzzolo, G.B. Bartolucci
Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Padova
Corrispondenza: Stefano Maso Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Padova Via Giustiniani, 2 35128 Padova – e-mail ergonom@unipd.it

Fonte: 566 G Ital Med Lav Erg 2007; 29:3

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