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La data certa all’ufficio postale

Questa notizia è stata tratta da: http://www.puntosicuro.it/

L’apposizione della data certa presso un ufficio postale: uno strumento semplice e giudicato idoneo per rispondere alle prescrizioni del decreto legislativo 81/08. Le indicazioni per le modalità alternative.

L’articolo 28 del decreto legislativo 81/08 prevede, in merito alla valutazione dei rischi che questa abbia data certa:
Art. 28, comma 2. “Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa […]”.

In merito alle modalità per garantire la data certa del documento, il decreto legislativo 81/08 non si esprime. Sono quindi utili le indicazioni date dal Garante per la protezione dei dati personali in un provvedimento del 5 dicembre 2000 in cui sono elencate alcuni dei possibili strumenti idonei ad assegnare ad un documento una data certa.

Rimandando ad un precedente articolo di PuntoSicuro per l’illustrazione di queste possibilità, desideriamo evidenziare una semplice opportunità offerta degli uffici di Poste italiane: il ricorso alla cosiddetta “autoprestazione” prevista dall’art. 8 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull’involucro che lo contiene.

È sufficiente recarsi presso un ufficio postale e richiedere il servizio di “data certa”: “certificazione dell’esistenza di un documento in una determinata data”, servizio disciplinato dalla disposizione di servizio n. 93 del 6 settembre 2007.

Questa la procedura:
– apporre l’indicazione, datata e sottoscritta sulla prima pagina del documento, del numero delle pagine, preceduta dalla dizione “documento unico”;
– apporre la dicitura, sulla prima pagina del documento: “si richiede l’apposizione del timbro postale per la data certa”, seguito da data e firma;
– affrancare con francobolli (applicati sul primo foglio) e richiedere infine all’ufficio postale l’apposizione del timbro che annulli l’affrancatura.

In questo modo si ottiene la certezza dell’esistenza “di quel documento a quella data”.
In pratica è come richiedere una spedizione senza però far effettivamente viaggiare il documento, che infatti viene immediatamente restituito al mittente dall’ufficio postale.

Commento: come buttar via PIL senza far nulla di utile…

Commenti

    PierluigiBondi

    Posted in giovedì, 16 Ottobre 2008 at 7:04

    Se si applicano sistemi di gestione, la data certa è lo stato di revisione del documento.
    Non facciamo diventare il testo unico solo materia per avvocati e azzeccagarbugli o facciamo meglio ad andare tutti a casa.

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