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Testo Unico, chiarezza sulla proroga chiesta sui nuovi adempimenti in vigore dal 29 luglio 2008 – bis

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La 6.a Commssione del Senato ha approvato un emendamento al ddl n. 735-Senato di Conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97: tende a rinviare al 1 gennaio 2009 gli adempimenti sulla valutazione dei rischi che dovrebbero entrare in vigore il 29 luglio 2008. Andrà ora al parere delle Aule del Senato e della Camera.

L’Assemblea del Senato ha iniziato, ma non concluso, la discussione sulla approvazione (in prima lettura) della Conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini (Atto Senato n. 735).

Al provvedimento era statp proposto il noto emendamento approvato dalla 6.a Commssione del Senato (“Finanze e Tesoro”), che tendeva a rinviare al 1 gennaio 2009 gli adempimenti (e le relative sanzioni) sulla valutazione dei “nuovi ” rischi, che dovrebbero entrare in vigore il 29 luglio 2008.

Si tratta dei soli adempimenti (art. 306 del D.Lgs. 81/2008):
– introdotti per la prima volta con il “Testo Unico” e
– non previsti dalle precedenti disposizioni: es. D.Lgs. 626/94, D.Lgs. 494/96, ecc..

Infatti, il testo dell’ Emendamento n. 4.6., recita:
«2-bis. All’articolo 306, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole: “decorsi novanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana” sono sostituite dalle seguenti: “a decorrere dal 1º gennaio 2009″».

L’Assemblea del Senato:
– ha approvato alcuni articoli e vari emendamento, compreso il suiddetto
– ma non ha concluso la discussione, che è stata rinviata alla prossima settimana.

Una volta approvato dall’Aula di Palazzo Madama, il provvedimento dovrà, comunque, andare alla approvazione della Camera dei Deputati.

Per cui le attuali disposizioni rimarranno in vigore fino alla pubblicazione del provvedimento sulla G.U, che seguirà alla definitiva approvazione da parte sia del Senato e sia della Camera.

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