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Frico con Iva al 4 o al 10: la patata fa la differenza

Da: http://www.fiscooggi.it/

Aliquote diverse per due manicaretti con ingredienti simili, ma differente inquadramento doganale

“Frico” e “Frico di patate”, due leccornie una croccante l’altra gommosa, due aliquote Iva una al 4 l’altra al 10 per cento. Il motivo: i risultati dell’analisi chimica organolettica effettuata dai laboratori dell’agenzia delle Dogane che hanno condotto a una differente classificazione delle due specialità. In sostanza, “Frico” è un latticino, mentre “Frico di patate” è una “preparazione alimentare non nominata né compresa altrove”, per cui sconta una maggiore imposta.

È il chiarimento fornito dall’Agenzia con la risoluzione n. 294/E dell’11 luglio 2008 al titolare di una ditta produttrice di questi manicaretti, che chiedeva appunto di conoscere la corretta aliquota Iva applicabile alla cessione dei due prodotti.

La risposta è arrivata dopo l’acquisizione del parere tecnico delle Dogane, che attraverso i propri test di laboratorio ha potuto identificare il “Frico” come “una miscela di formaggi presentato sotto forma di agglomerati schiacciati a forma quadrata, tipo crostini e rotture degli stessi di forme e dimensioni varie, dello spessore variabile tra 5 e 8 mm, spugnosi, friabili e untuosi al tatto, di colore giallo chiaro con odore caratteristico di formaggio” (codice NC 0406 9096 – Iva al 4%).

Il “Frico di patate” è, invece, costituito da “da una miscela di formaggi grattugiati, cotti in forno previa l’aggiunta di patate” e “si presenta sotto forma di un panetto morbido di consistenza gommosa, di colore giallo dorato, untuoso al tatto, odore di formaggio, sapore acidulo e dal riconoscibile gusto di patate e formaggio” (codice NC 2106 9098 – Iva al 10%).

Paola Pullella Lucano

Ndr: NOTIZIA IMPORTANTE PER NOI FRIULANI!!!

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