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Il ruolo strategico del risk management

Questa notizia è stata tratta da: http://www.sicurezzaonline.it/

Nel contesto in cui oggi operano le imprese cresce la loro vulnerabilità ed il numero dei rischi cui sono soggette.
Molteplici obiettivi devono essere perseguiti simultaneamente – efficienza ed efficacia, redditività e sviluppo – ed i rischi che possono minacciarne il perseguimento sono presenti non solo nelle funzioni dell’azienda tradizionalmente orientate alla gestione del rischio (quale la funzione Finanza), ma anche in tutte le altre, così come il rischio è presente in modo pervasivo in tutti i processi aziendali.
I rischi rappresentano infatti l’insieme della possibilità di un evento e delle sue conseguenze sugli obiettivi, e per questo coinvolgono l’organizzazione nella sua globalità e nel suo andamento futuro.
Per essere competitive, quindi, le imprese dovrebbero conoscere e gestire i rischi connessi alle loro attività, aree strategiche di affari e linee di sviluppo future. Senza una oculata gestione del rischio, le organizzazioni potrebbero vedere seriamente compromessa la loro capacità di conquistare i traguardi prefissati.
Il rischio si può manifestare in molte forme, sia quale risultato esclusivamente negativo o anche come potenziale opportunità; può riferirsi ad ambiti aziendali o decisionali differenti, e avere di volta in volta diversa natura. Le modalità di accadimento possono a loro volta essere molteplici. Oltre alla gestione del rischio in senso stretto, non possono poi essere tralasciati i suoi aspetti tipicamente configurabili nei concetti di gestione della crisi e di gestione della continuità aziendale.
Il processo di comunicazione e valutazione dei rischi appare quindi essenziale per una sua corretta gestione. A tal fine, è cruciale il coinvolgimento trasversale sia del vertice aziendale – l’imprenditore e l’Alta Direzione – sia del management che opera a stretto contatto con tutte le attività d’azienda, sia del personale nella sua interezza in termini di formazione ed informazione. Sempre in tema di valutazione del rischio, la stessa scelta delle tecniche di assessment dipende, di volta in volta, da diversi fattori: la cultura aziendale, l’attitudine al rischio propria del vertice aziendale, le finalità con cui si effettuano le valutazioni e, non ultima, la natura dei processi indagati. Di fronte a rischi sempre più eterogenei e di difficile percezione, il management dovrebbe quindi adottare diverse ottiche e metodi di analisi, accrescendo così la capacità di valutazione.
Negli ultimi tempi si vanno diffondendo molteplici ed utili approcci alla gestione dei rischi di business, finanziari e reputazionali. Emergono il concetto di Enterprise Risk Management, che sottolinea l’importanza di gestire i rischi in ottica di corporate governance, e di Supply Chain Risk Management, che sottolinea l’importanza di gestire i rischi non solo nella singola organizzazione, ma nel network di imprese. In tale contesto, la gestione del rischio diviene particolarmente critica e complessa. La manifestazione dei rischi valica i confini dalle singole funzioni e dell’impresa, diventando quindi tendenzialmente più difficile da prevedere e monitorare.
Parallelamente, tuttavia, le aziende hanno sempre più bisogno di strumenti di gestione del rischio snelli e flessibili, basati su una cultura condivisa e non solo su procedure scritte.
La realizzazione della norma UNI 11230, e la fattiva collaborazione di UNI in ambiente ISO, è in questo senso un passo concreto verso la diffusione di conoscenza, cultura e consapevolezza sui temi del Risk Management. Essa nasce da una attenta considerazione delle fonti eterogenee di natura legislativa, regolamentare e tecnica (ISO, IEC, CEN e nazionali) e dalle linee guida e codici di pratica settoriali. In essa sono state considerate le caratteristiche intrinseche di specifici settori, dove sono presenti situazioni già consolidate (tecniche, nomenclature, usi e consuetudini, oltre ai legami/vincoli di carattere legislativo) e dove nuove tendenze sono in atto.
Il contributo della norma – oltre che rappresentare un riferimento importante per l’elaborazione di futuri documenti normativi in tema – vuole rispondere alla crescente esigenza di affrontare e sviluppare il tema del risk management nelle organizzazioni sia di piccola che di grande dimensione, appartenenti a diversi settori e con diversi orientamenti strategici.

Antonio Borghesi
Deputato al Parlamento Italiano
Coordinatore del GL UNI Terminologia del rischio

Fonte: Q&C – Gennaio 2008

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