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Cantieri edili: stop alle attività se si violano le norme sulla sicurezza

Questa notizia è stata tratta da: http://www.edilportale.com/

Circolare del Ministero del Lavoro: il documento di valutazione dei rischi non deve essere ‘statico’ ma ‘dinamico’
di Rossella Calabrese

19/11/2007 – La sospensione delle attività per gravi e reiterate violazioni delle norme sulla sicurezza dei lavoratori si applica anche alle imprese edili. Lo afferma il Ministero del Lavoro con la Circolare n. 24 del 14 novembre 2007.

La nuova circolare chiarisce i dubbi sorti a seguito della Circolare n. 25/I/0010797 del 22 agosto 2007 che ha fornito le prime indicazioni sulla Legge 123/2007 in materia di sicurezza dei lavoratori.

Secondo la Circolare di agosto, il provvedimento di sospensione delle attività – previsto dall’art. 5 della Legge 123/2007 – si applica a tutte le attività imprenditoriali che esulano dal campo di applicazione dell’art. 36 bis del decreto legge n. 223 del 2006 (convertito dalla legge n. 248/2006) “e quindi al di fuori dell’ambito dell’edilizia”. L’edilizia sembrava dunque esclusa dalla possibilità della sospensione per violazioni delle leggi sulla sicurezza.

Ora, secondo le nuove indicazioni – che modificano parzialmente e integrano i contenuti della circolare di agosto – l’elemento innovativo introdotto dall’art. 5 della Legge 123/2007, cioè il presupposto delle “gravi e reiterate violazioni delle norme sulla sicurezza” rafforza l’efficacia dello provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale a tutte le realtà caratterizzate da rischi rilevanti a da un alto tasso di infortuni. Ne consegue che la nozione di attività imprenditoriale non può non ricomprendere l’edilizia, settore nel quale è necessario, più che in altri, elevare gli standard di sicurezza dei lavoratori.

Resta ferma la non applicazione del provvedimento per quelle attività la cui sospensione comporterebbe un pericolo per i lavoratori e i terzi, un irrimediabile degrado di attrezzature e impianti, o una interruzione di pubblico servizio (trasporto pubblico, erogazione elettricità, gas, ecc.).

Un altro dubbio sollevato era quello relativo alla ripartizione delle competenze tra gli ispettori ministeriali e il personale ispettivo delle ASL: la circolare chiarisce che agli ispettori ministeriali spetta la competenza a sospendere le attività limitatamente al settore delle costruzioni edili o di genio civile, ai lavori in sotterraneo e gallerie, ai lavori mediante cassoni in aria compressa e subacquei, ai lavori in ambito ferroviario e nel settore delle radiazioni ionizzanti.

Per quanto riguarda il requisito della reiterazione della violazione, esso va inteso come ripetizione delle condotte illecite “gravi” nell’ultimo quinquennio, a decorrere però dal 25 agosto 2007, data di entrata in vigore della Legge 123/2007. L’elenco delle “gravi” violazioni sarà definito successivamente.

La revoca del provvedimento di sospensione è subordinato al pagamento di una “sanzione amministrativa aggiuntiva”, che è in realtà un “onere economico accessorio” che viene addebitato in caso di violazioni connesse all’impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture contabili.

La circolare fornisce, inoltre, indicazioni sulla norma della Legge 123/2007 che sostituisce il comma 3 dell’ articolo 7 del Dlgs 626/94 prevedendo che il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento relativi alla pianificazione della sicurezza, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze. Tale documento deve essere allegato al contratto di appalto o d’opera.

La nozione di appalto – spiega la circolare – comprende il subappalto, e la fornitura e posa in opera di materiali. L’obbligo del documento unico di valutazione dei rischi si applica a tutti gli appalti c.d. “interni” nei confronti di imprese e lavoratori autonomi, ma anche nei casi di affidamento di lavori e servizi extraziendali, necessari alla realizzazione del ciclo produttivo dell’opera o del servizio.

Il documento unico di valutazione dei rischi non deve essere “statico” ma necessariamente “dinamico”, per cui la valutazione effettuata prima dell’inizio dei lavori deve essere aggiornata in caso di successivi subappalti o forniture e posa in opera, e in caso di modifiche in corso d’opera.

Per quanto riguarda, inoltre, l’accesso al documento di valutazione dei rischi, da parte del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (disciplinato dall’art. 19, comma 5, del Dlgs 626/94, come modificato della Legge 123/2007), la circolare spiega che il datore di lavoro è tenuto a consegnare materialmente al Rappresentante dei Lavoratori una copia del documento e il registro degli infortuni.

Relativamente, infine, all’obbligo del tesserino di riconoscimento del personale, viene chiarito che tale obbligo vale solo per gli appalti “interni”, essendo finalizzato all’identificazione del personale impegnato in contesti complessi caratterizzati dalla compresenza di più imprese in uno stesso luogo.

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Commento di Ugo Fonzar: certo che a fare le circolari si sta poco… a fare i documenti tanto… a fare sicurezza niente… chiedo ai vertici ministeriali se applicano anche loro la 626 o no… e se sanno di cosa stanno parlando o no…

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