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Impalcatura furba nel 1997

Mi scrive Raffaele e pubblico volentieri le sue osservazioni

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Ciao Ugo, rispondo alla notizia del “trabattello furbo” con una foto fatta nel 1997 in un cantiere in cui ero direttore dei lavori. Le foto si commentano da sole, in 10 anni di 626 nulla è cambiato, anche se la 494 è partita un pò dopo per i cantieri. Dobbiamo riflettere, tutti. Io per primo. Ma quello famosa autocertificazione per le imprese al disotto dei 10 dipendenti, tanto invocata dalle categorie è stato un vero boomerang. I nostri pittori del trabattello di Massimo forse hanno fatto l’autocertificazione….. anche per la formazione……
Mandi,
Raffaele

Commenti

    PierluigiBondi

    Posted in lunedì, 6 Agosto 2007 at 12:49

    Non è cambiato nulla perchè noi per primi non siamo cambiati. Quanti di noi se vedono una cosa del genere si fermano e fanno fermare i lavori o quanti si lamentano e tirano dritto…..
    Non sempre le soluzioni ce le fornisce il mercato ma molto spesso….ce le dobbiamo inventare e costruire da soli. Quello su cui dobbiamo pensare è “cosa servirebbe a risolvere quel problema”, poi si passa a vedere se il mercato lo offre e altrimenti lo si progetta.
    Pensiamo al caso dell’altro giorno in cui per l’appoggio su scalino, invece di un terminale del trabatello su ruota, forse basta una zanca a 90° che vada in battuta sullo scalino e dal lato opposto la possibilità di altezze regolabili con un freno o un blocco delle ruote. Anche in questo caso se le gambe fossero autonomamente e diversamente allungabili….
    Le soluzioni ci sono sempre (possono al più essere antieconomiche) ma spesso è la volontà di pensare “fuori dal coro” che ci manca.

    Ugo Fonzar

    Posted in lunedì, 6 Agosto 2007 at 13:05

    Pierluigi tutto giusto quel che dici… aggiungerei anche un salto culturale da parte delle ditte esecutrici… Raffaele cerca di scegliere quelle che “seguono” i suoi consigli in materia di sicurezza e io cerco di fare uguale… le aziende menefreghiste cerco (cerchiamo) di lasciarle stare (ciò vale per chi “si può permettere” di scegliere i propri clienti… e ciò non sempre è facile!)

    salutoni

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