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NUOVI DATI SULLA RISPOSTA DEL SISTEMA IMMUNITARIO DI DONNE ESPOSTE A CAMPI ELETTROMAGNETICI INDOTTI DA STAZIONI RADIOTELEVISIVE

Questa notizia è stata tratta da: http://www.sicurezzaonline.it/

INTRODUZIONE
Il sistema immunitario e quello nervoso rispondono in modo integrato a stimoli ambientali e comportamentali (1). In particolare è stato osservato che l’efficienza dell’immunità naturale ed acquisita, che protegge da cancro ed infezioni (2), è correlata con stile di vita ed stato di salute mentale (3). Nel 2000, è stato iniziato dal nostro gruppo uno studio longitudinale sulla risposta del sistema immunitario (sottopoplazioni linfocitarie ematiche e rilascio di citochine da cellule mononucleate di sangue periferico (PBMC)) in donne esposte nelle loro abitazioni campi elettromagnetici (CEM) indotti da onde radio-televisive (4). In questa ultima indagine, oltre a parametri immunitari immunitari indagati in precedenza è stato determinato nelle stesse donne anche l’attività citotossioca ematica NK ed il grado di ansietà.

NEW RESULTS ON THE IMMUNE RESPONSE OF WOMEN EXPOSED TO ELECTROMAGNETIC FIELDS PRODUCED BY RADIOTELEVISION BROADCASTING STATIONS

ABSTRACT. Twelve women, five of them housewives, exposed in their residences to electromagnetic fields (EMFs) emitted by radio-television broadcasting stations for a mean period of 13 years, were investigated. The EMFs in the balconies of the homes were (mean + S.D.) 4.3 + 1.4 V/m in the year 2000 and 3.7 + 1.3 V/m in 2005, while the exposure in the nearby area was <2.0 V/m. The EMF exposed women showed in 2000 reduced blood NK lymphocytes as well as PHA stimulated PBMC proliferation and IL-2 and IFN- ã. release. In the year 2005, the EMF exposed women and 48 control women with similar age (mean 43 years), smoking habit, atopy and social level were investigated. State (temporary) and trate (tendency of the personality) anxiety were determined by STAI I and II, respectively. Blood cytotoxic activity and lymphocyte subsets were also determined. The ratio STAI I/STAI II of the EMF exposed group was lower than that of the control. The blood cytotoxic activity of the exposed women was lower (p<0.01), % of B CD45+-CD19+ lymphocytes higher and % of CD45+-CD3+-CD8+ cells lower (p<0.05). Moreover, cytotoxic activity/CD45+-CD16+-56+ NK lymphocytes of the controls was negatively correlated with STAI I and STAI II (p<0.001). In conclusion, this study demonstrates reduced blood cytotoxic activity and increased trate anxiety in relation to state anxiety in EMF exposed women. An effect of EMFs on immune functions, in part mediated by nervous mechanisms, may be hypothesized. Morever, the influence of lifestyle may not be excluded.

MATERIALI E METODI
Non venivano inclusi nell’indagine soggetti portatori di patologie od in trattamento farmacologico. I prelievi ematici delle donne venivano effettuati nella fase centrale del ciclo mestruale. Nel 2000 e nel 2005 sono state indagate le stesse dodici donne (facenti parte di un gruppo di 19 donne studiato nel 2000), in prevalenza casalinghe con età media di 43 anni, esposte nello loro abitazione a CEM indotti da trasmittenti radiotelevisive (4). Il gruppo di controllo nel 2000 era composto da 36 donne (in prevalenza ricercatrici e personale sanitario dell’università) con simile età ed abitudine al fumo e nel 2005 da 48 donne (in prevalenza impiegate). Dal 2000 al 2005 l’esposizione a CEM (range 500 KHz-3GHz) delle donne esposte, determinata sui balconi delle abitazioni (range: 2,5-6,5 V/m; media 4,3 V/m), subì una lieve riduzione (range: 2,5 V/m – 6,0 V/m; media: 3,7 V/m), mentre l’esposizione delle 48 donne di controllo rimase inferiore a 2 V/m. L’ansia di stato (temporanea) veniva misurata dallo STAI I, e l’ansia di tratto (come tendenza della personalità) dallo STAI II (5). Venivano raccolti dei campioni di sangue per determinare: a) l’attività citotossica su cellule di leucemia eritrocitaria (usando il test Cytotox 96, promega, Southampton, UK); b) le sottopopolazioni linfocitarie CD45+, CD45+- CD3+, CD45+-CD3+-CD4+, CD45+-CD3+-CD8+, CD45+-CD3-CD8+, CD45+-CD16+-56+ e CD3+-CD19+ mediante un citofluorimetro della Becton-Dickinson (San Jose, CA, USA) a 4 colori con il supporto di un campionatore automatico SP-1 della Becton-Dickinson.

RISULTATI
Nel 2000 le 12 donne esposte a CEM presentavano, rispetto al gruppo di controllo, un numero ridotto di cellule NK CD16+-CD56+ ematiche, riduzione della proliferazione cellule PBMC stimolate con PHA e diminuito rilascio di IL-2 ed IFN-ã dalle PBMC (4). Nel 2005, il rapporto STAI I /STAI II del gruppo esposto a CEM era più basso di quello del gruppo di controllo dovuto ad un lieve aumenti dello STAI II nel gruppo esposto a CEM (Tabella I). L’attività citotossica delle donne esposte era inoltre più bassa (Tabella I). Nel 2005, le cellule NK CD45+-CD16+-CD56+ delle donne esposte a CEM erano leggermente ridotte; le percentuali dei linfociti B CD45+- CD19+ delle donne esposte erano aumentate in modo statisticamente significativo mentre quelle dei linfociti T citotossici CD45+-CD3+-CD8+ erano più basse rispetto a quelle delle donne di controllo.

Tabella I. STAI I e STAI II, sottopopolazioni linfocitarie ed attività citotossica ematica di donne esposte a CEM indotti da onde radiotelevisive

DISCUSSIONE
I risultati ottenuti sugli stessi soggetti nel 2000 e nel 2005 sono in parte in accordo. Nella prima indagine, il gruppo esposto a CEM presentava una riduzione statisticamente significativa delle cellule citotossiche NK e del rilascio di IFN-ã. dalle PBMC. Nel “follow up” lo stesso gruppo presentava una lieve riduzione dei linfociti NK, riduzione statisticamente significativa delle cellule citotossiche T e riduzione dell’attività citotossica ematica (non determinata nell’indagine precedente). L’indagine longitudinale dimostra che l’esposizione a CEM indotta da onde radio-televisive ha effetti sull’attività citotossica ematica, in parte riducendo il numero delle cellule citotossiche ematiche. Non è tuttavia da escludere che lo stile di vita delle casalinghe esposte a CEM possa avere avuto effetti sull’attività citotossica ematica (3). La riduzione del rapporto STAI I/STAI II (dovuta ad aumento dei valori dello STAI II) osservata nelle donne esposte a CEM indotti da onde radiotelevisive non può essere spiegata solamente con una aumentata percezione del rischio ambientale. Al contrario, questi risultati preliminari non escludono che i CEM possono avere effetti sul sistema nervoso aumentando la situazione di ansia legata alla personalità. In questo caso gli effetti sul sistema immunitario potrebbero essere sia diretti, che mediati da meccanismi nervosi e neuroendocrini (1).

BIBLIOGRAFIA
1) Kempurai D, Konstatinidou A, Boscolo P e coll. Cytokines and the brain. Int J Immunopathol 2004; 17: 229-232.
2) Male D, Cooke A, Owen M, Trowsdale J, Champion B. Advanced Immunology, Third Edition.
3) Mosby in London, 1996.
4) Morimoto K, Takeshita T, Inoue-Sakurai C, Maruyama S. Lyfestile and mental health status are associated with natural killer cell and lymphokine activated killer cell activities. Sci. Total Environ. Env 2001; 270: 3-11.
5) Boscolo P, Di Sciascio MB, D’Ostilio S e coll. Effects of electromagnetic fields produced by radiotelevision broadcasting stations on the immune system of women. Sci Total Environ 2001; 273: 1-10.
6) Spielberger CD. Inventario per l’Ansia di Stato e di Tratto (versione italiana). O.S. Organizzazioni Speciali, Firenze, 1989.

Autori: P. Boscolo1,4, A. Donato1, G. Paiardini2, S. Morelli2, M. Reale3, A. Antonucci1, V. Dadorante3, A. D’Intino1, M. Grapshi1, S. Pulini1, D. Di Giuseppe1, M. Koury, M. Di Gioacchino1,4, L. Di Giampaolo1,4
1 Unità operativa di Medicina del Lavoro, Dipartimenti di 1 Scienze Biomediche, 3 Oncologia e Neuroscienze” e 4 Scienze dell’invecchiamento dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
2 ISPESL
Corrispondenza: P. Boscolo – Medicina del Lavoro, Università G. D’Annunzio, Via dei Vestini – 66100 Chieti, Italy – Tel. e Fax: +39-0871-3556704; E-mail: boscolo@unich.it

Fonte: G Ital Med Lav Erg 2006; 28:3, Suppl

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Si omette la tabella citata

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