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Commenti sulla novit? per gli uffici e la prevenzione incendi – DM 22-02-06

Tratto da un articolo di Mario Abate (con modeste considerazioni del sottoscritto)

Con l?emanazione del decreto del Ministro dell?interno 22 febbraio 2006 relativo agli edifici e/o locali
destinati ad uffici, si pu? dire che in pratica tutte le attivit? di tipo civile soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi (scuole, edifici di civile abitazione, locali di pubblico spettacolo, impianti sportivi,
strutture sanitarie, attivit? ricettive, edifici pregevoli per arte o storia, ecc.) sono ora disciplinate da una
specifica regola tecnica anche se nel caso delle attivit? commerciali il riferimento normativo ? una circolare
ormai datata (la n. 75 del 1967 e successive integrazioni) non certo esaustiva di tutti gli aspetti connessi con
la sicurezza antincendio.

Campo di applicazione del decreto: ? riferito ad uffici, pubblici e privati, con oltre 25 persone presenti da realizzare in edifici e/o locali di nuova costruzione.
Sono assimilati a questi ultimi gli uffici:
– da realizzare in edifici e/o locali gi? esistenti ma adibiti in precedenza ad altra destinazione d?uso;
– esistenti alla data di entrata in vigore del decreto (1? aprile 2006) e gi? adibiti ad uffici qualora siano
oggetto di modifiche sostanziali, per le quali devono intendersi gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Sono invece esplicitamente esclusi dal campo di applicazione gli uffici in cui sono presenti
contemporaneamente non pi? di 25 persone e quelli annessi o inseriti in reparti di lavorazione e/o deposito di
attivit? industriali ed artigianali ai quali, naturalmente, si applica comunque la vigente legislazione inerente
la sicurezza antincendio sui luoghi di lavoro (D.M. 10 marzo 1998).

E’ stato imposta la realizzazione di misure tese a migliorare la sicurezza
antincendio (da completare in 5 anni) solo nel caso di attivit? comprese nel punto 89 del D.M. 16 febbraio
1982 (ossia con oltre 500 addetti) provviste del nulla osta provvisorio ovvero prive di qualsiasi
autorizzazione amministrativa ai fini antincendio, escludendo quindi dall?obbligo di adeguamento gli uffici
in possesso del certificato di prevenzione incendi oppure per i quali sia gi? stato approvato un progetto dal
competente Comando provinciale VV.F. e siano in corso i lavori ivi previsti.

Gli uffici non soggetti: GROSSA NOVITA’ PROCEDURALE!
Poich? il legislatore, nel rispetto delle competenze attribuitegli, ? intervenuto a normare anche attivit? che
non sono soggette ai controlli di prevenzione incendi ai fini del rilascio del certificato, sembra
particolarmente utile la previsione riportata all?articolo 5 ove ? stabilito che qualora gli uffici con meno di
500 addetti presentino caratteristiche tali da non consentire l?integrale osservanza delle disposizioni tecniche
previste, ? possibile presentare al Comando provinciale VV.F. domanda motivata per l?ottenimento della
deroga, secondo le indicazioni fornite nell?articolo 5 del D.M. 4 maggio 1998. Il Comando esamina la
richiesta entro 60 giorni dal ricevimento ed esprime un proprio motivato parere la cui osservanza ? tuttavia
rimessa alla diretta responsabilit? del titolare dell?attivit? venendo meno, in tale circostanza, la verifica da
parte dell?organo di controllo.

Questo criterio innovativo non ? invece esteso ad altre attivit?, che pur non essendo soggette al rilascio del certificato e non potendo quindi accedere, alla procedura di deroga cos? come disciplinata dall?articolo 6 del D.P.R. n. 37/1998, sono per? comprese nel campo di applicazione di una specifica regola tecnica di prevenzione incendi la cui osservanza ? naturalmente cogente (si pensi ad esempio alle residenze turistico-alberghiere, alle centrali termiche con
potenzialit? inferiore a 100.000 kcal/h, alle strutture sanitarie con meno di 25 posti letto, ecc.).

Considerazione finale 1: le prime deroghe saranno interessanti da seguire (chi inizia prima fa anche SCUOLA per gli altri) e se qualche lettore della presente riporta la sua esperienza son ben felice di ospitarlo dentro queste news.

Considerazione finale 2: certo che i Comandi dei VVF gi? oberati di pratiche dovranno assumersi l’onere di valutare quelle non soggette al loro controllo… sperin ben!

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