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Codice degli appalti pubblici: approvazione definitiva

Recepite le direttive comunitarie. Introdotti nuovi istituti quali avvalimento, accordi quadro, dialogo competitivo
di Rossella Calabrese

? stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, il nuovo Testo unico degli appalti pubblici.

Il decreto legislativo recante il Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture attua le direttive comunitarie 2004/17/CE e 2004/18/CE, apportando significative modifiche alla legislazione nazionale sugli appalti il cui principale riferimento ? la legge Merloni (109/1994).

Ripercorrendo brevemente l?iter di formazione del testo, ricordiamo che, con l?art. 25 della legge 18 aprile 2005 n. 62 (legge comunitaria 2004), il Parlamento aveva delegato il Governo a recepire le Direttive comunitarie 17 e 18 del 2004. Il Governo ha istituito una commissione ad hoc, presieduta dal presidente del Tar Lazio Pasquale De Lise, che ha presentato una prima bozza del Testo unico a met? dicembre 2005.

Successivamente, le Commissioni parlamentari, il Consiglio di Stato e gli enti locali hanno esaminato il provvedimento ed espresso i relativi pareri (positivi quelli di Commissioni e Consiglio di Stato, fortemente negativo quello delle Regioni) subordinati a numerose condizioni, in base alle quali sono state apportate diverse modifiche al testo originario.

?Accanto al puntuale recepimento delle norme comunitarie ? si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi – si ? provveduto ad innovare in settori in cui maggiormente la disciplina nazionale si discostava dagli indirizzi europei, prevedendo perci?, tra l’altro, oltre ai nuovi istituti di derivazione comunitaria dell’avvalimento degli accordi quadro, del dialogo competitivo e delle aste elettroniche, la scelta non pi? predeterminata per legge tra criterio di aggiudicazione del prezzo pi? basso e criterio dell’offerta economicamente pi? vantaggiosa. E’ stato stabilito un pi? puntuale accoglimento delle direttive comunitarie in tema di tutela giurisdizionale e precontenziosa. Il codice prevede, infine, che i requisiti per la qualificazione delle imprese siano acquisiti esclusivamente tramite l’Autorit? di vigilanza sui lavori pubblici, contribuendo cos? a qualificare realmente le imprese stesse ed eliminando ogni fenomeno distorsivo. Pur nel perseguimento di una maggiore snellezza e flessibilit?, ? stata fatta salva tutta la vigente disciplina antimafia e di sicurezza dei cantieri?.

L?intenso lavoro di riscrittura delle ultime settimane ha tuttavia portato ad una versione del testo meno innovativa di quella originaria; ad esempio nel testo definitivamente approvato torna a 100 mila euro la soglia entro la quale ? possibile ricorrere all?affidamento diretto (non 211 mila come proposto inizialmente); anche il tetto massimo per i lavori in economia torna a 200 mila euro (era 500 mila euro nella prima versione); la licitazione privata ritorna agli attuali 750 mila euro (1,5 milioni di euro nella prima bozza).

Introdotta anche una norma che prevede la revisione straordinaria dei certificati lavori presentati delle imprese. Per quanto riguarda la possibilit? per i privati di realizzare opere di urbanizzazione a scomputo e senza gara, ? previsto che ci? sar? limitato alle sole opere di urbanizzazione primaria.

Come richiesto dal Consiglio di Stato, ? stato definito meglio l?ambito della competenza statale in relazione ad alcune materie che l?art. 117, comma 2, della Costituzione attribuisce alle Regioni.

Il nuovo Codice entrer? in vigore 60 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Questa notizia ? stata tratta da: www.edilportale.com

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