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Efficienza energetica in edilizia: un investimento che si ripaga velocemente ma necessita di molta informazione

Da: http://www.uni.com/

Oltre 130 rappresentanti di enti locali, studi di progettazione, societ? realizzatrici di impianti e di costruzione edilizia si sono riuniti il 21 novembre a Milano, presso la sede UNI, per confrontarsi sul tema dell?uso razionale dell?energia negli edifici civili e per il terziario, oggetto del convegno organizzato da Fondazione Megalia in collaborazione con Assopetroli, Assovetro, Isover, GRTN Gestore del Sistema Elettrico e UNI.

Il recepimento della direttiva 91/2002 sul rendimento energetico in edilizia ha reso nuovamente attuali temi gi? trattati a livello legislativo negli anni ’90 (a suo tempo definiti come conseguenza del progetto finalizzato ?Energetica? scaturito come risposta scientifica al primo shock energetico) ma purtroppo mai decollati per la scarsa sensibilit? energetica dell?opinione pubblica e della ridottissima capacit? di fare applicare la legge da parte delle autorit? locali.

Secondo Giacomo Elias dell?Universit? Statale di Milano, oggi, a fronte dell?ennesimo shock petrolifero, ? inderogabile una corretta valutazione dei maggiori costi per costruire edifici ed impianti efficienti a livello energetico, per dissipare la cattiva informazione che impedisce il decollo dell?edilizia sostenibile, lo sviluppo di attivit? complesse di esercizio-conduzione-controllo-manutenzione degli impianti e quindi ottenere dei risparmi.
E? inoltre fondamentale colmare un gap a livello di progettazione e realizzazione degli edifici, poich? la differenza di impostazione (e quindi di esigenze da soddisfare) tra chi realizza un?opera e chi deve gestirne la vita ? molto ampia. Bisogna riavvicinare il concetto di ?costruzione? con quello di ?vita? dell?edificio: le economie che beneficiano la costruzione (scarso isolamento, impianti maldimensionati, etc?) influiscono negativamente su tutta la vita utile dell?immobile, auspicabilmente per numerosi decenni!

Per Alfredo Sacchi del Politecnico di Torino, pi? che di risparmi bisogna parlare di riduzione degli sprechi. La direttiva 91/2002 prevede alcuni spunti molto interessanti da questo punto di vista: primo fra tutti la misurazione dei consumi, seguito dalla conseguente certificazione energetica dell?immobile (che diventa elemento fondamentale nelle compravendite di immobili), dall?aggiornamento professionale degli operatori e dal coinvolgimento dei consumatori nella definizione dei regolamenti applicativi della direttiva stessa.
La direttiva ? un ottimo strumento -forse tardivo- che pu? aiutare a sviluppare le azioni necessarie al suo successo (ottimizzazione della coibentazione, efficienza degli impianti, valutazione dei costi/benefici della costruzione in ragione dell?esercizio, sinergie con l?isolamento acustico) ma che corre gli stessi rischi delle leggi che lo hanno preceduto: rimanere inapplicata se tutti gli interessi coinvolti non ne sposeranno la causa.

Enrico Nannei dell?Universit? degli Studi di Genova ha evidenziato l?importanza della gestione degli impianti e di un?adeguata cultura della manutenzione, che in Italia manca perch? prevale la sensibilit? al costo immediato e visibile della manutenzione rispetto al risparmio -meno visibile- di lungo periodo dato dal corretto funzionamento.

Inoltre, gran parte dell?inefficienza degli impianti termici ? data dal sovradimensionamento, condizione che fa funzionare male l?impianto ne aumenta l?usura e il costo senza garantire il comfort degli abitanti dell?immobile.
La ?telegestione? degli impianti -basata su rilevatori di dati, software di calcolo e microprocessori che elaborano ed incrociano i dati di diversi sistemi- pu? aiutare ad ottimizzare il rendimento, intervenendo a distanza sugli impianti in tempo reale e riducendo gli sprechi.

Nella tavola rotonda a seguire sono state proposte e discusse testimonianze ed esperienze concrete di gestione energetica efficiente: a partire dall?Ospedale San Martino di Genova, dove solo negli ultimi 4/5 anni ? stata creata una cultura della gestione dell?impiantistica, della manutenzione e dell?efficienza con investimenti di razionalizzazione e rinnovo dell?ordine di 70 milioni di euro.
L?esperienza dell?ATER di Padova (che gestisce oltre 10.000 unit? abitative residenziali nel capoluogo) ha permesso anche di quantificare i costi e i tempi di recupero degli investimenti per l?efficienza energetica in occasione del recente recupero edilizio di un insediamento di 200 appartamenti: le maggiori spese sostenute per realizzare i tetti ventilati, rivestire a cappotto le facciate, rifare i serramenti e le vetrate, isolare le partizioni interne e i solai, realizzare sistemi di ventilazione controllata e dotare di impianti ?a norma? gli appartamenti verranno infatti recuperate in soli 5/6 anni di gestione termica ?efficace?!

L?esperienza della societ? di costruzioni e sviluppo immobiliare Bertelli-Guerrini ha permesso di quantificare i maggiori costi per portare un edificio residenziale nelle classi pi? virtuose della scala di efficienza energetica: con maggiori oneri che vanno dal +2,5% a +4,5% si ottengono immobili a basso costo di esercizio (?classe B?) per i quali per? ? ancora difficile trovare un mercato sensibile. Grande sforzo ? stato quindi fatto per formare la rete vendita e le agenzie immobiliari affinch? facessero comprendere ai clienti i valori intrinseci e di lungo periodo di questi immobili, cos? come vengono periodicamente tenuti aggiornati i professionisti della progettazione e della costruzione per farli lavorare secondo gli stringenti standard aziendali.
Solo con uno sforzo a livello ?culturale? ? stato possibile creare un mercato crescente che sa valorizzare l?edilizia efficiente.

Il dibattito si ? quindi concentrato sui materiali, evidenziando le caratteristiche del vetro ?moderno?: sempre pi? accattivante dal punto di vista estetico, robusto ma soprattutto isolante. Mario Boschi, presidente della Commissione Tecnica ?Vetro? dell?UNI ha esposto i sorprendenti risultati delle retrocamere e dei processi di ?coating? (rivestimento) dei vetri che permettono di ridurre di oltre 80% la dispersione termica e di aumentare anche oltre la capacit? filtrante, con la conseguenza che -secondo stime aggiornate- la sostituzione dei vetri monolastra attualmente in opera nelle abitazioni con dei vetri doppi trattati porterebbe a un risparmio di 12,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all?anno in spese di climatizzazione.

Giovanni Riva -segretario generale del Comitato Termotecnica Italiano- ha quindi fornito un aggiornamento sulla normativa tecnica a supporto della direttiva, in particolare presentando la futura norma UNI 8364.
Questa norma definir? le attivit? di esercizio degli impianti termici in modo da garantire il mantenimento nel tempo delle prestazioni iniziali, dettagliando le attivit? di conduzione (operazioni per il normale funzionamento), le attivit? di controllo (verifica della funzionalit? e dell?efficienza dell?impianto) e le attivit? di manutenzione (operazioni finalizzate alla conservazione nel tempo delle prestazioni caratteristiche dell?impianto) per dare un aiuto concreto a chi dovr? operare sugli impianti senza lasciare rischiosi criteri di arbitrariet?.

In conclusione, Elias ha ribadito l?importanza di avere finalmente quantificato -sulla base di esperienze concrete e non solo sulla pura teoria- i maggiori costi e i relativi risparmi dati dall?applicazione del concetto di efficienza energetica, oltre che di avere avuto testimonianza che c?? un mercato pronto a valorizzare soluzioni edilizie pi? efficienti anche se poco pi? care della concorrenza ?inefficiente?.
Di sicuro c?? molto bisogno di educazione: dei clienti, degli inquilini, dei costruttori, dei proprietari, delle agenzie immobiliari, dei progettisti? per radicare stabilmente il concetto che spendere di pi? oggi (con le adeguate garanzie) far? spendere molto di meno domani per gestire l?immobile.

Tutte le relazioni presentate nel corso dell’incontro sono disponibili all’indirizzo www.uni.com/it/giornataenergia/ e possono essere scaricate liberamente.

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