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Lo scandalo delle assicurazioni americane (e non solo)

Da: Mauro A. Del Pup
Risk manager
Via Martiri della Libert?, 79
33084 CORDENONS (PN)

Con questo breve scritto cercher? di riassumere il caso (molto grave) scoppiato negli USA nell’autunno del 2004 che riguarda la pratica di collocare le polizze delle compagnie con le commissioni pi? alte.

Il tutto ? partito da quando il procuratore di New York, Eliot Spitzer, ha aperto un?inchiesta nei confronti di alcune delle principali compagnie assicurative americane. Sotto accusa ? finito il meccanismo conosciuto come contingent commission, in base al quale i broker, invece di individuare l?offerta assicurativa pi? conveniente in esecuzione del mandato conferitogli da varie aziende, erano incoraggiati a collocare le polizze delle compagnie con le commissioni pi? elevate. In sostanza, anzich? selezionare i migliori prodotti assicurativi sotto il profilo dei contenuti e dei costi, avrebbero indotto con l?inganno i clienti a sottoscrivere polizze economicamente pi? onerose percependo in cambio dalle Compagnie interessate provvigioni pi? elevate del normale.
Secondo Spitzer questo accordo danneggerebbe i consumatori. Nel corso del 2003 in questo modo la sola Marsh (ex Marsh & Mc Lennan, leader internazionale del mercato del brokeraggio assicurativo) avrebbe raccolto circa 800 milioni di dollari di commissioni, in un anno in cui l?intero utile della compagnia si ? attestato a 1,54 miliardi di dollari. L?ufficio del procuratore ha dunque avviato un?azione legale nei confronti della Marsh e ha arrestato due dirigenti della American International Group (Aig), il pi? grande gruppo assicurativo mondiale. Le altre compagnie sotto inchiesta sono Hartford Financial, Ace e Munich American Risk, ma non ? esclusa una possibile estensione dell?indagine. Tra le vittime della truffa ci sarebbero piccole e grandi imprese, amministrazioni locali, scuole e singoli individui.

Dopo la Marsh & McLennan Eliot Spitzer ha pizzicato anche il numero due del brokeraggio assicurativo mondiale. Anche la Aon ? infatti finita nel mirino del procuratore generale di New York, per essersi avvalsa di commissioni sospette, parametrate cio? in base a redditivit? e quantit? di business indirizzato verso determinate compagnie. Ma le indagini sulla Aon avrebbero scoperto il velo sull’utilizzo di un’altra pratica che mal si sposa con la trasparenza: il tying. Di cosa si tratta? Della minaccia di escludere dai contratti quelle compagnie che non consentono al broker di gestire anche le polizze di riassicurazione.

Le conseguenze “umane” dei guai giudiziari che hanno coinvolto Marsh & McLennan, porteranno alla soppressione di 3.000 posti di lavoro, ossia circa il 5% del personale attualmente impiegato.

E’ poi di questi giorni (ottobre 2005) la notizia (riportata dal quotidiano La Tribune) secondo la quale pi? di 70.000 imprese, tra cui circa il 90% dei suoi maggiori clienti hanno accettato di essere indennizzati da Marsh in 8 mesi. Lo scorso febbraio, Marsh aveva accettato di finanziare un fondo di indennizzo di 850 mln di dollari per indennizzare i clienti americani “vittime” delle sovracommissioni da 4 anni.

Tutta questa vicenda (che negli USA non ? ancora conclusa) offre lo spunto per qualche riflessione.

1. Se il broker non effettua una verifica seria e imparziale dell?offerta assicurativa, qual?? il valore aggiunto di questa figura di intermediario rispetto a quella dell?agente di assicurazione (il cui principale limite consiste proprio nell?obbligo di distribuire solo i prodotti di una o pi? Compagnie predeterminate)? In altre parole, se il broker non fa bene il suo mestiere, a che cosa serve?

2. La vicenda in questione deve essere considerata come un evento eccezionale e limitato agli U.S.A. o ? lecito attendersi l?esistenza di analoghe prassi truffaldine, e magari a tutt?oggi accuratamente occultate, anche in Italia? A tale proposito, il presidente dell’AIBA (Associazione Italiana Broker di Assicurazioni) nega che in Italia i broker percepiscano sovraprovvigioni e/o incentivi legati al volume dei premi apportati alle Compagnie, ma il riconoscimento ai broker da parte delle compagnie di rappel e sovrapprovvigioni ? abbastanza diffuso. Lo stesso ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle Assicurazioni), in merito al conflitto di interessi ha avuto modo di affermare che “l’indipendenza del broker ? risultata compromessa dalla corresponsione, da parte di agenzie e imprese, di sovrapprovvigioni legate ai livelli produttivi, riscontrata presso una delle societ? di brokeraggio ispezionate.”

Sicuramente, in un periodo di forte stagnazione economica come quello attuale, ? legittimo il sospetto che motivazioni di ordine commerciale possano prevalere su norme deontologiche tra gli intermediari meno virtuosi. Pertanto, evitando di generalizzare la diffusione di simili fenomeni di devianza professionale per non penalizzare coloro i quali svolgono correttamente il loro lavoro, vale comunque la pena che l?assicurato assuma l?abitudine di monitorare in modo pi? rigoroso l?attivit? svolta per suo conto dal broker.

Ad esempio, se il mandato conferito all?intermediario ha come oggetto la selezione della Compagnia in grado di offrire le migliori condizioni contrattuali ed economiche per un?assicurazione qualsiasi, lo stesso mandato potrebbe prevedere l?obbligo di un resoconto comprensivo del nome delle societ? assicurative interpellate, del premio espresso da ciascuna e, informazione che gi? ora viene frequentemente richiesta dalla pubblica amministrazione, dell?entit? delle commissioni pagate all?intermediario dalla Compagnia risultata aggiudicataria. Il tutto, naturalmente, dovrebbe essere preferibilmente formalizzato per iscritto, cos? da scoraggiare condotte poco trasparenti. Alternativamente, l?assicurato potrebbe farsi parte attiva nella ricerca delle Compagnie contattandole direttamente e affidando successivamente al broker la gestione della polizza (incasso del premio, apertura dei sinistri, etc.), anche se, in quest?ultima ipotesi, il ruolo del broker medesimo, e in definitiva la sua utilit?, risulterebbero notevolmente ridimensionati.

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