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Linee guida per la prevenzione del rischio legionellosi nelle strutture turistico-ricettive e termali

Suggerimenti tecnico-pratici per la valutazione del rischio e per ridurlo al minimo.

La legionellosi ? una grave forma di polmonite causata da batteri appartenenti al genere Legionella.
Legionella ? un microrganismo ampiamente diffuso in natura, concentrazioni elevate possono essere rilevate in sistemi di acqua condottata, sottoposti ad inadeguata manutenzione, o in impianti di climatizzazione dell’aria costituiti da torri di raffreddamento, condensatori evaporativi o umidificatori dell’aria.

Negli ultimi anni si ? verificato un notevole incremento dei casi diagnosticati di legionellosi associata ai viaggi e sono stati notificati casi di malattia probabilmente acquisiti in strutture recettive.
Parallelamente sono aumentati i ricorsi legali intentati dai turisti per ottenere risarcimenti da parte degli alberghi presso cui avevano presumibilmente contratto la malattia.
Anche in considerazione delle implicazioni economiche e di immagine che possono derivare da questi episodi, le strutture ricettive devono mettere in atto tutte le misure necessarie alla prevenzione della malattia.

Per dare indicazioni utili ai fini delle prevenzione, con un accordo del mese di gennaio, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato le ?Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali?.

L? accordo, tenuto conto della complessa tematica del controllo della legionellosi, non ha carattere esaustivo, n? vuole sostituirsi alle pi?’ ampie, dettagliate e complete norme di prevenzione e agli interventi di bonifica presenti nelle linee guida nazionali ed europee, ma ? da considerarsi un insieme di suggerimenti tecnico-pratici.
Il documento ha l?obiettivo di offrire ai direttori di strutture turistico-ricettive e termali: ?gli elementi di giudizio per la valutazione del rischio legionellosi in dette strutture e [di offrire] norme di comportamento che riducano al minimo tale rischio.?

La legionellosi viene generalmente contratta per via respiratoria, mediante inalazione o microaspirazione di aerosol in cui e’ contenuto il batterio. L’aerosol si forma attraverso le minuscole gocce generate dallo spruzzo dell’acqua, o dall’impatto dell’acqua su superfici solide.

Tra le misure di prevenzione per la riduzione del rischio indicate vi sono:
– mantenere costantemente l’acqua calda a una temperatura superiore ai 50?C all’erogazione. L’acqua in uscita da tutti i rubinetti deve essere molto calda al tatto. (si raccomanda di mettere degli avvisi accanto ai rubinetti e alle docce o, in alternativa, si possono utilizzare rubinetti a valvola termostatica);

– mantenere costantemente l’acqua fredda ad una temperatura inferiore a 20?C. Se non si riesce a raggiungere questa temperatura, e se una qualsiasi parte dell’impianto dell’acqua fredda o delle uscite si trova al di sopra di questa temperatura, si deve prendere in considerazione un trattamento che disinfetti l’acqua fredda;

– fare scorrere l’acqua (sia calda che fredda) dai rubinetti e dalle docce delle camere non occupate, per alcuni minuti almeno una volta a settimana e comunque sempre prima che vengano occupate;

– mantenere le docce, i diffusori delle docce ed i rompigetto dei rubinetti puliti e privi di incrostazioni, sostituendoli all’occorrenza;

– pulire e disinfettare regolarmente (almeno 2 volte l’anno) le torri di raffreddamento ed i condensatori evaporativi delle unita’ di condizionamento dell’aria;

– svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell’acqua calda (compresi gli scalda acqua elettrici) almeno due volte all’anno e ripristinarne il funzionamento dopo accurato lavaggio;

– pulire e disinfettare tutti i filtri dell’acqua regolarmente ogni 1-3 mesi;

– ispezionare mensilmente i serbatoi dell’acqua, le torri di raffreddamento e le tubature visibili. Accertarsi che tutte le coperture siano intatte e correttamente posizionate;

– accertarsi che eventuali modifiche apportate all’impianto, oppure nuove installazioni, non creino bracci morti o tubature con assenza di flusso dell’acqua o flusso intermittente. Ogni qualvolta si proceda a operazioni di bonifica, occorre accertarsi che subiscano il trattamento di bonifica anche: bracci morti costituiti dalle tubazioni di spurgo o prelievo, le valvole di sovrapressione e i rubinetti di bypass presenti sugli impianti.
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Questa notizia ? stata tratta da: www.puntosicuro.it

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